Perchè siamo davvero “”La nuova Terra dei Fuochi””

Il tema dei roghi sembra destinato ad avere un più ampia eco anche dopo l’intervista rilasciata in settimana dal segretario generale della CEI, don Nunzio Galantino, che a Repubblica senza giri di parole ha detto che la Puglia è la nuova terra dei fuochi.

 
Diverse, infatti, le inchieste giudiziarie che, al di là  dell’epilogo e delle pene non sempre proporzionate, hanno comunque certificato scambi di rifiuti tra Campania e Puglia, oltre che una intensa attività  illegale di smaltimento attraverso il fenomeno del tombamento (sandwich) o dell’incendio dell’immondizia nelle campagne della regione.

Una esagerazione? Non la pensa così nemmeno Legambiente, l’associazione ambientalista che nell’ultima relazione annuale mette Foggia a capo delle province che registrano più illeciti in campo ambientale. Il parallelismo con la Campania sembra dunque naturale: “”Qui almeno le cose sono uscite fuori – ha aggiunto Galantino- sapete e quindi potete chiedere che sia fatto ordine. Ma in Puglia ancora non abbiamo trovato persone coraggiose che ci mettono impegno e la faccia per far uscire la verità “”. “”Se me ne sto per conto mio pensando che si tratta di una vicenda lontana dalla mia chiesa – ha proseguito  il segretario generale della CEI ad Acerra- non faccio il mio dovere di prete. E ci sono prelati che per la loro sensibilità  e coraggio sono stati isolati dalla stessa Chiesa per pigrizia. Come don Ciotti.

Le più grandi inchieste di tombamento, rogo e smaltimento illecito di rifiuti “ da Deliceto a Cerignola, da Ordona a Troia- sono una vera e propria iattura per i territori. Secondo le stime di Legambiente, infatti, servirebbe oltre un milione di euro al giorno, per un intero anno, per bonificare le terre in cui i malviventi hanno nascosto immondizia in modo illegale.

Paragonare la Puglia alla Terra dei Fuochi è semplice allarmismo? Pare di no, se si leggono le parole di don Maurizio Patriciello, il sacerdote che a Caivano sta conducendo una battaglia senza sosta in fatto ambientale. L’altro ieri ha scritto addirittura al presidente del consiglio Matteo Renzi: Venerdì 9 settembre, un fetore infernale si è riversato sulla città  di Caivano ( Na ) e i paesi limitrofi. Un puzzo nauseabondo, stomachevole ha tenuto in ostaggio decine di migliaia di onesti cittadini. La gente è allo stremo. Non sa più che fare, a chi rivolgersi. Il fetore non proveniva, stavolta, dai roghi tossici, ma dalla zona industriale. Tante persone sono corse là . Erano esasperate. E l’ esasperazione può portare a fare gesti inconsulti. Scene dalla Terra dei Fuochi che sembrano simili a tante altre registrare nel resto del sud.

A Cerignola, per gli stessi motivi, un comitato spontaneo di cittadini e politici (aspiranti tali) sta cercando di organizzare una mobilitazione dopo i continui roghi verificatisi nottetempo la scorsa settimana e nei mesi precedenti. Esiste una fetta consistente di terra della Capitanata che è stata sfregiata per sempre dai roghi e dal tombamento dei rifiuti, pericolosi e non. Il tema non appare ancora nell’agenda della politica di Capitanata, che oltre ad un contributo di 200 mila euro per le bonifiche, attraverso l’ente Provincia, non riesce a fare. Nel mezzo voci incontrollate “ ancora impossibili da verificare in attesa dell’aggiornamento del registro tumori- che riguardano un ipotetico aumento di tumori verso Foggia e dintorni.
 

 

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