Proteste a Palazzo: “”Ammazziamolo””. Il sindaco scrive al Prefetto

Cittadini infuriati sotto Palazzo di città , commenti fin troppo deprecabili (“”lo dobbiamo ammazzare””) e la questione ZTL diventa una maledizione per il sindaco di Cerignola Franco Metta. Così un comizio estemporaneo del già  candidato sindaco Gerardo Bevilacqua è diventato il fulcro della lettera che il primo cittadino ha spedito al questore Piernicola Silvis e al Prefetto Maria Tirone.

Quello di Bevilacqua è stato una sorta di flash mob in piazza della Repubblica, dove subito si è creato un nutrito capannello di persone che ha sostenuto le ragioni di una legittima protesta contro l’attuale amministrazione. Ma ad un certo punto, dal pubblico, è volata qualche parola minacciosa di troppo.

“”Martedì 28 febbraio è stata ulteriormente autorizzata una manifestazione di pochi scalmanati, conclusasi al grido, indirizzato al Sindaco di Cerignola, “”andiamo sul Comune e ammazziamolo””. Segnalo alle SS.LL. – scrive Metta a Questore e Prefetto – quanto occorso, che spero gli organi di Polizia locali abbiano già  segnalato. Sono del tutto immune da paure e intimidazioni. Non di meno Vi informo ufficialmente dell’accaduto, perchà© quando, non come persona, ma come Istituzione democraticamente eletta, dovessi essere vittima di gesti inconsulti, fomentati da manifestazioni autorizzate dalle preposte Autorità , chi nulla ha posto in essere sul piano della vigilanza e della prevenzione, non abbia a meravigliarsi e a scandalizzarsi. Tanto dovevo esternare con la mia solita franchezza””.

Che il clima sia infervorato, a Cerignola, è un dato di fatto. Che anche e non solo il primo cittadino abbia contribuito ad alzare continuamente i toni è sotto gli occhi di tutti. Che questo clima gli si rivolti contro è una nefasta conseguenza da limitare. A partire da Metta stesso.

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