Che fine ha fatto il prete anti-multe? AAA D’Ercole cercasi

Era febbraio 2015 e l’ordine di Felice Di Molfetta era quello di entrare in politica. Una buona parte di sacerdoti non solo accettò l’invito, ma ne fece una vera e propria missione. Tra i fedeli alla linea anche don Vincenzo D’Ercole, della parrocchia di san Leonardo, a Torricelli, che si diceva scandalizzato per le multe comminate ai suoi fedeli.

Esattamente due anni fa se la prendeva con l’allora sindaco Giannatempo perchà© i vigili urbani avevano multato le auto in divieto di sosta: pretendeva, infatti, che durante la sua celebrazione non fosse applicato il codice della strada. Oggi, che di multe ne fioccano a bizzeffe anche per motivi meno gravi (memorabile quella della portiera dell’auto lasciata aperta per qualche secondo), il lamento dell’economo della Curia non c’è.

Sarà  che nessun vescovo gli ha ordinato di fare campagna elettorale contro qualcuno, sarà  che la tracotanza della gestione dimolfettiana è passata da un pezzo, ma dell’avversione alle multe del prete di San Leonardo non si ha più traccia.

Eppure era uno feroce, D’Ercole, oggi agnellino appena cambiato il vento. Perchà© non attaccava solo l’allora sindaco, ma anche questore e comando dei carabinieri visto che – sosteneva- “”in 25 anni non ho mai visto forze dell’ordine in un quartiere quale quello di Torricelli, dove la comunità  cristiana cattolica si è fatta carico della socializzazione a 360 gradi, dove il centro parrocchiale ha dato un’anima ed uno sviluppo ad una popolazione ormai dimenticata dalle ormai ventennali amministrazioni””. Motivo della sfuriata? Multa per divieto di sosta ad alcuni parrocchiani…che erano in divieto di sosta.

Baciato dalla giustizia divina, D’Ercole annunciava perfino la discesa in campo: “”Il parroco e la comunità  multata scende in campo dichiarando assurdo un atto di scellerata efferatezza nei confronti di chi è costretto a venire a messa con la propria macchina””. Ed oggi la class action benedetta da Dio, dov’è? La chiamata alle armi contro le infinite multe dov’è? D’Ercole dov’è? Sbagliava allora a parlare o sbaglia adesso a tacere?

“”Se questo atto (le multe, ndr) vuole essere il desiderio di chiudere la bocca ad una chiesa a favore degli ultimi- diceva D’Ercole- il nostro è un chiaro monito a dire no ai soprusi e alle ingordigie di amministratori distratti verso le periferie””.

Oggi la lamentela (folle) dei trasgressori che si infervorano per essere sorpresi in fallo e multati è pressochà© identica, ma di D’Ercole, il Salvatore antimulta e anticasta, nessuna notizia. è già  cambiato il vento e D’Ercole lo segue.

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