Giubileo del Volontariato, Cerignola risponde presente all’appello

Non si può negare che Cerignola disponga di una certa ricchezza di associazioni di volontariato e no profit, laiche o religiose. Fra alti e bassi, beninteso.

 
Una delle principali è senz’altro la Caritas, dislocata nelle sue succursali parrocchiali, che domenica 19 giugno hanno celebrato il Giubileo del Volontariato, inserito nella più ampia cornice del Giubileo della Misericordia indetto da papa Francesco.
Cruccio per la diocesi rimane l’esiguità  delle aperture della Casa della Carità , per ora aperta una volta alla settimana e chiusa durante i periodi festivi. A risolvere l’empasse è chiamato il nuovo Consiglio Diocesano della Caritas, che annovera tra i nostri concittadini il dott. Emanuele Pepe e la sig.ra Maria Pia Berardi, eletti dal vescovo Renna il giorno del Giovedì Santo. Un importante agenzia, di promozione sociale e pedagogica al tempo stesso, che si è assunta la missione di creare una rete onnicomprensiva nel territorio cerignolano. Questa è la sintesi estrema dei due incontri tenutisi presso il Seminario vescovile.

Il percorso è partito da lontano, e quel che è certo non è ancora concluso. Tutto inizia nel 1992, con l’importante convegno di Assisi, che ha portato ad un altro importante incontro nel 2004, a Lecce, nel quale fu stabilito l’obbligo di inserire in ogni pastorale diocesana un piano di carità .

Giovane istituzione, la Caritas è nata per opera di papa Paolo VI solamente nel 1971, subentrando alla gestione dei problemi sociali al Poa, organo ecclesiastico che si è occupato nel dopoguerra di erogare i fondi statunitensi presso le realtà  italiane disagiate.

Nella prima mattinata, don Domenico Francavilla, delegato regionale della Caritas, ha tenuto una lezione pregnante sul tema della carità , che si inscrive nel solco più ampio della liturgia. Un momento dedicato ai più deboli, la cui cura non deve mai andare disgiunta dall’impegno evangelico. Infatti, chiamando a testimoni le encicliche del papa Emerito; Benedetto XVI, l’obiettivo è maturare la consapevolezza delle comunità  parrocchiali per una testimonianza di servizio attiva e operosa:

Secondo don Francavilla, Gli uffici rischiano di diventare la meta di una comunità , sganciati l’uno dall’altro. L’intima natura della Chiesa si esprime in un triplice compito : leiturgia, martureia e diaconeia, cioè culto, testimonianza e carità . La carità  non è consecutiva alla Chiesa, ma è costitutiva. La Chiesa non può trascurare la carità  così come non può trascurare la catechesi:

Papa Francesco ha raccolto la staffetta dal suo predecessore, con l’impegno di spingere la Caritas verso un’organizzazione sinodale, in cui le comunità  locali risultino più integrate e più responsabilizzate verso il territorio, senza nulla togliere alla cura dei migranti. Proprio in questa direzione, ultimamente è stato incalzato il sostegno alle adozioni di vicinanza, che riguardino le persone svantaggiate locali, complice la crisi finanziaria del 2008 che ha rimescolato le carte sul tavolo.

A presiedere i lavori il referente locale della Caritas, il sig. Giovanni Laino, il quale così si è espresso alle nostre domande.

–          Può svelarci le iniziative del prossimo anno della Caritas in favore di Cerignola?

–          Come il vescovo ha avuto modo di comunicare in diverse sedi, c’è in particolare l’attenzione che sarà  riservata a Borgo Tre Titoli, e l’istituzione di un dormitorio diocesano che sarà  realizzato ad Ortanova. Questa scelta di Ortanova non è un decentramento, ma è un voler far entrare nel’ottica della disponibilità  tutta la Diocesi, perchè essa è costituita da 9 comuni, ogni realtà  deve interagire e sollecitare tutti perchè vengano date le risposte ai problemi emergenti.

–          Quali zone di Cerignola sono più a rischio povertà  e come si interverrà  nel tertiroio cerignolano?

–          Le zone a rischio non sono solo a Cerignola. SI tratta di capire i rischi. Pià  che parlare di zone a rischio vorrei far rilevare, che ormai dobbiamo prendere atto che sfugge la classificazione a cui siamo abituati. Ormai ci sono categorie che fino a ieri non rientravano nella povertà  e sono categorie che sono diventare povere. Persone che fino a ieri ci hanno aiutato oggi vengono a chiedere aiuto. Per questo stiamo costituendo l’osservatorio delle Povertà  e delle risorse, che permetta di leggere il territorio diocesano perchè entrino in sinergia i bisogni con le risorse, come pure i centri di Ascolto. IN tutte le zone emergono le povertà  antiche e le nuove povertà 

–          Teme che possa nascere una guerra tra poveri tra cerignolani e immigrati?

–          Qui c’è bisogno di un’opera di sensibilizzazione, perchè non dobbiamo lasciarsi guidare dal pathos del momento. Dobbiamo ragionare, e occorre avere i strumenti per farlo. E gli strumenti a livello nazionale,ci dicono che, come dice il papa, gli immigrati non sono un rischio, sono a rischio. Gli immigrati, come ha detto Istat, non sono un aggravio alla realtà  italiana, ma sono una risorsa, come gli impieghi che vengono svolti dagli immigrati. E’ chiaro che ci sono problematiche legate all’immigrazione, ma come tale, non in quanto persone. Si tratta di capire che bisogna passare dalla multi-etnia, all’interculturalità . Siamo una realtà  nella quale queste presenze ci sono, noi dobbiamo capire queste realtà  e mettere queste persone nelle condizioni di capire la nostra cultura perchè non arrivino allo scontro e perchè passino alla collaborazione-
Enrico Frasca
 

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