L’interporto in vendita, ma con quale destinazione d’uso?

La vecchia valutazione da 12 milioni dell’interporto non esiste più e il commissario liquidatore non sa se esistano vincoli sulla destinazione d’uso. La cessione dell’interporto di Cerignola, nato nel 2001, si fa nebulosa e a tratti controversa. Le manifestazioni di interesse per l’acquisto della piattaforma intermodale di via Manfredonia dovranno pervenire entro il 31 marzo e saranno libere, ossia non terranno conto della stima del costo della struttura che la Deloitte srl fece nel 2012 attestandola, appunto, tra i 10 e i 12 milioni di euro.

I privati, infatti, potranno formulare proposte (non vincolanti per l’ente pubblico) anche al di sotto dell’effettivo valore del centro. Ancora più labile, invece, è la questione riguardante la destinazione d’uso. Nel 2014 gli uffici comunali inviarono in Regione una richiesta di chiarimenti per capire se, allo scadere del decimo anno, fossero decaduti  i dettami che imbrigliavano l’interporto nell’etichetta di polo industriale.
Dopo un ulteriore sollecito, da via Capruzzi non è mai giunta una risposta in merito e l’amministrazione comunale ha dovuto risolvere la questione per interpretazione, considerando nullo il vincolo dopo il decimo anno di costruzione dell’impianto e non dal decimo anno dall’entrata in funzione dello stesso. Dunque, non è detto che in quella fetta di zona industriale si debba per forza conservare un interporto. Anzi.

Perciò, al momento, i futuri e possibili acquirenti non potranno conoscere, stando ai fatti e alle parole del commissario liquidatore Francesco Angiolino, cosa poter fare di quella estesa superficie fondiaria di oltre 250 mila metri quadrati dove è stato sviluppato meno del 10% delle volumetrie disponibili. O, peggio ancora, il futuro proprietario potrà  trovarsi nella condizione di poter sviluppare altri progetti “ completamenti differenti dal rilancio dell’interporto- a prezzi irrisori. Sul nodo della destinazione stanno lavorando gli uffici comunali, ma le offerte arriveranno comunque entro il 31 marzo.

La valutazione del centro intermodale era stata calcolata tenendo in considerazione l’estesa superficie a disposizione e anche l’iniziale compartecipazione finanziaria del Comune nel progetto: mentre una parte degli importi fu erogata dalla comunità  europea  (12.086.124, 35 euro), la restante copertura fu a carico degli enti comunali inglobati nella Ofanto Sviluppo srl (8.162.320, 80 euro). Società , quest’ultima, che al momento vanta perdite per oltre 500 mila euro. Perciò sul destino dell’interporto si aprono dubbi. Confermati anche dal commissario liquidatore Francesco Angiolino, che dichiara: L’offerta di acquisto, sebbene libera nell’importo, è  vincolante per l’offerente ma non per la società  Ofanto Sviluppo srl. Quella della destinazione d’uso  è una questione che deve essere ancora chiarita. Al momento non sono in possesso di questa informazione.

Michele Cirulli

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