Sgarbi, Stornara e lo “”stupro territoriale””

Mercoledì 3 Agosto ha preso ufficialmente via l’Agosto Stornarese con l’evento A scuola di Bellezza organizzato dall’associazione Laureati Smart-Up guidata dal professor Rocco Carsillo e un manipolo di giovani laureati con uno dei più importanti personaggi del mondo d’arte, conosciuto più per la sua fama mediatica piuttosto che per la sua vasta cultura artistica, ossia Vittorio Sgarbi.

 

La serata si è aperta con i saluti del sindaco Rocco Calamita, il quale visibilmente emozionato ha elogiato la presenza di un importante personaggio all’interno del territorio stornarese.

Il filo conduttore della serata è stato il commento di Sgarbi ad alcune foto che ritraevano il paese prima e dopo la modernizzazione del paesaggio. Il critico d’arte attraverso la sua vivacità  artistica ha manifestato un forte disprezzo contro la speculazione edilizia presente sul territorio definendola una sorta di stupro territoriale, un annientamento sentimentale che i nostri territori incontaminati esternano. Sgarbi, infatti, ha ammonito la popolazione locale, criticando le scelte architettoniche fatte nel corso dei decenni e ha osservato come vari angoli urbani siano stati modificati in maniera catastrofica a discapito del loro valore estetico, artistico e locale .

Dopo aver fatto un lungo excursus sulle trasformazioni del territorio locale, Sgarbi ha fatto una digressione temporale arrivando a parlare dei cambiamenti che ci sono stati dalla fine degli anni ˜50 a oggi. Il critico ha commentato come l’omologazione sociale, il desiderio d’innovazione abbia fatto perdere al territorio italiano la preservazione dell’estetica artistica, paesaggistica e architettonica a discapito di una sempre più fuorviante disarmonia del contaminato con l’incontaminato. Nella critica del professore è emerso come questa bruttezza delle scelte derivi soprattutto dalla mancata ricerca del bello da parte di giovani e adulti a causa di un sempre più scarso senso di stupore di fronte alle bellezze che ci circondano. I professori d’arte hanno smesso di coltivare l’arte nelle menti plasmabili dei giovani. Gli architetti con le loro esperienze all’estero portano quello che essi ritengono essere delle innovazioni in campo tecnico ma in realtà  sono soltanto brutte copie del bello. Dopo la sua disamina il professore ha risposto alle varie domande che gli sono state poste. Domande rivolte sia dai laureati che erano sul palco insieme con lui e sia domande che provenivano dal pubblico.

A conclusione della serata dopo aver ricevuto una targa dal vicesindaco Brigida Andreano, Sgarbi ha chiuso, affermando che il bello è comunque una definizione soggettiva, ciò che uno può considerare bello, l’altro lo può considerare brutto, però in questa sua affermazione egli ha voluto evidenziare come la bellezza salverà  il mondo, ma è anche vero, sempre riportando le sue parole, che il mondo salverà  la bellezza. Che cosa voleva dire con queste affermazioni l’esperto Vittorio Sgarbi? Voleva dire che la bellezza, dono di Dio, non è soltanto un fattore esteriore ma è soprattutto una qualità  interiore presente in ciascuno di noi. Ognuno di noi ha in sè una bellezza da preservare e coltivare nel tempo. Nel frattempo abbiamo l’obbligo morale di preservare ed evitare che nuove mani di sciacalli speculino sul nostro territorio distruggendo ciò che la forza divina ha forgiato nel corso dei millenni, ritornando così a stupirci ancora di fronte a panorami di verde che abbracciano cieli sempre più tersi d’azzurro.
Salvatore Cuccia
 

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