Prove tecniche di Rifondazione Comunista a Cerignola

Le acque della politica cerignolana torno effervescenti, agitate da un vento che sa di antico, anzi di nuovo. Lo scacchiere partitico ofantino riscopre prassi e idee di un tempo che fu, riconsiderato nella sua funzione storica rispetto al piattume moderno. Dopo aver assistito alla rinascita di una sigla intitolata a Democrazia Cristiana, Cerignola ha assistito al riassestamento del circolo rifondarolo cittadino, che ha celebrato il suo X Congresso domenica 26 febbraio, nella storica sezione di via dei Sanniti.

Posta all’incrocio con via Gaio Gracco, altro personaggio storico di tendenze assimilabili ad una sinistra ideale, quale in effetti il tribuno della plebe caduto per i diritti dei diseredati è inscrivibile, la sezione si è dedicata ad un restauro in due direzioni. Prima di tutto in senso fisico, con i lavori di ristrutturazione edilizia che procedono senza alterare l’austerità  severa delle stanze, e poi in senso ideologico, sentendo la necessità  di riorganizzarsi, dopo un periodo con pochi alti e molti bassi.

Rifondazione raccoglie i cocci di un partito ancora scosso dalla fuoriuscita di Arcangelo Sannicandro, di cui ancora patisce gli strascichi dello strappo del congresso di Trinitapoli di quasi dieci anni fa, il quale sancì l’emorragia di iscritti e la pattuglia di esponenti facenti capo al politico pugliese. Una rottura che dai confini pugliesi è deflagrata a livello nazionale, ma che non ha impedito, fra mille difficoltà  dovute alla fuoriuscita dalle aule parlamentari, di poter mettere a segno qualche importante risultato, come l’elezione a Bruxelles di una deputata rifondarola, l’on. Eleonora Forenza, nella circoscrizione base, e un sindaco di un piccolo centro dell’hinterland foggiano, nel comune di Carlantino.

Un momento di brainstorming per il circolo locale, affidato al segretario in pectore al timone da circa due anni, Giovanni Colucci, con molta probabilità  riconfermato dallo svolgimento dell’assise, in preparazione al Congresso nazionale di Spoleto, che vedrà  la delegazione cittadina recarsi per esprimere il costrutto dei lavori in corso. Lavori che vedranno in discussione la scelta al bivio, inaugurato dalla scissione Dem consumatasi contestualmente, fra l’ala di Speranza e Rossi e il movimento ConSenso, di rito dalemiano. Gli eredi cerignolani di Gramsci saranno chiamati a decidere con quale fazione apparentarsi nei prossimi cartelli elettorali.

A fronteggiarsi, due relatori, portavoci di due visioni alternative. Da un lato, vera mattatrice del congresso, Irma Barbarossa, già  europarlamentare e consorte del noto accademico di origine cerignolana prof. Pasquale Voza, esperto riconosciuto dell’opera pasoliniana, la quale ha presentato un documento redatto in concerto con l’on. Forenza; dall’altro Savino Franzi, che seppur con punti di differenza, non nasconde volontà  di convergenza con la parte avversa, fra i quali la proposta a livello nazionale del reddito minimo di cittadinanza.

Un’area in fermento, che si è distinta ultimamente fra i comitati promotori di referendum quali quello costituzionale e sulle trivellazioni, nonchà© per la totale autogestione delle spese. Tra i progetti in cantiere, l’apertura di una Casa della Sinistra sul modello dell’omonima apricenese, da destinare a scopi di aggregazione delle sigle del mondo di sinistra, e l’annessione, nei locali della sezione, degli uffici dell’Arcy Gay di Cerignola, in dirittura di arrivo, grazie all’intesa con i presidenti della federazione arcobaleno di Cerignola-Stornara, nelle persone dei presidenti Giuseppe Maffia e Matteo Silva, con la benedizione della papabile alla segreteria foggiana del movimento Lgbt, Ivana Palieri.
Enrico Frasca

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