Prefetto, finanza, carabinieri, ANAC e polizia informati su Ladisa

I furgoni si spostano dalla zona industriale e arrivano nelle scuole, dove i bambini mangiano il menu del giorno, quello che il sindaco Metta nel 2012 definì merda. L’aspetto più controverso, ora, a parte le esternazioni del primo cittadino, risiede in un codicillo del capitolato d’appalto che imponeva alla ditta vincitrice di non cucinare a ridosso della zona industriale.

 

Invece la realtà  è un’altra, e cioè che Ladisa spa di Bari continua a somministrare pasti partendo proprio da via Manfredonia, contrariamente a quanto prescritto in bando. Per questa ragione la consigliera di maggioranza Teresa Lapiccirella “ di recente dichiaratasi indipendente- ha scritto all’ANAC di Raffaele Cantone, l’agenzia anti-corruzione, e al Prefetto di Foggia Maria Tirone per metterli al corrente della singolare operazione avallata dall’amministrazione di Franco Metta.

Non solo, perchè Lapiccirella chiede la risoluzione del contratto per inadempimento della Ladisa Spa ai sensi e per gli effetti dell’art. 1456 del codice civile.

Al punto IV 3.2 del bando di gara, rubricato condizioni per ottenere il capitolato di gara e la documentazione complementare e modalità  di presentazione dell’offerta, spiega Lapiccirella, si legge che nella busta N.1 dovranno essere inseriti, a pena di esclusione (¦) la dichiarazione ubicazione del centro di produzione pasti in cui viene dichiarato che il centro di produzione dei pasti non sarà  ubicato in zona industriale. Quanto svelato dai video diffusi in rete è chiaro.

è stata la stessa azienda di ristorazione, attraverso una nota stampa, ad aver ammesso che al momento il nuovo centro di cottura in via Santurario della Madonna di Ripalta risulta essere ancora inattivo. La posizione dell’amministrazione comunale a questo punto si fa delicata, perchè dovrebbe essere proprio il sindaco Metta a denunciare la Ladisa, che invece sembra difendere.

Infatti, ricorda Lapiccirella, nel bando al punto IV 3.7 si legge che la stazione appaltante può revocare l’aggiucazione qualora accerti in ogni momento e con qualunque mezzo di prova, l’assenza di uno o più requisiti richiesti in sede di gara fino a procedere alla denuncia alla Procura della Repubblica. A parte Lapiccirella, il gruppo di chi contestò il bando per la ristorazione (Federazione Civica (Rino Pezzano e Ale Frisani) e Capitanata Democratica (Samuele Cioffi, Antonio Bonavita da poco emigrato), rimane in ossequioso silenzio nonostante sul tema avessero battuto forte e chiaro prima di ottenere un posto in giunta, perfino ottenendo – illo tempore- la clausola che imponeva il centro cottura al di fuori della zona industriale.

Altrettanto delicata sembra essere la posizione della dirigente Maria Dettori, che ha curato la gestazione del bando. In risposta ad una nota dell’allora frangia interna all’amministrazione, la dirigente sosteneva che tra i vari documenti il privato avrebbe dovuto presentare la dichiarazione dell’ubicazione del centro pasti (¦) che non dovrà  essere situato in zona industriale nè in un luogo fisico dove sono presenti fonti dichiarate espressamente inquinanti e insalubri dalle autorità  competenti. Anche la Dettori non rende nota la sua posizione all’indomani della pubblicazione dei video e delle dichiarzioni della Ladisa che ammettono la presenza attiva ed operativa del centro cottura in zona industriale, contrariamente al bando. Come di stucco lasciarono le dichiarazioni di Giuliana Colucci, ex assessore alla cultura in tour nelle cucine di Ladisa spa con tanto di bavetta, quando pubblicamente disse che per il bando si sarebbe dovuto aspettare che le aziende si spostassero dalla zona industriale.

Per questo, con una lettera inviata al sindaco di Cerignola, alla guardia di Finanza, Carabinieri, polizia, al prefetto e all’ANAC, Lapiccirella chiede di adottare tempestivamente tutti gli opportuni provvedimenti di propria competenza al fine di procedere con la risoluzione del contratto relativo all’aggiudicazione del servizio di ristorazione scolastica per le scuole dell’infanzia e primarie della città  di Cerignola per inadempimento della Ladisa spa ai sensi dell’art. 1456 del codice civile.
Michele Cirulli
 
 

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