Il ritorno dell’UDC, nella scia dell’effetto Mastella

L’obiettivo è riorganizzarsi sul territorio, la suggestione diventare polo alternativo al Partito Democratico. I figli della balena bianca partono da Foggia per riempire le caselle lasciate vuote dalla caduta libera di Forza Italia e dalle prime defezioni di quelle che furono le liste Emiliano, i movimenti civici di appoggio alla candidatura dell’attuale governatore nel 2015.

 
E all’effetto dirompente del nuovismo antipartitico, in stile Virginia Raggi a Roma, i centristi oppongono l’usato sicuro alla maniera di Clemente Mastella, acclamato sindaco a Benevento. A portare per mano l’Udc nella Capitanata sono Napoleone ed Angelo Cera, che proprio oggi, nel capoluogo dauno, daranno seguito all’iniziativa Red Tour, che ha già  toccato i centri minori del foggiano. Il tema è il reddito di dignità  (illustrare le opportunità  offerte dalla legge regionale, alla vigilia dell’attivazione delle richieste, sarà  occasione per accrescere la partecipazione attiva dei cittadini e garantire un miglior servizio sociale), ma la mission è iniziare a contarsi, aggregare vecchi e nuovi amici, pescare dai serbatoi del civismo e del Partito Democratico, possibilmente dagli scontenti, dai portatori di voti al giro di boa.
Saranno pure democristiani, ma l’approccio della seconda fase dell’UDC vuole essere comunista, porta a porta, innanzitutto nelle periferie. è qui che i centristi andranno a suonare citofono per citofono, dicono, perchè il ricco piatto della rigenerazione urbana dei quartieri più disagiati “ spiega il commissario cittadino Massimiliano Di Fonso- sia condiviso e coinvolga chi quelle zone le vive quotidianamente. Da maggio sono partiti i cosiddetti contenitori, ossia dei forum di ascolto, nel quartiere Centro, La Spelonca, Cep e Ordona Sud, Quartiere Martucci e Villaggio artigiani e Candelaro.
Un occhio alle periferie, l’altro ai palazzi che contano, dove è in atto un vero e proprio reclutamento che sino ad ora ha incassato le adesioni di Paolo Mongiello, ritornato nella casa dei moderati dopo le esperienze in Forza Italia e la fugace corsa al fianco di Michele Emiliano, dal 2014; Leonardo Iaccarino, che si è riconfermato in maniera decisa alla guida del gruppo consiliare dopo qualche frizione di troppo contro il padrone Cera; l’ex assessore al welfare della giunta Mongelli, Pasquale Pellegrino, entrato a far parte del progetto insieme ad Annarita Palmieri, un’altra che dal mondo del centrosinistra sembra essere uscita senza troppi rimorsi (era candidata al senato con il movimento di Tabacci).
Nel frattempo anche la cantera democristiana sembra ricalcare il modello dell’apertura alle esperienze più disparate, da Luigi Rizzi con i trascorsi in Forza Italia a Davide Albanese già  candidato nel Pd di Augusto Marasco alle ultime amministrative; da Daniele Capone (proveniente da Scelta Civica e vicino all’assessore regionale Leo Di Gioia) a Gerardo Petrunello di Onda del popolo; Maura Di Salvia, con un passato da berlusconiana.
Ad Orta Nova il più suffragato del PD, Lorenzo Annese, risponde presente alle sirene centriste, mentre su Vieste sta per nascere la nuova segreteria cittadina sotto la guida di Pina Notarangelo, di area forzista . La rete dei cattolici in politica vuole ampliarsi ed il tour nella Capitanata dei Cera’s serve a suonare la carica. A Cerignola, ad esempio, dopo aver tentato un approccio con l’ex sindaco Antonio Giannatempo, il partito è passato nelle mani di Enzo Sgarro, medico Asl, tra i referenti della lista Emiliano che alle regionali passate ha appoggiato Pippo Liscio e alle amministrative ha appoggiato, almeno al primo turno, un altro Sgarro, Tommaso, del Partito Democratico. Ma l’imperativo, oggi, è un altro: Siamo alternativa al PD e non ci riconosciamo in questo PD, dice il commissario Di Fonso. Anche perchè lo strappo si è consumato dopo le ultime amministrative, dove a San Marco in Lamis, feudo del parlamentare Angelo Cera, tra i democratici e i centristi si è consumato uno scontro al vetriolo che ha avuto l’effetto di spodestare il leader udiccino, il quale ha ricorso al TAR contro il nuovo primo cittadino Michele Merla, area dem.
Ci siamo scontrati con un Partito Democratico provinciale che usa metodi arcaici. A noi si avvicinano tante persone, molti provenienti dalle civiche di Emiliano, perchè i movimenti non hanno punti di riferimento che servono ai cittadini ed è per questo “ spiega Napoleone Cera- che i partiti reggono ancora. L’Udc vuole creare una politica nuova con uno sguardo al passato.
Michele Cirulli
 

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