Amici o indagati o chiacchierati. Ecco chi vuole mettere le mani sui rifiuti

Spacchettare SIA srl in due tronconi, uno per la raccolta e spazzamento e l’altro riguardante l’impiantistica. Introdurre i privati nel mondo dei rifiuti che adesso è a totale e completa copertura pubblica: è questa l’ultima idea del Presidente del CIA FG4 e sindaco di Cerignola Franco Metta e fa seguito alle indiscrezioni che da un anno ospitiamo su queste colonne. L’obiettivo sarebbe dunque privatizzare SIA nella parte più redditizia, quella relativa agli impianti.

 
Mentre al pubblico rimane la fetta più dispendiosa, legata al personale e all’organizzazione dei servizi.

Con l’AIA numero 66 del 2014, infatti, sarebbe stato il pubblico a gestire i nuovi impianti (di biostabilizzazione, di compostaggio e sesto lotto di discarica) per creare business che avrebbero avuto ricadute sul Consorzio di riferimento. Oggi l’idea è utilizzare quell’autorizzazione donandola ai privati.

Ma chi sono i nuovi soggetti che hanno puntato gli occhi su Forcone Cafiero?

Il 23 settembre scorso, agli uffici di SIA srl arriva una lettera a firma di tre ditte costituitesi in ATI. Una manifestazione di interesse a nome di AGECOS, Sedir e Riccoboni spa, i cui titolari sono, rispettivamente, i fratelli Bonassisa, Gerardo Biancofiore e, per l’ultima ditta di Parma, Sergio Pancaldi e Claudio Cabri.

A parte Biancofiore, colosso delle costruzioni ecclesiali, dispensatore di pannelli fotovoltaici sui tetti delle chiese della diocesi e braccio destro dell’ex vescovo Felice Di Molfetta, legatissimo al mondo della Curia e tra i sostenitori di Franco Metta nella scalata a Palazzo di città  (Oggi ho salutato Gerardo Biancofiore, che ha sostenuto la mia campagna elettorale, diceva il sindaco all’indomani della vittoria nel 2015), il gruppo che si è costituito in associazione temporanea di imprese ha esperienza nel mondo dei rifiuti. Con un curriculum, però, fortemente caratterizzato da luci ed ombre.

Agecos, dei fratelli Bonassisa, è stata praticamente coinvolta in molti degli scandali ambientali più gravi scatenatisi negli ultimi anni nella provincia di Foggia. Tra prescrizioni e assoluzioni, l’hanno sempre scampata. Come a Orta Nova, dove è nata l’inchiesta Black Hole, per la quale Rocco e Maurizio hanno dapprima subito una condanna in primo grado per traffico illecito di rifiuti per un volume di 130 mila tonnellata di rifiuti speciali, salvo poi veder ribaltato il giudizio in appello, a Bari.  L’altro scandalo, la discarica abusiva più grande d’Europa con un volume di rifiuti di 500 mila tonnellate, si chiama Black River e ha origine a Deliceto, nel 2008. L’Agecos ospitò rifiuti nei pressi del fiume Cervaro, tanto da deviarne il corso per ampliare la discarica di Deliceto. Solo che nel nuovo buco ci finì di tutto. Ma il fatto non sussiste, secondo la Procura. E di quella gigantesca inchiesta di tombamento di rifiuti è rimasto solo il clamore mediatico, con annessa prescrizione dei reati di trasporto di materiale terroso.

Il terzo innesto del gruppo che vuole mettere le mani sulla monnezza del Consorzio Fg4, che coinvolge i comuni dei Reali Siti, di Cerignola, Trinitapoli, Magherita di Savoia e San Ferdinando di Puglia, è una società  di Parma: la Riccoboni spa. Da anni leader nel settore dei rifiuti, la Riccoboni non sfugge alle inchieste giudiziarie.

A settembre 2015, riferisce l’Ansa, i vertici della società  “ insieme ad altre sette persone- sono indagati per turbativa d’asta, falso, abuso d’ufficio e reati in materia ambientale. Secondo l’accusa, l’appalto vinto dalla ditta Riccoboni di Parma per la gestione della discarica di Molinetto di Cogoleto, dove sarebbero andati a finire i rifiuti della bonifica della ex Stoppani e altri rifiuti a pagamento, sarebbe stato pilotato. Una gara d’appalto costruita a tavolino per permettere alla ditta, unica partecipante, di aggiudicarsi la gara.

Lo scandalo nasce perchè quell’appalto avrebbe procurato un vantaggio patrimoniale alla società  vincitrice dell’appalto di 8 milioni e 377mila euro. Per ottenerlo, spiega la Procura, sarebbe stata stilata una relazione tecnica farlocca, con la quale si certificava che la discarica potesse accogliere più della sua capienza, aumentando la volumetria da 35mila a 104mila.

Sono questi i re dei rifiuti su cui Franco Metta punta per sbloccare il business dei rifiuti. A loro, infatti, il sindaco di Cerignola, che un anno fa era contrario al sesto lotto di discarica, vorrebbe affidare gli impianti. Se in campagna elettorale l’equazione discarica Forcone Cafiero-tumori ha contribuito a consegnargli le chiavi della città , oggi il suo parere è assai difforme: Non bisogna trascurare che i rifiuti costituiscono una risorsa, non solo per il conferimento nel VI lotto, se e quando verrà  realizzato, ma possono essere sfruttati differentemente con impianti adeguati. Gestiti da amici, o chiacchierati, o indagati.
Sul punto interviene il Pd co segretario Tommaso Sgarro: “”Se disegno del genere andrà  in porto, i privati, e solo i privati, metteranno le mani su un affare da circa 40 milioni di euro. Tanto sono stimati gli introiti della nuova discarica, esclusi quelli ulteriori da eventuali sopralzi, ordinanze, ecc. Quanto di quei soldi beneficerà  la nostra comunità ? Sostanzialmente nulla! SIA non gestirà  alcunchè perchè nella delibera e nel verbale del CdA di SIA è espressamente previsto che la gestione faccia capo a chi la realizza. A che serve ipotizzare, allora SIA impianti? Il tutto giustificato, ovviamente, con le difficoltà  economiche di SIA che non garantirebbero la disponibilità  di risorse finanziarie per realizzare direttamente l’impianto””. Sgarro prosegue: “”A parte il fatto che è oramai chiaro chi e come queste difficoltà  ha determinato, Metta, i sindaci del consorzio e i consiglieri di amministrazione di SIA, hanno stranamente dimenticato di predisporre un progetto con l’indicazione delle tariffe di smaltimento e, sulla base di quelle, verificare la disponibilità  di istituti di credito a finanziare l’investimento. Fare una cosa, cioè, che fanno tutte le aziende di igiene urbana d’Italia, e che dovrebbe fare SIA, per la realizzazione dei lotti di discarica precedenti””.
Michele Cirulli
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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