Multe per 6 milioni di euro e aumento TARI: la stangata

TARI salata per i cittadini cerignolani, che in bolletta vedranno ritoccati gli importi sulla tassa dei rifiuti con un +18% grazie alle nuove aliquote determinate nel consiglio comunale di lunedì. Con i voti favorevoli di Federazione Civica e Cicogna – contrari di Forza Italia di Natale Curiello e Partito Democratico di Tommaso Sgarro- l’aumento dell’imposta entrerà  in vigore nel corso dell’anno corrente e la scelta, in aggiunta all’approvazione del bilancio di previsione (avvenuta a tempo record), non ha mancato di suscitare polemiche.

I costi per la copertura del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sono aumentati da quando i Comuni del Consorzio (Cerignola, Reali Siti, e i tre comuni della BAT), a causa dell’esaurimento del V lotto di discarica e della mancata costruzione del VI, giornalmente devono viaggiare fino a Grottaglie. “”Come si fa a digerire un aumento del 18% a fronte di un servizio sempre più scadente e non all’altezza degli standard qualitativi?””, ha chiesto Paolo Vitullo di F.I., “”mentre si sostiene che l’incremento tariffario inizialmente era fissato a +42%.
Da quando i nostri rifiuti vanno a Grottaglie noi paghiamo 66 euro in più a tonnellata: 26 mila tonnellate per un totale di 1.7 milioni di euro, che equivale al 17%, ossia l’incremento tariffario che stiamo applicando oggi””. Per la maggioranza la priorità  rimane salvare SIA srl dal rischio default: “”Se l’anno scorso pagavamo 100, quest’anno pagheremo 118 euro. I risultati non ci sono, il servizio non è adeguato, ma proprio per questo motivo – ha spiegato Michele Monterisi de La Cicogna – la Regione riconosce ai comuni che hanno avuto difficoltà  strutturali un ristoro dei costi. Così avvieremo la raccolta differenziata per 5000 utenze domestiche e 300 non domestiche che ci permetterà  di abbattere la TARI di 460 mila euro””.
Per il Partito Democratico, però, quel +18% potrebbe nascondere altro: “”L’aumento TARI è più sostanzioso, perchà© per passare da quel famoso +42% al +18% di incremento delle tasse, l’amministrazione fa affidamento su crediti sicuramente non certi. Parlano di progetti regionali ancora non incassati o del recupero dall’evasione fiscale o dei benefici del VI lotto o microlotti di discarica che non esistono e, qualora dovessero iniziare i lavori, entrerebbero in funzione tra qualche anno. L’incremento sarà  maggiore””, ricorda il capogruppo Pd Daniele Dalessandro.
A questo si aggiunge il mancato obiettivo propugnato nel 2016, quando la giunta auspicò un incremento della differenziata fino a raggiungere il 65%, mentre i dati regionali attestano Cerignola ad un più che modesto 5%. “”Non siamo contenti della situazione – ha spiegato Franco Metta – ma dobbiamo far fronte ad una situazione di emergenza lasciata in eredità  da chi mi ha preceduto. Noi abbiamo sempre sostenuto di non volere il sesto lotto, ma quando ci siamo seduti al tavolo abbiamo capito che non si può non fare, visto che per anni Sia srl ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità “”. Dunque “”appena possibile”” partiranno i cantieri in contrada Forcone Cafiero per il nuovo lotto a costruzione pubblica (pare, almeno temporaneamente, abortito l’ingresso dei privati). Per i cittadini vi sarà  la stangata Tari con +18%. E si aggiungano anche le entrate previste in bilancio alla voce “”multe””, dove si stimano 6 milioni di euro per l’anno 2017.

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