Arte a tutto tondo, le testimonianze di William Tode e Alfredo De Biase

Con la sua folta chioma candida, William Tode è molto simile ad un nobile leone, che regna nella foresta dell’arte contemporanea. Pittore e scultore, ma anche sceneggiatore e attore, non c’è corrente artistica che non abbia attraversato, e nella quale non abbia eccelso.

La sua produzione più celebre e celebrata è senza dubbio quella legata al movimento neorealista, definita dal critico Argan “”neo romantico estetico e psicologico””, corrente in cui si è cimentato da interprete nella Settima Arte con preziosi camei nei film di De Sica, Visconti, e Oltralpe con Vadim. Di tale calibro è l’ospite d’eccezione approdato al Liceo Sacro Cuore su invito del dirigente scolastico Giuliana Colucci, un autentico prezzo di storia vivente che, ad accostarsi solamente, incute profonda riverenza. Tode, insieme alla sua talentuosa consorte, pianista di fama internazionale, giunge a Cerignola, nell’amata Puglia in cui ha deciso di stabilirsi dopo gli anni passati a Mantova e Pordenone, con un seguito di allievi ed estimatori, che non esita a lasciare per venirci a stringere la mano. Così, per rompere il ghiaccio, cerchiamo di esordire con una riflessione sul neorealismo e lo stato attuale del degrado urbano, tanto celebrato nei postumi del dopoguerra nel cinema in cui Tode rientra a pieno diritto. La risposta, pacata e argomentata al meglio, giunge in maniera naturale, come se fosse il proseguimento di un pensiero maturato a lungo. “”Uno dei ruoli dell’arte è quello di esprimere le istanze rivoluizionarie, protestatarie. Uno dei fini dell’arte è quello di essere testimonianza dei nostri tempi. Certo è che stiamo vivendo un degrado terribile della nostra società . Chi ci rimette? La cultura, che sembra diventata un optional. Non ci sono mai soldi per essa.”” E dopo una gentile ma ferrea invettiva contro i baronati universitari, che hanno portato altrove il suo ingegno per lunghi anni, a Zurigo, in qualità  di docente, il Maestro Tode giunge al momento clou della conversazione. Il suo apporto alla Bibart 2016, reso inestimabile dal prestito di alcuni pezzi della sua collezione ricchissima, che supera i 1700 esemplari, tra i quali ha scelto i capolavori di alcuni artisti che spende notevole foga per la loro riabilitazione “”Andrebbe aggiunto fra i grandi disegnatori degli anni 30 il nostro Sironi, che essendo stato la bandiera del fascismo, gli è nociuto anche dopo la guerra. Io l’ho sempre difeso, perchè ha onorato l’Italia, e me ne frego della politica. Ha pagato anche dopo la morte la sua nostalgia fascista””.

Ma oltre a giganti dell’arte contemporanea, non mancavano esponenti del mondo dell’arte moderna. L’Architetto Alfredo De Biase è certamente uno di essi. Per via del suo osservatorio privilegiato, quale è il ruolo di Sovrintendente di Palazzo Sinesi a Canosa e di Castel Del Monte ad Andria, avviamo subito il discorso sul tasto molto delicato dei riconoscimenti internazionali. Dopo la recente elezione di Monte Sant’Angelo a patrimonio Unesco, con una punta di fantasticheria gli chiediamo se il tanto ventilato Museo Archeologico, che già  vive nei sogni dell’amministrazione cerignolana, che dovrebbe accogliere i reperti di Salapia, venisse realizzato, potrebbe ambire a tale riconoscimento. “”Non saranno Unesco, ma i reperti d’Italia hanno tutti riconoscimenti internazionali. Non c’è bisogno solamente dell’etichetta Unesco””; sentenzia De Biase. Il giovane sovrintendente, da sempre impegnato nella promozione dell’arte nei ceti meno abbienti e svantaggiati, si è da subito profuso in opere di valorizzazione del patrimonio artistico presso i disabili, ai quali ha dedicato, a Castel del Monte, un modellino in pietra del complesso medievale sensibile al tatto per i non vedenti, e le recenti scannerizzazioni in video dei reperti ai piani superiori di Palazzo Sinesi, fruibili anche ai sofferenti di problemi deambulatori. La chiusa verte sugli scempi paesaggici, contro cui De Biase si è scagliato dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno, memore dei suoi trascorsi alla Sovrintendenza al Paesaggio di Foggia. “”La nostra provincia ha un valore eccezionale dal punto di vista paesaggistico. Lavorare per tutelare il paesaggio non è semplice. La nuova sovrintendenza lavora in tal senso, ma ce n’è ancora bisogno””. Difficile resistere alla sensazione di prendere a braccetto questo gentile signore e portarlo per le vie del tessuto urbano per mostragli il paesaggio di Cerignola.
Enrico Frasca

0 0 vote
Article Rating
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
error: Marchiodoc.it ®
0
Commenta questo articolox
()
x