Cala il sipario sull’Interporto, le offerte di acquisto entro il 31 marzo

è datato al 31 marzo 2017 il termine ultimo per la presentazione delle offerte di acquisto dell’interporto di Cerignola. Cala così il sipario sul centro intermodale pensato nel 1994 come volano dell’economia con un investimento di 48 miliardi di lire ed un potenziale mai espresso totalmente.

Dopo vari tentativi di rilancio mai decollati “ da Leomat a Vasas, passando per ipotetici compratori cinesi- la struttura ubicata in zona industriale è stata messa in liquidazione dall’attuale amministrazione di Cerignola, che detiene la maggioranza delle quote (San Ferdinando di Puglia è stato socio di minoranza e partner sin dal concepimento). Non è bastato nemmeno il cambio di guardia del management, con il duo Giusto Masiello e Cosimo Desortis, espressioni del nuovo corso cicognino, a ridare prospettiva a quella che col tempo si è candidata ad essere una maestosa cattedrale nel deserto.

Il complesso, di proprietà  della Ofanto Sviluppo srl, comprende una superficie fondiaria di 250mila mq ed è posizionato a 4 km dal centro abitato, subito a ridosso dello snodo autostradale A14 e a 20 km dal porto di Manfredonia. Oltre vent’anni di abbandono hanno reso quasi impossibile l’entra in funzione della struttura, la cui valutazione si aggirerebbe intorno ai 10 milioni di euro. Sull’area insistono anche due capannoni refrigeranti da 5.180 mq ma a preoccupare sono le condizioni strutturali dell’edificio, che necessita di interventi importanti per il ripristino della funzionalità . Basti pensare che negli anni l’interporto è stato oggetto di atti vandalici e furti di ogni tipo.

L’interporto di Cerignola risulta censito dal piano regolatore generale come facente parte di zona omogenea D1 destinata a insediamenti industriali attuabili tramite la seconda fase dello strumento operativo del piano per le attività  produttive (piano di settore volto a definire la strategia di sviluppo del sistema industriale locale, PAP). In base agli indici urbanistici correnti, sull’area “ spiega nella relazione tecnica il liquidatore Francesco Angiolino “ è ammesso ricavare un totale di 126.401 mq di superficie lorda di pavimento e un monte volumetrico globale non superiore a circa 758.405 mc. Le costruzioni attualmente esistenti evidenziano come la superficie di pavimento esistente risulti globalmente pari a circa 15.080 mq per un volume totale di circa 161.050 mc, precisa il Angiolino. Pertanto l’edificabilità  residua del lotto è quantificabile in circa 597 mila metri cubi.

Le offerte irrevocabili e vincolanti di acquisto dovranno pervenire entro il 31 marzo 2017. Gli eventuali acquirenti “ si legge nell’avviso “ potranno programmare una visita al complesso immobiliare in giorni da concordare. L’interporto è ai titoli di coda; adesso si aprirà  la caccia al futuro ed ipotetico proprietario.
Michele Cirulli

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