Nuovi direttori sanitari: 224mila ‚¬ e -7 Operatori Socio Sanitari

Due dirigenti valgono quanto sette OSS. è per questo che la Asl di Foggia, con delibera 565 del 25 maggio scorso, stante la necessità  di reperire personale Dirigenziale da adibire alle precitate Direzioni Mediche dei PP.OO. di Manfredonia e Cerignola, ha dato avvio alla procedura di trasformazione di n° 7 deroghe delle 43 già  concesse di Operatori Socio Sanitari il cui costo complessivo, secondo i parametri regionali, ammonta ad ‚¬ 224.000,00 in n° 2 deroghe di Dirigente Medico di Direzione Medica di PP.OO. il cui costo totale ammonta ad ‚¬ 224.000,00.

 
 
Dunque, per necessità  organizzative degli organigrammi, l’azienda sanitaria locale ha deciso di acquistare manager in cambio della manovalanza. Il tutto avviene a margine del blocco delle assunzioni, delle leggi europee che, rivisitando le turnazioni, pongono gli ospedali di fronte alle criticità  rappresentate dalla mancanza di personale.
I direttori sanitari del San Camillo de Lellis e del Tatarella avranno uno stipendio di 122 mila euro a testa, mentre il numero degli operatori da poter assumere, di conseguenza, passerà  a 36 per racimolare la giusta somma da sottoporre ai nuovi manager come indennità . Gli ospedali del centro ofantino e sipontino, come si ricorderà , erano sprovvisti di figure apicali regolarmente riconosciute, tanto che per guidare le strutture sono servite le deleghe di Franco Mezzadri, coordinatore dei presidi ospedalieri della Asl di Foggia.
Nonostante un concorso già  varato negli scorsi anni, si è preferito andare avanti ad oltranza con i facenti funzione. A Cerignola Rocco Dalessandro, a Manfredonia Leonardo Furio, fino a quando il primo marzo la ASL FG l’avviso interno per il conferimento dell’incarico di sostituzione, di Direttore Responsabile delle Strutture Complesse di Direzione Medica dei due plessi ospedalieri.
Per Cerignola vi sono 7 candidature (Dalessandro, Amorese, Fida, Pomara, Princigalli, Sgarro e Mascolo), mentre per Manfredonia ve ne sono 6 (Fida, Amorese, Di Malta, Gentile, Pepe e Sgarro). Tutte le proposte, però, vengono rigettate per inammissibilitࠝ e il direttore sanitario della Asl di Foggia, Antonio Battista, in tandem con il coordinatore dei direttori sanitari della Capitanata, Franco Mezzadri, optano per Antonietta Costantino al Tatarella e Michele Balsamo al San Camillo de Lellis. A Cerignola, tra l’altro, vi sarà  un vero e proprio turn over, perchè alla guida del P.O. si alterneranno, oltre a Costantino, anche i prossimi direttori Vocino e Fida.
Proprio quest’ultimo, che aveva partecipato all’avviso pubblico venendo escluso, ritorna dalla finestra per la guida del nosocomio. Quando a marzo si è candidato ufficialmente, il dg gli ha risposto picche perchè “ si legge nella delibera- Fida è attualmente inquadrato in un incarico dirigenziale di tipologia d) ex art. 27 CCNL 8.6.2000 e pertanto si ritiene non ammissibile.
A distanza di qualche mese, però, ritorna nella stanza dei bottoni. La sequela di inammissibilitࠝ e di rientri ha però causato incidenti legali all’interno dell’ospedale di Cerignola, dove Rocco Dalessandro “ come confidato proprio su queste colonne- ha deciso di intraprendere un percorso giudiziario contro l’azienda che ha guidato dal 2008 al 2015.
Un primo ricorso al TAR sarebbe stato in parte respinto con il rigetto della richiesta di sospensiva degli incarichi conferiti ad Antonietta Costantino.     Negli ospedali foggiani, però, più che di quadri dirigenti a preoccupare sono le piante organiche, ridotte all’osso, striminzite e massacrate anche dalle recenti normative che allungano i periodi di riposo, allargando, tra l’altro, i buchi nell’erogazione dei servizi.
Così anche il ricorso alle pronte disponibilitࠝ, ossia straordinari per riempire i turni, è stato abusato creando un disavanzo di oltre 2 milioni di euro nelle casse della Asl di Foggia. Dunque anche gli operatori socio sanitari, che per legge hanno funzione di ausilio per gli infermieri per soddisfare i bisogni primari del paziente (vestizione, deambulazione, eliminazione urinaria e fecale, somministrazione pasti, effettuazione di piccole medicazioni) diventano merce rara all’interno degli ospedali di Capitanata. Ancor di più se svicolando dal blocco delle assunzioni, attraverso le deroghe regionali, si preferisce diminuire le unità  di manovalanza per arricchire le stanze dei bottoni. Per pagare le indennità  dei futuri direttori sanitari di Manfredonia e Cerignola si dovrà  fare a meno di ben 7 operatori socio-sanitari, che da 43 diventano 36 “ in verità  già  pochi- per coprire le attività  dei nosocomi ubicati nella provincia più vasta della Regione Puglia. Si aggiunga anche che dal 15 giugno avrà  ufficialmente inizio la finestra per godere delle ferie estive per i dipendenti pubblici e vi saranno ulteriori problemi legati allo svolgimento dei servizi.
Michele Cirulli
 

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