La pedagogista Loiodice (UniFG): “”Scena diseducativa””

Confesso di essere rimasta abbastanza sconcertata nel visionare il video “ divenuto virale “ che riprende il sindaco di Cerignola mentre rimprovera un bambino colpevole di essersi vantato della sua bocciatura.

 
Inizia così l’analisi della professoressa Isabella Loiodice, coordinatrice del corso di laurea magistrale in Scienze pedagogiche e della progettazione educativa presso l’Università  degli studi di Foggia.
La sua analisi sul bambino di 12 anni aggredito verbalmente dal primo cittadino di Cerignola è precisa e chiara: quel metodo è diseducativo. Da pedagogista, questo comportamento mi appare diseducativo (al di là  di quelle che possono essere state le sue buone intenzioni). Una bocciatura, peraltro, è sempre un evento traumatico e sappiamo bene che i bambini possono reagire in vari modi, anche con atteggiamenti apparentemente spavaldi ma che nascondono sempre una profonda sofferenza, aggravata in questo caso dal pubblico rimprovero e dalla rudezza (chiamiamola così) dell’approccio: non a caso il bambino (perchè si tratta di un bambino!) trasforma poi la sua spavalderia in pianto.     
La docente si dice sconcertata per l’accaduto. Ora, pur volendo considerare le buone intenzioni del sindaco (una maniera tutta sua di convincere il bimbo a impegnarsi negli studi) credo che una figura istituzionale così importante debba necessariamente assumere un comportamento pubblico che sia conforme al ruolo che svolge, a maggior ragione quando i suoi interlocutori sono bambini. Ma come si fa a usare un linguaggio simile? E “ precisa la docente- non mi riferisco solo al dialetto stretto ma alle parolacce irripetibili che usa, parolacce che un adulto non gli avrebbe sicuramente consentito di dire ma che un bambino, forse solo, ha dovuto subire di fronte a un pubblico di bambini e di adulti che paiono ammutoliti e sorpresi.
Tra gli ammutoliti, è bene ricordarlo, anche un sacerdote che per il sindaco si è speso durante la campagna elettorale passata, il quale non ha proferito parola adagiandosi ad un sorriso di circostanza. L’unica presa di posizione, quella di una minore presente alla scena.
Faccio mie allora le parole fuori campo della bambina che dice: E’ questa l’educazione che ci insegna il sindaco? Non si tratta, ovviamente, di amplificare un singolo episodio (di cui peraltro il Sindaco non sembra essersi pentito, a giudicare dal post scritto su Facebook) bensì di ribadire la delicatezza di un ruolo istituzionale che ha anche una funzione educativa e che non ammette, in alcun modo, comportamenti, parole,  gesti come quelle usate dal sindaco in questione, conclude la professoressa Loiodice.
Nel frattempo il dibattito si è allargato, passando dalle cronache locali a caso nazionale, con pro e contro pronti a darsi battaglia per impartire una ipotetica educazione all’antica o salvaguardando il minore diventato oggetto di scherno anche da parte dei suoi compagni.
 

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