Romano: “”L’abbraccio mortale della Mafia: la politica che fa?””

La Mafia a Cerignola non è più invisibile. Grazie alle larghe intese di qualche politico, a maggio la criminalità  entrerà  in consiglio comunale. è stato questo il cartello che in campagna elettorale Michele Romano, ex assessore della giunta Giannatempo, ha sventolato mentre era di fianco al Ministro dell’Interno Angelino Alfano.

 
Il centrista ha poi riprodotto quello slogan sui tabelloni della città  posizionati nelle zone più strategiche e a maggiore visibilità . L’invito di restare vigile al caro elettore si è perso negli echi di una competizione elettorale confusionaria, pasticciona e altamente urlata. A bocce ferme l’ex titolare della delega dei servizi sociali di Cerignola, Michele Romano, torna a parlare anche in seguito alle esternazioni del duo Metta-Delvino contro le forze dell’ordine sul blitz anti-abusivi ed in generale in concomitanza con una fase amministrativa molto strana. Per usare le parole di Lapollo pericolosa; per usare le parole di Giannatempo preoccupante.
Di certo a gravare sono le denunce all’ordine del giorno su appalti sospetti ed una presa di distanza netta, da parte degli amministratori, da tutti i presidi di legalità . L’amministratore è quello che prima degli altri, avendo in mano il termometro della situazione, viene a conoscenza di fenomeni che poi la massa si accorge. Ci sono due tipi di politici: quelli che questi fenomeni li traducono in pensieri e parole e quelli che fanno finta di niente. C’è un abbraccio mortale della criminalità  organizzata al tessuto sociale ed economico della città . In merito a questo, la politica cosa vuole fare? Che posizione prende? Questo deve chiarire, incalza Michele Romano.
Prima o poi il problema legalità  esploderà  come è esploso a Foggia, a San Severo, in Campania. Bisogna capire quello che succede intorno a Cerignola. Non siamo una isola felice: geograficamente e storicamente siamo stati vicini alla Campania e abbiamo avuto rapporti di qualsiasi tipo con le realtà  circostanti. Non scopriamo l’acqua calda: se non si sono sottratte regioni lontane da noi, perfino l’Umbria, non capisco perchè noi dovremmo sfuggire. L’abbraccio mortale c’è, il 99% delle persone se n’è accorto. Ora c’è da capire una cosa: l’abbraccio mortale ha investito pure la politica?, aggiunge l’ex assessore.
Eppure il dibattito è sviluppato intorno alle ultime esternazioni del duo Metta-Delvino contro il blitz anti abusivi di guardia di finanza, carabinieri e polizia: Io sono felice, almeno s’è capito da quale parte sta il sindaco, ma deve chiarire se è stato un incidente di percorso o se è stato interpretato male. Quanto a Delvino- aggiunge Romano- è solo il megafono del sindaco, non poteva dire niente di diverso. Ciò che ha detto il comandante dei vigili urbani, che ha paragonato il blitz ad una operazione di marketing, è grave, ma è ancor più grave quello che ha detto il sindaco. Anche l’ex consigliere provinciale di Forza Italia, Gianvito Casarella, ritorna sul tema, definendo le esternazioni del capo della municipale come criptiche, interlocutorie e intempestive.
Se solo pochi mesi ci si era beati dell’operazione anticontraffazione a Piazza 10 Fontane, non capisco come mai il 30 aprile il sindaco abbia lanciato questo messaggio spiacevole ai cerignolani, che attendono anche da lui gocce di sicurezza. Sull’operazione del 30 aprile, poi, Casarella nutre qualche dubbio: Se un’operazione congiunta di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza viene svolta senza Vigili e con cani, mi viene il sospetto che l’operazione non fosse propriamente mirata a verificare gli scontrini. E non credo di aver immaginato solo io questa interpretazione. A maggior ragione, inopportuno quel messaggio, troppo vicino alla solidarietà . E un sindacato di Polizia ha stigmatizzato l’atteggiamento del sindaco.
Mentre tutto questo sfugge alle cronache giornalistiche nelle edizioni di Capitanata, forse c’è altro, perchè “ commenta l’azzurro- Se dobbiamo parlare di abusivismo, e non di altro, allora occorre precisare che la regolarizzazione di quanti pur hanno voglia e chiedono di farlo non può avvenire andando semplicemente a trovare sindaco o chi per lui. Se i venditori attualmente abusivi intendono chiedere una sanatoria, questa non esiste. E Delvino lo sa bene che postazioni fisse ulteriori, se previste dal Piano commercio (di cui nulla si sa e c’è un’interrogazione ad hoc di Forza Italia) vanno messe a bando tra gli interessati e non assegnate su richiesta, come si dice per farla breve.
Michele Cirulli
 

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