Se tutti snobbano Metta¦il problema non sono tutti

Anche ieri mattina, a Cerignola, il solito copione che si registra ormai da un anno. In ogni occasione istituzionale, invito o non invito, le Istituzioni dello Stato non considerano il sindaco di Cerignola Franco Metta. Domenica, infatti, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando è arrivato nella città  di Di Vittorio per rendere omaggio alla figura del sindacalista recandosi dapprima presso la casa natale del padre costituente e, a seguire, davanti alla lapide ubicata sulla facciata di Palazzo Carmelo.

 
Accompagnato da una delegazione del Partito Democratico di Cerignola, che sabato ha annunciato l’arrivo del ministro attraverso una nota stampa.

Come prassi vorrebbe, ad accoglierli ci sarebbe dovuto essere il sindaco di Cerignola. Eventualità  che non si è prospettata, per volontà  di Orlando, che avrebbe espressamente intimato al circolo locale del Pd di giungere nella città  ofantina in veste strettamente privata. Dal momento in cui ha però incontrato il segretario dem locale, Tommaso Sgarro, e l’europarlamentare dem Elena Gentile, l’esclusione sarebbe delimitata proprio all’istituzione cittadina.

Che ormai a porte in faccia e ad essere snobbata ci ha fatto il callo. Quando il comandante Francesco Delvino ha organizzato l’evento Cerignola SiCura, si è registrata la più lunga sfilza di defezioni: dal presidente della regione Puglia Michele Emiliano, che non si vede a Cerignola da dicembre 2014 e piuttosto platealmente svicola da ogni appuntamento (per quanto riguarda le assenze del governatore in loco l’imbarazzo va condiviso equamente col PD) al questore Piernicola Silvis, che dopo le esternazioni pro-abusivi dell’amministrazione cerignolana ha fatto pervenire una serie di no grazie. Finisce qui? No. Anche il governatore Roberto Maroni era tra gli invitati: ovviamente assente. Perchè in occasione del riordino ospedaliero, quando si parlava di soppressione e accorpamento dei reparti del Tatarella, l’unico sindaco della triade civica vicina ad Emiliano a non essere stato ricevuto è stato proprio Franco Metta.

L’ultimo smacco proveniente direttamente dal Ministro della Giustizia pare essere qualcosa di più di una semplice sgarbatezza istituzionale. Perchè, in fondo, il saluto del primo cittadino alle istituzioni romane è prassi consolidata. Che il primo cittadino civico abbia rapporti controversi con le altre Istituzioni è un dato chiaro e lampante. Lo descriveva in un comizio a maggio scorso, quando le attaccava apparentemente senza ragione: Quando noi avremo fatto tutte le cose che ho detto, quelli (riferito al PD, ndr) faranno altri 25 anni di opposizione. Ma ovviamente quello è il PD, quelli stanno al governo. Quando andate a casa, prima di farvi il segno della croce per mangiare, fatemi una promessa: dedicate un secondo a pensare quante autorità  dipendono dal Governo Centrale. Il rimando era alla Prefettura, presso la quale Sgarro si era recato per parlare della possibilità  di infiltrazione criminale in alcuni bandi pubblici.

In quell’occasione, oltre ad un messaggio in stile Sicilia anni 50 agli infami che sputtanano la città  parlando di infiltrazioni, si lanciò in un testamento politico rivolto alle istituzioni che dipendono dal Governo: Noi ce le abbiamo tutte potenzialmente contro. Mi faranno le peggiori porcherie, mi faranno le peggiori sporcizie, mi faranno le cose che voi non potete nemmeno immaginare. Io lo so e sono tranquillissimo, non mi tremano mani, polso, meno che mai non mi trema la mente  e il cuore. Ho solo una preghiera da fare a tutti gli amici e a tutti i cittadini: la mia preghiera è alle persone che amo. Io sono tranquillo- incalza l’avvocato- non ho paura di niente e di nessuno, ho solo paura della vostra sofferenza. è il mio tallone d’Achille. Ho paura di veder piangere i miei figli. Il giorno in cui vi vedrò piangere per colpa mia, mi dimetterò un secondo dopo””.
Michele Cirulli
 
 

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