Tasse per i cittadini, soldi per i privati. Così il 6° lotto può far paura

Forse all’orizzonte potrebbe esserci un affare soltanto per i privati. Perchè il project financing per il sesto lotto di discarica- illustrato da Franco Metta nel corso dell’ultima riunione nel Consorzio che gestisce il ciclo di rifiuti nei Reali Siti, Cerignola , Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli- potrebbe aprire ai privati in maniera impattante sulle tasche dei cittadini.

 

Che cos’è il project financing

è una pratica molto diffusa con la quale il privato aiuta il pubblico ottenendone a sua volta indubbio guadagno. Con il progetto di finanza il privato investe delle somme che rientrano attraverso la gestione dell’opera su cui quel finanziamento è ricaduto. In sostanza, i privati (in questo caso hanno presentato domanda Agecos, Sedir, Riccoboni, ma eventualmente ci sarà  una gara) investono per la costruzione del sesto lotto di discarica e ne acquisiscono la gestione per un lungo periodo, ottenendo dalla stessa introiti e guadagni.

 
Qual è il rischio: aumento di costi del conferimento

Cerignola ha già  avuto a che fare con il progetto di finanza. Quello in corso riguarda l’ampliamento del cimitero, dove i costi imposti dal privato sarebbero già  aumentati a dismisura: per una esumazione ed una estumulazione si passa da 100 a 150 euro, La tumulazione /sepoltura passa da meno di 100 a 225 euro, la traslazione dei resti passa da 50 a 75 euro e la traslazione della salma da 150 a 225 euro. Anche la lampada votiva annualmente passa da 23,60 a 31,50 euro e l’allacciamento della stessa una tantum da 3,50 a 37,50. Perchè quando il business passa attraverso le mani del privato che ne decide i prezzi, non c’è politica che tenga. Stesso discorso potrebbe riguardare la SIA srl e soprattutto il costo di conferimento.

Ogni discarica ha dei propri costi per accogliere i rifiuti. Forcone Cafiero, ad esempio, presentava un listino tra i più bassi di Puglia. Per certi versi anche anti-economico per l’azienda, che per anni però ha mantenuto le tariffe invariate contando sull’ingresso in discarica di immondizia proveniente da città  limitrofe. Qualora  ai privati “ chiunque essi siano- dovessero andare i lavori di ampliamento della discarica, i costi di conferimento “ in virtù del guadagno “ potrebbero aumentare, così come successo per i servizi cimiteriali.

 
Il business solo per il privato. Per il pubblico tasse.

Il rifiuto è una fonte di guadagno per il pubblico e per il privato. Con la proposta di divisione dei rami di azienda “ avanzata da Metta su input del consiglio di amministrazione “ si avrebbero due tronconi: da una parte la raccolta, lo spazzamento ed il trasporto dei rifiuti, che rimangono in capo al pubblico ed i cui costi trovano soddisfacimento attraverso le tasse che i comuni impongono ai loro cittadini (per pagare tir, stipendi dei dipendenti, turni, extra, etc); l’altra sezione invece riguarda l’impiantistica, ossia gli impianti che vengono utilizzati per smaltire i rifiuti (biostabilizzazione o discarica). In sostanza “ se dovesse passare l’idea del project financing- tutti i rifiuti raccolti andrebbero a finire nuovamente a Forcone Cafiero, ma questa volta non a tariffe decise dai sindaci dei 9 comuni, ma a tariffe decise dal privato. Quale giovamento per il pubblico?

 
Può il privato costruire da solo?

No. Assolutamente. A dirlo è il verbale del Consorzio che parla di interazione tra pubblico e privato. Per costruire un nuovo lotto di discarica, o un impianto che tratta rifiuti, servono autorizzazioni particolari, il cui iter di approvazione dura anni. La SIA, con Francesco Vasciaveo, che avrebbe dovuto ampliare la discarica in totale appannaggio pubblico, è partita diversi anni fa per ottenere tutti i documenti, giunti solo nel 2014 con la cosiddetta AIA numero 66 che dà  l’okay ai lavori di ampliamento a Forcone Cafiero. Questa autorizzazione verrà  donata al privato, secondo i piani di Metta&Co. Mentre le ditte donano da parte loro soldi e capacità  economica di cui dispone per la costruzione degli impianti. E basta? No, perchè il fulcro del project financing è la gestione stessa degli impianti, che spetta al privato per un periodo medio-lungo (ma nel verbale l’eventualità  è omessa quando si parla di reciproci vantaggi, mentre i privati lo specificano a chiare lettere nella lettera di manifestazione di interesse).

 
La discarica è pericolosa solo quando è pubblica

Perchè non sarò più sindaco di Cerignola se si avvieranno i lavori per la realizzazione, un’altra volta a Cerignola, del sesto lotto della discarica. Il sesto lotto non si farà  mai fino a quando io sarò sindaco di questa città !. Diceva così Franco Metta, appena diventato sindaco, sulla scia di memorabili discorsi sulla pericolosità  dei rifiuti. Oggi quei rifiuti sono meno pericolosi solo perchè i privati vogliono costruire il sesto lotto? Ma il dietrofront di Metta sul sesto lotto è già  datato. Subito dopo essere salito a Palazzo di Città  ha cambiato idea. Dalle equazioni rifiuti=tumori, il cicognino è passato a concetti diametralmente opposti: La situazione del VI lotto mi esporrà  ad attacchi ed accuse fino a quando la cittadinanza stessa non comprenderà  l’importanza strategica del VI lotto. Non sarò sindaco se si farà  il sesto lotto, diceva. E adesso non solo potrebbe farsi, ma potrebbe costare anche di più ai cittadini.
 
A che punto si è con l’ipotetico passaggio al privato?
Al momento è più di una proposta, perchè il consiglio di amministrazione di SIA srl sta lavorando sulla scheda tecnica e sulla fattiblità  del progetto. Solamente dopo la valutazione tecnica l’assemblea dei sindaci potrà  esprimersi sulla efficacia della proposta formulata. In caso affermativo, ci sarà  la gara ad evidenza pubblica per mettere a bando l’ampliamento della discarica.
 
Opinione pubblica assente, ambientalisti da scandalo
Ancora una volta le associazioni ambientaliste che si muovono sul territorio mostrano totale disinteresse per i rischi connessi alla privatizzazione parziale di SIA. Non esiste un dibattito tra associazioni e l’azienda. La notizia delle privatizzazioni, che in altri tempi ed in altri luoghi ha allertato perfino l’Autorità  Nazionale Anti Corruzione per i possibili rischi connessi alle nuove gestioni del ciclo dei rifiuti, non sfiora minimamente gli ambientaisti locali, ormai impalpabili e per questo senza alcun seguito. 
Michele Cirulli
 
> Ecco chi vuole mettere le mani sui rifiuti della SIA srl
 
 
 

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