Lo storico Agrario scippato dei terreni: la scuola in trincea

Da scuola a rifugio per cani. L’idea dell’amministrazione comunale di Cerignola di trasformare parte dei terreni dello storico istituto Agrario in una zona per lo sgambamento dei cani non piace ai docenti e al dirigente scolastico Pio Mirra, che dal 2013 dirige la scuola.

 
Il progetto è articolato e prevede anche una bretella di asfalto che collega via Tiro a Segno con viale Scuola Agraria all’altezza dello svincolo ANAS con la SS16 bis e la SP72. Solo che quella strada taglia in due i terreni utilizzati per attività  didattiche da Mirra e dai docenti, che al momento per le lezioni formative destinano 50metri quadrati per alunno. Ma andiamo con ordine.                 La proprietà I fondi rustici sono un lascito di Anna Maria Raffaella Manfredi datato al 1868, e qui venne costituita l’Opera Pia Manfredi-Pignatari, Ente Morale, che realizzò insieme al Comune di Cerignola la “”Scuola pratica di agricoltura”” al “”fine di accogliere e mantenere dei giovanetti poveri ed educarli avviandoli principalmente nell’agricoltura””.  Nel 1933 la scuola venne trasformata in “”Regia Scuola Tecnica”” con indirizzo agrario con diritto di proprietà  del complesso immobiliare “”limitatamente all’attività  scolastica””. Negli anni più recenti si è spesso dibattuto sulla proprietà  della scuola e dei terreni ad esso collegati, dove gli studenti esercitano attività  pratiche. A mettere un punto alla querelle ci ha pensato, con sentenza del 1991, il Tribunale di Foggia dichiarando il Comune di Cerignola proprietario del fabbricato adibito a scuola, ma soltanto possessore a titolo enfiteutico dei fondi rustici dell’azienda agraria.     Quelli su cui oggi l’amministrazione Metta, che ha diritto di godimento su suolo altrui, vuole costruirci una sorta di canile da affidare per nove anni all’associazione Gli Amici di Balto, con una strada che divide i campi e collega due zone “”morte”” della città  ma che, nell’intenzione dell’ente pubblico, potrebbe servire a decongestionare il traffico.
I terreni oggi e il canile domaniQuella porzione di campagna da adibire a rifugio per animali a quattro zampe fa parte dell’azienda agraria annessa all’istituto scolastico (questo, sì, di proprietà  del comune) è utilizzata per la collezione di varietà  di colture autoctone e straniere di olive da olio allevate in superintensivo, “”nostro fiore all’occhiello ammirabile percorrendo corso scuola agraria””, precisa il dirigente.            Inoltre la superficie dello storico “”Agrario”” è coltivata a vite e costituisce “”la piattaforma ampelografica, dove sono dimorate oltre a varietà  nazionali ed estere, anche vitigni autoctoni come antinello e tufarello, oggi presenti solo esclusivamente presso il Pavoncelli e costituenti una banca di germoplasma””.
Anche i terreni destinati a seminativo rivestono un peso importante per via delle convenzioni con la Società  ProSeMe di Enna “”nell’ottica- spiegano docenti e dirigente- di una divulgazione tecnico-scientifica delle varietà  di grano duro costitute per l’areale del sud Italia””. Mentre l’ultima superficie a seminativo è destinata a campi dimostrativi di Cicer arietinum finalizzata “”alla ricerca e alla divulgazione di nuove tecniche di coltivazione e per diversificare la produzione agricola””. Anche il PalazzettoIn quei luoghi dell’azienda annessa all’istituto, l’amministrazione ha previsto interventi dei privati, iniziando con un rifugio con la determina del 7 giugno scorso, che prevede un’area di 11mila metri quadrati per gli animali. Ma non solo, perchè quella campagna verrebbe frazionata in due tronconi con un strada che taglia la superficie dell’Agrario “”con grave disagio per le operazioni aziendali e delle esercitazioni didattiche degli studenti””.             Commenta Mirra, insieme al collegio docenti: “”Ciò che desta preoccupazione molto più grave è la lettura della motivazione del provvedimento, che riporta “”“ testualmente- come tale area può assumere particolare valenza strategica dove si pensi che la sua realizzazione potrà  garantire l’urbanizzazione di aree adiacenti di proprietà  comunale, che possono essere anche utilizzate per la realizzazione di attrezzature di interesse pubblico anche di natura sportiva, quali un palazzetto dello sport e/o altro su proposta per iniziativa di privati””.     Oltre al canile, quindi, anche il Palazzetto all’interno dei terreni dell’Agrario. Il dirigente Pio Mirra ed il corpo docente sembrano però voler dare battaglia, iniziando proprio dalla questione inerente la proprietà  dei terreni.

Dall’Università  al parco, il destino dell’Istituto
La sede dell’istituto agrario di Cerignola ha ospitato fino al 2008 la sede distaccata della facoltà  di Scienze delle Produzioni e del marketing agroalimentare della Università  degli Studi di Foggia, fino a quando l’allora rettore, Giuliano Volpe, decise di chiudere i battenti.                    Il declino graduale della storica scuola è iniziato sin dagli anni 90, quando fu costruita l’attuale via generale Dalla Chiesa attingendo a piene mani dalle proprietà  del Pavoncelli per 13.131 mq; poi, col passare degli anni, sono stati arredati gli orti urbani su una superficie di 9573 mq con conseguente costituzione di impianti sportivi per 11.395 mq e altra area dog per 8.433 mq.                     In totale sono venuti meno 45.532 mq appartenenti al plesso scolastico ed oggi l’area dell’azienda annessa all’istituto è di 226426. Eppure su quei campi inseriti nel centro urbano si continua a costruire nonostante, precisano dalla dirigenza, “”lo stesso piano regolatore generale del comune di Cerignola individua tutti i suoli dell’azienda agraria in zona F2 IS “”“ Servizi di interesse sovracomunale vincolandoli alla istruzione scolastica superiore””. Dal massimo splendore universitario alla trasformazione in casa dello sport e degli animali il passo è breve. Pertanto “”qualsivoglia ulteriore riduzione di superficie aziendale e variazione dello stato de quo è di pregiudizio alla gestione delle risorse strumentali e dei risultati del servizio secondo criteri di efficienza ed efficacia””.      Una idea, questa, supportata non solo da basi prettamente “”ideologiche””, ma da dati di fatto. Da quando l’istituto ha iniziato a gestire al meglio le risorse e gli spazi in uso, la scuola ha visto migliorare anche il proprio bilancio. Dal passivo del 2011, con -13941 euro, si è giunti ai risultati soddisfacenti del 2015, quando i bilanci hanno registrato un significativo +12889 euro.         “”La scuola è orientata a far crescere la produttività  economica e soprattutto innovazione tecnologica a vantaggio dell’istituto, degli studenti e del territorio quale modello di laboratorio di occupabilità “”. Oggi i progetti vanno in tutt’altra direzione.
Michele Cirulli
 

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