Gioventù Calcio perde il titolo per illecito, Dinisi: “”Esterrefatto””

Rimango esterrefatto per la condanna a cui stiamo provvedendo a fare opposizione perchè non si può sostenere che un campionato vinto sul campo venga macchiato da un episodio di goliardia e da frasi dette in un bar dopo una partita.

 
La cosa che mi lascia perplesso, e che mi fa riflettere, è che l’episodio contestato è avvenuto a dicembre e la giustizia sportiva molisana lo ha tirato fuori oggi.
Il presidente della Gioventù Calcio Dauna (Campionato di Eccellenza Molise), Giuseppe Dinisi, si difende dalle pesanti accuse del Tribunale Federale Territoriale della FIGC che lo ha condannato per illecito sportivo ad un anno di inibizione e al pagamento di una sanzione di 10mila euro, revocando tra l’altro la promozione della squadra in serie D. Andiamo con ordine.
La Procura Federale ha deferito Giuseppe Dinisi (presidente onorario) e Vincenzo Todaro (legale rappresentate) per aver posto in essere comportamenti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara Venafro-Vastogirardi del 19/12/2015, del Campionato di Eccellenza Molisano, promettendo, il 13/12/2015, nei locali La Vecchia Fornace di Cantalupo del Sannio, alle ore 18, ai calciatori dell’U.S. Venafro presenti ed all’allenatore della medesima compagine, . . . un premio alla squadra in caso di vittoria con il Vastogirardi; tentativo che non raggiungeva lo scopo per il diniego opposto dai tesserati dell’U.S. Venafro. Di qui, secondo la giustizia sportiva, sarebbe nato l’illecito sportivo che è costato il titolo alla Gioventù Calcio Dauna.      
Dinisi, imprenditore del settore rifiuti, è stato anche il presidente dell’Audace Cerignola insieme a Francesco De Cosmo, noto commercialista cerignolano ed ex assessore comunale. I due, dopo aver lasciato la compagine ofantina, hanno tentato la fortuna nel vicino Molise, costruendo una squadra forte e vincente, che si è piazzata in cima alla classifica. Secondo molti, l’obiettivo sarebbe stato quello di rientrare (calcisticamente) a Cerignola con una promozione, dopo le dure contestazioni delle tifoserie che poi hanno abbracciato la causa della famiglia Grieco. A fine stagione, però, spunta la riunione carbonara del 31 dicembre, quella del presunto illecito sportivo. Dinisi si difende: Col Venafro ci sono stati sempre buoni rapporti, la settimana prima la nostra squadra era stata ospite nell’albergo del presidente. Con alcuni giocatori, a fine partita, abbiamo parlato del campionato, del fatto che noi e loro fossimo le squadre più forti e che, essendo Natale, sarebbe stato bello se avessimo vinto entrambi. Mai sono stati promessi premi o soldi, erano solo chiacchiere da bar.
Eppure il Tribunale Federale Territoriale ha considerato l’incontro in tutt’altri termini, andando addirittura oltre le richieste della Procura, che aveva chiesto venti punti di penalizzazione nella stagione prossima. Inoltre sono state comminate multe anche verso la società  del Venafro e verso il suo portiere, per omessa denuncia di fatti che avrebbero costituito l’illecito sportivo.
Andremo avanti legalmente e ci rivolgeremo al tribunale di Roma, perchè non abbiamo commesso niente di quello che ci viene imputato. Abbiamo portato in Molise grandi calciatori, di categorie superiori, abbiamo dimostrato la nostra superiorità  sul campo. Non vorrei che- conclude Dinisi- ci sia una sorta di campanilismo che stia punendo la nostra squadra, pugliese a tutti gli effetti, nonostante anche da parte della federazione ci sia stata sempre riconoscenza nei nostri confronti per aver alzato il tasso tecnico del campionato molisano.
Michele Cirulli
 

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