Timidamente si dissociano…le “”pistole scariche””

Prima alzano la mano in consiglio comunale, assecondano tutti i voleri e gli eccessi del capo, assicurandogli voto favorevole in tutti i provvedimenti che contano; poi si accontentano di note stampa sui social e sui giornali, per fare ammuina, non avendo la forza ed il coraggio di prendere davvero le distanze dal sindaco.

 
Sono quelle che Franco Metta, parlando del Gruppo Autonomo di Maggioranza all’epoca dell’esperienza Giannatempo, chiamava pistole scariche.       
La stessa prassi oggi è ripetuta, per filo e per segno, dal consigliere comunale di maggioranza, appartenente al gruppo Cerignola Produce confluito in Federazione Civica, Vincenzo Specchio. Non c’è nemmeno bisogno di chiedere a Franco Metta cosa pensi dell’ultima uscita critica del dissidente, che ha parlato di cambiamento zero in un bilancio politico negativo del primo anno di gestione: E i dissidenti, ancora lì eternamente minacciosi, con la loro bella pistola “ scarica – in mano, non vi hanno scocciati?, diceva dei malpancisti giannatempiani, forse non diversi dai suoi.
La sortita di Specchio, ex presidente locale di Confcommercio, avviene a margine dell’ultimo consiglio comunale dove, si legge nella nota stampa, Il suo è stato un intervento che ha espresso da subito il voto  favorevole all’approvazione del Bilancio economico. Data la fiducia al sindaco Metta, il consigliere enumera vere e proprie scene di panico e di esclusione personale e politica, quasi ammettendo di essere discriminato.
Il lavoro svolto dal consigliere Specchio nella sua veste di Presidente della V commissione,  che aveva portato (per la prima volta) ad osservazioni congiunte da parte delle due Associazioni di categoria che dovevano  precedere e sancire il prescritto loro parere favorevole al Piano di commercio già  pronto dal mese di ottobre   2015 “ si legge nel comunicato- è stato così mandato alle ortiche!.
Inoltre, prosegue il consigliere, è come se sui problemi della sicurezza  nelle aree del mercato l’Amministrazione non prestasse nessun interesse, forse dimenticando una querelle, con tanto di prese di posizioni forti da parte di commercianti, forze dell’ordine e prefettura rispetto alla pubblica difesa degli abusivi mista allo sberleffo pubblico di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Però, dice Specchio, il bilancio politico del primo anno è negativo.
Non è però tutto sul fronte malpancisti. Chi timidamente prova ad alzare qualche dubbio sulla giunta è Ale Frisani, capogruppo di Federazione Civica, gruppo nato “ tra le altre cose- per riequilibrare i rapporti interni alla maggioranza e alla giunta. E per richiedere un azzeramento, con prudenza dice: Dobbiamo concentrarci soprattutto sugli ultimi, sulle periferie, sui più deboli, sui disagiati “ aggiunge “. Gli impegni possono essere affrontati nel migliore dei modi, partendo dall’instaurazione di un rapporto più propositivo tra gli assessori e i consiglieri.
Lo scollamento con la stanza dei bottoni è il motivo per cui s’è infranto il sogno di un gruppo unico di maggioranza chiamato Cambiamento e ha dato vita a Federazione Civica e a Capitanata Democratica (che ancora deve sciogliere i dubbi riguardanti l’utilizzo del logo, condiviso con l’altra ala del gruppo dissidente guidato da Teresa Lapiccirella, Antonio Bonavita e Samuele Cioffi).
Michele Cirulli
 

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