Gentile, la “”possibile alleata”” dello speculatore Soros

George Soros. Un benefattore, meglio un filantropo, per i sostenitori. Un cinico speculatore, se non un burattinaio, per i detrattori. Di certo un personaggio ingombrante. E a più facce: tra i trenta uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio personale stimato in circa 24,9 miliardi di dollari (maggio 2016), e insieme un supporter del movimento liberal della sinistra Usa e un finanziatore dei gruppi per i diritti umani.

 
Le sue braccia operative sono il Soros Fund, l’ Open Society foundation, di cui Soros è presidente, e il Quantum Group, di cui il finanziere è fondatore e consigliere.
Proprio l’ Open society foundation, che si ispira alla «società  aperta» teorizzata dal filosofo Karl Popper, di cui Soros è stato allievo alla London School of Economics, ha pubblicato la mappa della possibile rete politica europea del magnate di origini ungheresi. Uno screening dei deputati dell’ Europarlamento in grado di diffondere i valori della fondazione di Soros.

Negli Stati Uniti, i nomi evidenziati dal rapporto – Reliableallies in the EuropeanParliament (2014 – 2019), ovvero «alleati affidabili al Parlamento europeo» – sarebbero definiti «lobbysti». Almeno potenzialmente. La fondazione ha passato al setaccio 26 delegazioni e 11 commissioni di Strasburgo. Il risultato è un elenco di 226 deputati «probabili alleati» dell’ Open Society.

«La presenza di un deputato in questa mappatura», scrivono i curatori del rapporto, indica che si tratta di un soggetto «propenso a sostenere» il programma di Soros. Al punto da diventare un deputato con il quale costruire un rapporto «durevole e affidabile».

E l’ Italia non poteva mancare. Nella lista del finanziere passato alla storia per l’ operazione di speculazione finanziaria che obbligò la Banca d’ Inghilterra a svalutare la sterlina, c’ è il fior fiore della sinistra italiana. A partire da Kashetu Kyenge, meglio conosciuta come Cècile Kyenge, l’ ex ministro dell’ Integrazione del governo Letta, adesso europarlamentare del Pse in quota Pd.

Kyenge è citata nel rapporto della fondazione di Soros in quanto sostenitrice del «diritto di asilo» e di «migrazione», fan della «giustizia sociale» nonchè dei «diritti delle minoranze etniche». Dalla paladina dei migranti al padre nobile del «sindacalismo rosso» italiano. Tra i nomi indicati dalla Open society foundation, infatti, spicca quello di Sergio Cofferati, ex segretario generale della Cgil dal 1994 al 2002, strenuo difensore dell’ articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Cofferati interessa a Soros, tra le altre cose, in qualità  di «difensore del consumatore» e come protettore dell’«occupazione», della «governance economica» e dei «diritti umani».

Poi c’ è Barbara Spinelli. Di lei, tra i fondatori di Repubblica, eletta a Strasburgo con L’ Altra Europa con Tsipras, la fondazione di Soros ricorda l’ impegno per i diritti civili e l’ asilo politico, ma soprattutto la campagna per l’ impeachment di Silvio Berlusconi nel 2013 «per i numerosi conflitti d’ interesse» dell’ ex premier. In lista anche la lettiana Alessia Mosca, lodata per il sostegno all’«uguaglianza di genere», la lotta alla «disoccupazione giovanile» e i diritti delle minoranze.

BENIFEI Brando Maria

COZZOLINO Andrea

DE MONTE Isabella

GENTILE Elena

GUALTIERI Roberto

MORGANO Luigi

PANZERI Pier Antonio

PITTELLA Gianni

SCHLEIN Elena Ethel (˜Elly’)

VIOTTI Daniel

 
 
 

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