Il caso del bambino bocciato arriva in tribunale, denunciato il sindaco Metta

Era stato definito scemo, trimone, stronzo davanti a tutti i suoi compagni di scuola; quel video ha fatto il giro di Italia sbarcando su tutti i giornali, da Repubblica a Il Fatto Quotidiano, perchè la ramanzina del sindaco Franco Metta la piccolo alunno fu decisamente sopra le righe. Ed è così che i genitori del bambino hanno deciso “ come già  annunciato- di denunciare il sindaco di Cerignola in ordine ai presunti reati di diffamazione, calunnia, violenza privata e violazione della privacy.

 

Come si ricorderà , durante l’inaugurazione del nuovo parco giochi in villa “ il 4 luglio scorso- Metta presenziava al taglio del nastro insieme agli alunni. Nell’attesa, interloquendo con loro, chiese chi fosse stato promosso. La piccola vittima rispose negativamente, innescando la rabbia del primo cittadino, che si lasciò andare ad una spropositata invettiva contro il minore (di 11 anni), apostrofandolo con parole quali trimone, stupido, stronzo minacciandolo di arrivare fino a casa tua a spezzarti le gambe qualora il profitto non fosse stato accettabile per l’anno successivo. Una ramanzina lodevole nelle intenzioni ma disastrosa nei modi, tanto che anche gli esperti “ come la professoressa Isabella Loiodice, coordinatrice del corso di laurea magistrale in Scienze pedagogiche e della progettazione educativa presso l’Università  degli studi di Foggia“ ne presero immediatamente le distanze bollandola come diseducativa.

Presenti alla scena, diramata su ogni network nazionale in seguito alla condivisione del profilo Facebook del sindaco “ si legge nella denuncia- anche il sacerdote Pasquale Ieva e il maresciallo della polizia municipale Matteo Guercia, ammutoliti al momento della sceneggiata.
Si legge nella denuncia: Vogliamo precisare che l’atteggiamento assunto dal sindaco di Cerignola, Franco Metta, è stato un vero e proprio monologo che ha visto il piccolo alunno costretto a tollerare e subire sia la minaccia (ti spezzo le gambe) sia la violenza fisica, verbale e morale (riceve uno schiaffo e viene ingiuriato con le parole stupido, trimone, scemo),  tutto ciò solo per aver risposto, con estrema sincerità , di essere stato bocciato.

Da parte sua il sindaco Metta ha sempre difeso la sua scelta, modi compresi, asserendo che si trattasse di un adeguamento al suo (del bambino, ndr) linguaggio. Per il primo cittadino di Cerignola si trattò di semplice ramanzina dal fine pedagogico. 

La situazione familiare del minore, tra l’altro, non era parsa irrecuperabile, o non da giustificare l’espressione dei bambini lasciati in mezzo alla strada. Tanto che i genitori spiegarono i motivi della bocciatura del figlio, al centro di un momento di difficoltà  in un contesto di disoccupazione del padre e una lunga patologia della madre a complicare le cose. Su questo oggi dovrà  esprimersi un giudice, dopo la querela presentata dai genitori.
Michele Cirulli
 
 

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