L’esordio thriller ad alta tensione del cerignolano Domenico Caputo

Ci sono casi in cui la disoccupazione getta nella sfiducia più nera, e altri in cui permette di venire a conoscenza di risorse di cui non crediamo essere provvisti. Così è stato per un giovane concittadino di Cerignola, che risponde al nome di Domenico Caputo, trovatosi in ozio forzato in un periodo del 2015, il quale ha risvegliato le sue forze creative e ha imbastito un romanzo, che successivamente, dopo una fase di correzione ed editing, ha lanciato nella mischia editoriale.

Non sarebbe troppo definirlo a metà  eroico e metà  folle, considerando il panorama frammentato delle case editrici locali e i notevoli problemi di distribuzione che incontrano nella diffusione dei libri, in un territorio pugliese in cui le librerie soffrono cali di affluenza consolidati. Ma Domenico, forse, a queste rilevazioni di mercato, non ci pensa neanche, preso com’è dall’entusiasmo del suo esordio letterario, e infatti ha preparato una road map di presentazioni del suo libro anche al di fuori del pomerio di Cerignola.

Un esordio letterario a tinte fosche, il suo Seme del Male. Questo è il titolo del romanzo che narra le vicende di tre uomini di legge, dai temperamenti molto diversi, ma tutti impegnati nella ricerca di un bambino rapito e nella ricerca del colpevole di una serie di omicidi sanguinosi. L’autore ci prepara al peggio con le prime scene del romanzo, che mette alla ribalta una mattanza spietata attraverso gli occhi del malcapitato bambino, che si accorge ben presto di avere davanti a sè il Mostro, autore del massacro. Spetterà  soprattutto a due del trio di detective il compito di sbrogliare la matassa, mentre al tempo stesso dovranno imparare a far convivere le loro visioni opposte di giustizie. Infatti, il giovane Andrea Donati, viene caratterizzato come un poliziotto ligio al dovere e metodico, al contrario del suo mentore esagitato Rolando Corsi, avvezzo a maniere molto più brusche e, a detta di Domenico Caputo, congedato dalla polizia probabilmente a causa della sua irruenza. Ad essi fa bella mostra un contraltare di donne, in ruoli di madri, tutrici della legge e perfino ingannatrici, termine con cui l’autore lascia presagire l’importante contributo allo svolgimento dell’intreccio.

Lo stile dell’autore, benchè non indulga al dialetto, è intriso fortemente dell’acqua dell’Ofanto. Partendo dall’immaginario di un ipotetico lettore di Milano, Domenico descrive una cittadina pugliese plausibilissima, attingendo dal repertorio di luoghi cittadini per abbozzare i luoghi teatri del racconto. E non tralascia neanche temi che intristiscono la nostra realtà  come il caporalato e l’immigrazione clandestina, che affliggono le nostre campagne, e che sono al centro del romanzo con la figura di immigrati, abbrutiti dal lavoro nei campi e pronti a tutto, messi allo sbando da una vita ingrata e crudele.

Potete anche trovare il libro in versione e book sugli store digitali di Ibs, Mondadori e Amazon, oltre che il versione cartacea a cura di Lettere Animate Editore, che ha varato la nave del giovane esordiente cerignolano, cresciuto con il mito del giallista di Villafranca Donato Carrisi, con cui si sente profondamente legato.
Enrico Frasca

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