Centocinque migranti e 3 milioni di euro in 6 Comuni

Circa 3 milioni di euro in due anni si muoveranno nei piccoli comuni per i progetti SPRAR che accoglieranno oltre 100 extracomunitari rifugiati o richiedenti asilo. Da Rocchetta Sant’Antonio ad Orsa, da Poggio Imperiale a Monteleone di Puglia, passando per Bovino e Ischitella, l’accoglienza di fa (anche) business e crea posti di lavoro.

 
Attraverso lo SPRAR sarà  possibile integrare i soggetti coinvolti introducendoli nella società  accogliente mediante progetti mirati di orientamento lavorativo, corsi di alfabetizzazione e formazione.
Ricalcando esempi tra l’altro già  esistenti sul territorio provinciale- da Lucera a Candela, da Foggia a Manfredonia- ulteriori sei comuni della provincia di Foggia hanno richiesto al ministero dell’Interno i fondi stabiliti per le attività  di integrazione. Bocciato il progetto di Pietramontecorvino, per tutte le altre città  sono in dirittura d’arrivo fondi per costituire staff e pagare gli affitti degli appartamenti da destinare a richiedenti asilo e rifugiati. Centinaia di migliaia di euro messi a disposizione dal Ministero (fino a trecentomila), pochi euro (tra dieci e ventimila) invece spettano all’ente comunale. Così si andrà  a finanziare il progetto SPRAR che, in alcune località , sta determinando malumori, fobie e paure. O,come a Rocchetta Sant’Antonio, vere e proprie petizioni a causa di qualche timore di troppo che potrebbe turbare la tranquillità  di una comunità  montana tranquilla e serena.
Oltre le prese di posizione, però, rimangono la solidarietà  e la ventata di interventi economici che ricadranno sul territorio. Ad Orsara di Puglia, negli anni 2016/2017, arriveranno circa 240 mila euro a fronte di un esborso del comune di 17 mila euro; a Rocchetta Sant’Antonio circa 500 mila euro in due anni con un cofinanziamento di 20 mila euro; ad Ischitella il Ministero invierà  una somma pari a 550 mila euro, mentre l’ente dovrà  finanziare le attività  di integrazione con appena 18mila euro; a Bovino l’introito per lo SPRAR ammonta a 480mila euro (25 mila a carico del comune); a Poggio Imperiale si tocca quota 470 mila euro con un surplus comunale di 24 mila euro; a Monteleone di Puglia, infine, il Ministero darà  circa 500 mila euro a fronte di un cofinanziamento di 21 mila euro. In totale saranno 105 gli ospiti previsti nel progetto, che potranno comunque alternarsi nel corso degli anni di durata dell’intervento messo in campo delle cooperative che hanno presentato piani per conto dei comuni.
I rifugiati e i richiedenti asilo saranno segnalati dal CARA (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo) e diventeranno parte attiva della progettualità . A seguirli, nel percorso di inserimento, vi saranno staff competenti con diverse figure professionali: mediatori culturali, psicologi, operatori, coordinatori di progetto, orientatori al lavoro. Gli ospiti vivranno negli appartamenti che il comune provvederà  a fittare. Pare già  iniziata la contrattazione con i privati, in alcuni centri destinatari del provvedimento del ministero dell’interno e della vittoria del bando con annessa graduatoria.
I migranti potranno partecipare ad attività  di laboratorio, a corsi di alfabetizzazione, a percorsi di orientamento lavorativo, o a corsi di formazione. L’obiettivo è reintrodurre gli extracomunitari nel tessuto urbano i civile della comunità  in cui operano. Come successo, ad esempio, l’anno scorso a Candela, quando in occasione delle festevità  natalizie, i ragazzi del progetto SPRAR contribuirono alla realizzazione di un presepe vivente.
Niente male per una Europa dilaniata dagli attentati dalla matrice (anche) religiosa. Certo, però, non tutti sono d’accordo con la formula SPRAR. Ad esempio a Rocchetta Sant’Antonio le mamme si sono attivate con una raccolta firme: Il nostro piccolo centro è da sempre sinonimo di accoglienza e ospitalità , ma quando questa è spontanea e non forzata “ si legge nel testo allegato alla petizione che avrebbe raccolto circa 300 firme – . L’Amministrazione Comunale, d’imperio, ha aderito al Progetto SPRAR senza nessuna consultazione popolare, nè una tavola rotonda per spiegare ai cittadini i pro e i contro di tale progetto. Solo grazie agli organi d’informazione abbiamo appreso che il Comune di Rocchetta Sant’Antonio è tra i centri in cui è stato approvata la richiesta di avviamento dello SPRAR.
Apprendiamo da vox populi che già  dal 15 luglio vi è la possibilità  dell’arrivo dei rifugiati, senza aver minimamente interpellato la popolazione. Le cronache quotidianamente ci raccontano di tumulti e disordini creati a causa di una cattiva gestione del progetto e Rocchetta con il suo potenziale di sicurezza fatto di poche unità  tra Carabinieri e Polizia Municipale, non può ritenersi un luogo ottimale per gestire servizi simili, recriminano alcuni cittadini.     Non sappiamo il numero dei rifugiati da ospitare, ne conosciamo le loro estrazioni sociali ancor peggio non sappiamo i tempi di realizzazione, ed inoltre la popolazione non è stata minimamente coinvolta in ogni decisione, anche sul piano economico, lasciando a pochi la possibilità  di trarre interessi da tale operazione che costa al Comune oltre 26mila euro, spiegano gli oppositori che vorrebbero bloccare lo SPRAR.
Michele Cirulli
 

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