I genitori dell’alunno bocciato vogliono denunciare Metta

Quando Michele Pignataro ha visto per la prima volta il video del sindaco di Cerignola, Franco Metta, che umiliava suo figlio appena bocciato appellandolo con termini come scemo, trimone, stronzo, stupido “ rigorosamente in dialetto- ha tirato un pugno sullo schermo dello smartphone.

 
Perchè quella paternale a favore di telecamera, rimbalzata in ogni angolo di Italia attraverso i social network e i media, è stata un’esagerazione sgradita.
Francesco Paolo Pignataro ha 12 anni e lunedì, insieme ai suoi amici di parrocchia, era presente in villa all’inaugurazione del nuovo parco giochi: lì anche il sindaco di Cerignola, che ha chiesto ai ragazzini  se fossero stati promossi. Francesco, con fare sfrontato, riferisce di essere stato bocciato, ed il primo cittadino reagisce alla sua maniera, insultandolo a più non posso. Insulti educativi, dirà  in seconda battuta dicendosi orgoglioso della scenetta diffusa via web in ogni casa. Ma ciò che Metta non sa è la storia di quella famiglia. Ci prendiamo le nostre responsabilità  per la bocciatura di nostro figlio, ma non abbiamo potuto seguirlo molto in questo periodo. Io non lavoro molto, non abbiamo nemmeno i soldi per pagare le bollette, mia moglie invece è malata cronica, le hanno diagnosticato anche un tumore, per fortuna poi si è rivelato altro, anche se comunque una patologia seria; ma non ci si può rivolgere così ad un bambino di 12 anni, dice il padre di Francesco.
Da quando è successo il fatto “ prosegue- mio figlio, che è sempre stato un bambino vivace, si rifiuta di uscire, perchè i suoi coetanei lo chiamano trimone. Mi sento in imbarazzo, siamo stati molto male nel sentire quelle parole. Ma ancora più assurdo è ciò che il sindaco ha detto nei giorni successivi per giustificarsi, lasciando intendere che siamo una famiglia di poco di buono, che abbandoniamo i nostri figli per strada. Questo ci ha ferito ancora una volta, perchè non è assolutamente vero: Francesco esce e va in parrocchia e si muove solo ed esclusivamente col gruppo della Chiesa. In quella zona, a ridosso della Terra Vecchia, sono in tanti i ragazzini che trovano nella parrocchia un punto di riferimento. Quando il video è diventato virale, il popolo del web si è diviso tra pro e contro la sfuriata.
Anche io sono stato cresciuto alla vecchia maniera “ dice Michele Pignataro- ma è assurdo umiliare un bambino in quel modo. Mi ribolle il sangue ogni volta che ci penso. Purtroppo abbiamo problemi economici, altrimenti avrei già  contattato un avvocato per denunciare il sindaco. Ma è una cosa che farò, a costo di indebitarmi. Non solo ha umiliato un bambino, ma per difendersi ha anche offeso la nostra famiglia, spacciandola per persone poco attente o menefreghiste. Il piccolo Francesco oggi sarebbe vittima di scherno, perchè quell’appellativo ha avuto una forza dirompente nei suoi compagni. Anche nello stesso video, si può distinguere la voce di una bambina che letteralmente dice: Ed è questa l’educazione che ci insegna il sindaco?, mentre a poca distanza si percepisce netta, durante l’ondata di parolacce, la risata di un genitore. Il sindaco non ha avuto nemmeno il coraggio di chiedere scusa, oggi sono costretto a promettere 5 euro a mio figlio per farlo uscire di casa, perchè si vergogna, ripete Michele. Siamo una famiglia umile, ho sbagliato tanti e tanti anni fa, ma non permetto a nessuno di dire che mio figlio vive in mezzo alla strada.
Il sindaco non si è comportato da persona educata, al confronto Bevilacqua è un signore. Mi stanno contattando tante persone- dichiara il padre- perchè sono rimaste incredule nel sentire quelle parole. Ho un altro figlio di 21 anni, che non ha dato mai problemi di alcun tipo, ma oggi passiamo anche per la famiglia di debosciati quando dice che si è adeguato al linguaggio e che mio figlio vive per strada. Ma cosa ne sa lui di cosa passiamo o abbiamo passato?.     In tutte le interviste il sindaco dice di voler stare al fianco di Francesco, ma fino ad ora non è arrivata alcuna telefonata ai genitori. E non voglio che arrivi- dice Michele- sono passate 48 ore e si è preoccupato solo di dire cose assurde in tv, facendoci ancora del male. Semplicemente avrebbe potuto rimproverare mio figlio con garbo ed educazione.
La lunga scia di polemiche, iniziata dalla villa di Cerignola e ancora in corsa su tutti i network nazionali, tanto da aver stimolato la creatività  dello scrittore/giornalista Massimo Gramellini, che ha definito Metta un sindaco alla Checco Zalone, cozza con l’atteggiamento del primo cittadino, che da parte sua continua a rivendicare il suo gesto.
Orgoglioso di essere un “”mostro””. Che non gira la testa da un’altra parte, quando un bambino rivendica la Sua diversità  di bocciato””. Tutti gli altri, poverini, promossi, Lui, Lui solo felicemente bocciato. E il “”mostro”” non accarezza i bravi bambini, non sorride beato, confuso tra i bravi. Il mostro”” si occupa del bocciato””. Gli vuol dire che non c’è nulla di cui andare fiero. Gli vuol dire che lo lasceranno indietro, se non smetterà  di fare il trimone””, ha detto tramite Facebook. La faccia di mio figlio su internet, senza nessun tipo di accortezza. Ma è possibile, si interroga Michele Pignataro.
Michele Cirulli
 

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