La parabola discendente dei cicognini, da ‘duri e puri’ a ‘così fan tutti’

Da forza dura e pura all’ostentazione del compromesso; da rigida sentinella a distratta amministrazione; da integerrima forza politica e giustificazionisti incalliti. La seconda pelle della Cicogna è servita. Ci hanno messo poco, Metta e i suoi, per capire come certe cose funzionano a Palazzo di Città , a rimangiarsi tutte le promesse di rivoltare la macchina comunale come un calzino.

 

In poco più di anno i pasticci in Comune fanno mormorare e l’aver conquistato una nuova fetta di interessati alla politica si è rivelata un boomerang, perchè adesso le recriminazioni più forti vengono proprio dalla pancia dell’elettorato che aveva visto Franco Metta e i suoi come i fautori di un cambiamento che nei fatti non c’ è stato. Anzi, appalti contestati, parenti in prima linea, coniugi che battono cassa. L’assalto a quel poco che rimane della diligenza è la naturale prosecuzione di quanto già  visto fino ad oggi. L’andazzo al Comune non è cambiato “ da destra, sinistra e civici- ma è cambiato il movimento politico La Cicogna.

L’ultimo scandalo riguarda la moglie del consigliere  Luigi Marinelli, la cui attività  commerciale sarà  destinataria di 4000 euro per il lavaggio delle uniformi dei vigilo urbani. Chi firma l’impegno è il solito dirigente Francesco Delvino, che già  qualche mese fa si era reso protagonista delle elargizioni al consigliere comunale Antonio Bonavita, e di conseguenza alla figlia dell’assessore Anna Lisa Marino (15 mila euro).  Cosa avrebbe detto Metta se il caso Marinelli fosse successo durante le passate gestioni? Anzi, quando simili casi sono già  successi nelle passate amministrazioni, come abbiamo in quei tempi scritto.
A riferirlo è una ex candidata della lista cicogna, Antonietta Scardigno, che dal suo profilo facebook racconta: Dal primo giorno che l’ho conosciuto non ha fatto che dire: se sarete eletti e vorrete far parte della mia amministrazione, mettetevi l’anima in pace…nessuno di voi potrà  pretendere favori/lavori/onori…sarete i più penalizzati. Io non sono come quello che per le manine alzate in consiglio comunale, concederà  posti e prebende ai consiglieri comunali e alla loro settantesima generazione. Salute! E se glielo ricordo sono rosicona, ma chi se ne frega, io ho buona memoria e, siccome le poesie le ho imparate proprio bene, le voglio recitare. Da esempio nobile di politica, Metta si è rivelato come i dinosauri che diceva di voler abbattere. Mentre si è estinta prima la credibilità  di un movimento di protesta abbagliato dai fasti del potere, che l’attitudine ad avallare certe giurassiche pratiche familistiche.

Questo l’atteggiamento di Metta, che scatenò un putiferio quando la moglie di un ex assessore della giunta di Antonio Giannatempo fu assunta in una azienda privata in trattativa con il comune per ipotetiche varianti urbanistiche. L’assessore era Franco Reddavide, e Metta di lui parlava così: Assessore ai Supermercati ha debellato la disoccupazione giovanile; sconfitto la disoccupazione femminile. Andrebbe suggerito a Monti per il Ministero del Lavoro, se non fosse per il banale particolare che questi risultati sono stati conseguiti, non rispetto alla platea dei giovani e delle donne disoccupate, ma nell’ambito del proprio cerchio familiare.

Proprio come dal cerchio familiare, e questa volta con soldi pubblici e non privati, sono e saranno liquidate le fatture alla moglie di Marinelli. Cosa ne pensa oggi la Cicogna? Si rispecchia in quanto raccontato da una sua ex aderente o dall’allora capopopolo? Sembrerebbe di no. Basta leggere la nota stampa diramata ieri sera dalla moviento: La consigliera Maria Dibisceglia ha perso un’altra occasione per tacere. Sì, per tacere. Perchè invece di vergognarsi del fatto che ogni giorno arrestano esponenti PD, vedi Caserta, giusto per citarne uno recente, s’indigna per un affidamento diretto alla Lavanderia Milena di un servizio di lavanderia di poco più di quattromila Euro. Ma di cosa parliamo?!.
Dunque, siccome a Caserta rubano, a Cerignola non deve far scalpore un affidamento dato alla moglie di un consigliere. E i cicognini duri e puri sembrano svaniti. Trovano giustificazioni e si superano: Sono state seguite tutte le procedure che la legge prevede per questo tipo di affidamento( le spese al di sotto dei 40.000 euro è possibile affidarli direttamente) quindi non si ravvisa il motivo di tanta indignazione. Anzi, al contrario, sarebbe stato anomalo che la moglie di un consigliere comunale dovesse essere penalizzata proprio per la sua parentela. Ossia, sotto i quarantamila euro vale tutto, anche rimangiarsi le promesse di anni passati all’opposizione e attingere soldi pubblici girandoli “”nell’ambito del proprio cerchio familiare””. Metta dixit.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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