Ortopedia chiusa…””per ferie”” fino al 12 febbraio

Niente ricoveri in ortopedia fino al 12 febbraio. Nel frattempo vi sarà  soltanto ordinaria amministrazione, dalle medicazioni alle consulenze, in attesa che il personale del reparto torni in servizio dopo malattie e ferie non godute dei dipendenti.

Il problema atavico che interessa la maggior parte delle strutture ospedaliere pugliesi, legato alla carenza di medici ed infermieri, si abbatte con forza anche sul plesso cerignolano ed in particolar modo, appunto, su ortopedia, dove al momento prestano servizio soltanto due medici su quattro, e dove anche i tredici infermieri sono dimezzati a causa del recupero delle ferie.

La direzione sanitaria del Tatarella, dunque, da fine gennaio, ha deciso di chiudere la sala operatoria e la degenza, su indicazione del direttore Nicola Fida che insieme ad Antonietta Costantino e Costantino Vocino si alterna mensilmente alla conduzione della struttura di via Trinitapoli. Così le situazioni più complesse verranno gestite almeno fino al 12 febbraio in altri nosocomi. Basti pensare, ad esempio, che il 118 da dieci giorni dirotta i casi più gravi verso Barletta o Foggia, come successo venerdì scorso dopo che alla centrale operativa era giunta una chiamata per un incidente stradale e il personale dell’emergenza-urgenza, preso atto della chiusura del reparto di Ortopedia a Cerignola, ha dovuto trasportare i pazienti nelle corsie della BAT. A Cerignola, infatti, sarà  possibile solamente gestire codici verdi e codici gialli.

Ed è proprio ortopedia il reparto più tartassato del Tatarella: già  nel 2011 si registrò una chiusura di addirittura tre mesi, con conseguenti sostituzioni di medici provenienti da Manfredonia e Lucera. Anche in quel caso la carenza di personale portò alla temporanea chiusura delle sale operatorie. L’ultimo stop si è registrato nel 2014 quando l’allora direttore sanitario per delega, Rocco Dalessandro, firmò l’ordine di servizio che imponeva la sospensione del servizio. Oggi il nuovo stop temporaneo, presumibilmente fino al 12 febbraio. A contare – dicono fonti interne- anche qualche dissapore all’interno del reparto tra i medici che lo guidano. Nel frattempo, le emergenze saranno trasportate altrove.

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