Le provinciali slittano all’8 gennaio: manovre in PD, FI e Cicogna

In principio le elezioni provinciali erano fissate per l’11 dicembre, ma il presidente Francesco Miglio, considerata la tappa intermedia del referendum costituzionale del 4 dicembre, ha optato per il rinvio all’8 gennaio 2017, con la presentazione delle liste dei candidati entro il 19 dicembre.

 
Prima dello slittamento, però, le trattative per il rinnovo del consiglio provinciali non sono mancate e, dal PD a Forza Italia e Cicogna, il sottobosco della politica ha registrato sussulti e manovre per piazzare uomini nelle stanze di Palazzo Dogana a Foggia.

Dopo l’ultima riforma, come è noto, non saranno più i cittadini a scegliersi i rappresentanti in provincia, ma vi sarà  un’elezione interna a tutti i consigli comunali dei 60 comuni della Capitanata, che pescheranno tra i propri rappresentanti. Ogni voto, a seconda della grandezza del centro, assume un valore specifico e diverso tra centro e centro. Dunque nella maggior parte dei casi per raggiungere lo scranno di Palazzo Dogana si dovrà  necessariamente affidarsi ad un sistema di alleanze extraterritoriali. Su questo i partiti di Cerignola fondano le loro analisi e previsioni. Nell’ultima tornata elettorale, che ha  incoronato Francesco Miglio presidente di Provincia, non c’è stato alcun cerignolano a rappresentare le istanze cittadine, ad esclusione di Gianvito Casarella, di Forza Italia, il cui mandato è terminato non appena scaduta la sua efficacia nel consiglio comunale di Cerignola.

Oggi, dunque, per adottare calcoli e strategie ci sarà  più tempo. Un mese in più per decidere su quale rappresentante virare. In casa Cicogna sembra scontato il nome di Loredana Lepore, su cui dovrebbero convergere i cicognini della prima ora ad esclusione di Federazione Civica di Rino Pezzano, che dalla sua nascita intende far parte di un network più allargato con epicentro a San Giovanni Rotondo, terra di Salvatore Mangiacotti. Di certo non voteranno per Lepore nè Teresa Lapiccirella, nè Samuele Cioffi, che nel giro di poche settimane si sono dichiarati indipendenti abbandonando la maggioranza. Ad ambire ad un posto a Palazzo Dogana potrebbe esserci anche Antonio Bonavita, da poco rientrato alla corte di Franco Metta dopo mesi di attrito, ma il nome più quotato resta quello di Lepore.

In casa Partito Democratico la partita si fa più spigolosa, perchè al momento esistono due blocchi: il primo punta ad una candidatura interna, cerignolana, per uscire da quell’isolamento istituzionale più volte denunciato in questo ultimo anno; il secondo “ pallottoliere alla mano- potrebbe vedere di buon occhio la candidatura esterna, magari di Raimondo Giallella, sindaco di Pietramontecorvino, gradito anche all’europarlamentare Elena Gentile, rinnovando così una scelta già  compiuta nella passata tornata elettorale provinciali, quando i cerignolani scelsero un foggiano “ su input gentiliano- anzichè il cerignolano Gino Giurato.

Per quanto riguarda Forza Italia il contributo di Paolo Vitullo e Natale Curiello diventa risicato e di fronte agli azzurri si spalancano due strade: fungere da stampella a Lepore o appoggiare gli ordini di scuderia provenienti da Foggia per blindare la vittoria dei berluscones a Palazzo Dogana.

Il prossimo step, quindi, è fissato al 19 dicembre, quando verranno rese note liste e candidature. Poi l’8 gennaio i consigli comunali sceglieranno i propri rappresentanti da mandare in Provincia. I cittadini restano alla finestra e non voteranno, ancora una volta. Ed è un antipasto – per grandi linee- di quello che sarà  il senato qualora dovesse passare il Sì al referendum.
 
 
 
 
 

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