Vieni a morire sul Gargano

Sul Gargano si attendono oltre 2 milioni di presenze per l’estate 2016; se dovessero essere confermati i dati nell’anno scorso, i villeggianti confermeranno Vieste capitale del Turismo pugliese. La regione l’anno scorso ha fatto contare 3.4 milioni di accessi e la calda estate in arrivo sembra dare segnali di continuità .

 
Sole, mare, tradizioni. Ma se si dovesse avere necessità  di un pronto intervento, l’accogliente Tacco d’Italia potrebbe rivelarsi infido nemico e la gara contro il tempo potrebbe essere persa in partenza. è per questo che i sindacati si stanno mobilitando accendendo i riflettori sulla carenza di personale 118 e sulla disorganizzazione del sistema di emergenza- urgenza, vera e propria piaga che oggi risulta ancora più pericolosa poichè incapace di reggere l’onda d’urto degli imponenti flussi turistici estivi.
Due i problemi chiave: la mancanza di personale e il mancato adeguamento dei contratti. Condizioni sfavorevoli che vanno a gravare, come perfido scherzo del destino, proprio sui comuni più attrattivi: quelli del subappennino e quelli del Gargano. Su 22 postazioni di 118 previste dalla Regione, in provincia di Foggia ne sono attive appena 18 (in attesa dell’okay per i punti di Ascoli Satriano e Troia). Sono poche anche le risorse umane che dovranno affrontare l’invasione turistica, con circa 100 medici su 135 previsti in pianta organica. A questo si aggiungono anche le problematiche di natura strettamente contrattuale, con 22 euro lordi all’ora che mal si conciliano “ secondo sindacati e medici- con il lavoro usurante e con i rischi e le responsabilità  di chi lavora sul campo. La stessa remunerazione, ad esempio, è prevista per la guardia medica.
è per questo che, come conferma anche la direzione strategica della Asl di Foggia, da anni si registra un vero e proprio esodo dal comparto medico dell’emergenza-urgenza.  Una cronica criticità  legata alla carenza di Medici, ma soprattutto al loro diniego ad accettare le postazioni collocate nei comuni più piccoli e periferici. Postazioni che non siamo riusciti ad assegnare neppure con lo scorrimento dell’ultima graduatoria in concomitanza con il Piano emergenza Estate 2015. Su ventisette idonei- spiega il direttore generale Vito Piazzolla- solo sei hanno accettato una delle diciannove postazioni vacanti e, di questi sei, tre si sono dimessi a distanza di pochi mesi.
Anche perchè dal 1° gennaio 2014 l’allora direttore generale Attilio Manfrini ha interrotto unilateralmente il contratto che legava gli operatori del 118 alla azienda sanitaria locale, aprendo una vertenza ancora oggi in corso. Cosa è successo nello specifico? La precedente gestione, in deroga alle norme nazionali e regionali, tenuto conto della specifica complessità  legata alla provincia di Foggia, aveva sottoscritto un accordo integrativo aziendale che prevedeva una ulteriore indennità , oltre le 180 ore mensili. Tale indennità , però, è in contrasto con quanto previsto dall’accordo integrativo regionale e, per questo motivo e per una carenza nella procedura di approvazione, la Regione Puglia ha revocato unilateralmente e perentoriamente quell’accordo aziendale e le indennità  economiche in esso contenute e non contemplate nell’accordo integrativo regionale. I medici, dunque, preferiscono migrare altrove o dedicarsi ad altre attività , stando alla sospensione del pagamento degli straordinari.
Il nostro primo discorso riguarda principalmente la nuova organizzazione del 118. Il nostro è un lavoro bello, ma usurante e pieno di rischi. Le zone più a rischio sono il Gargano e il Subappennino Dauno, con problemi sulle zone di Lucera, Torremaggiore. Solo quest’anno si sono dimessi altri cinque medici, la situazione non va sottovalutata, dice Francesco Mario della FIMMG. Dopo alcuni incontri in seno al Comitato Aziendale della Rete Emergenza Urgenza Territoriale 118, convocati per dirimere una controversia contrattuale precedente all’insediamento dell’attuale Direzione Strategica, ci siamo fatti portavoce delle esigenze degli operatori dell’emergenza urgenza territoriale in sede regionale, commenta il direttore generale della Asl Vito Piazzolla.
Nonostante gli sforzi e le procedure messe in atto nell’ultimo anno “ continua il direttore generale della Asl i Foggia “ permangono difficoltà , ormai decennali, a coprire tutte le postazioni, soprattutto quelle particolarmente disagevoli a causa delle distanze e della orografia del territorio della Provincia di Foggia.          La Direzione Strategica, inoltre “ aggiunge il Direttore Sanitario Antonio Battista – ha avviato di recente un corso di formazione nell’auspicio che nuove risorse, favorevoli ad occupare le postazioni attualmente scoperte, possano sopperire a tali carenze. La stagione estiva, però, è alle porte.
Michele Cirulli
 

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