[Fahrenheit] “”L’ultimo giorno””, un romanzo semplicemente stupefacente

Le esperienze di pre-morte hanno da sempre riscosso un grande interesse presso il pubblico sia letterario che cinematografico. Basti ricordare il grande successo ottenuto da film come Il segno della libellula “ Dragonfly e Afterlife, per non risalire troppo in là  nel tempo.

 
Poteva un autore dai risvolti sovrannaturali come Glenn Cooper, acclamato scrittore della trilogia dei Dannati, esimersi dal sortire una capatina nei pressi delle esperienze extracorporee? Decisamente no, ed infatti vi ha dedicato l’ultimo romanzo, uscito pochi mesi fa.

Il romanzo, edito da Corbaccio, affronta la storia da due punti di vista. Prendendo le mosse da un colto detective gravato dal peso della malattia terminale di sua figlia, Curys O’Malley, alle prese con una serie di morti in cui intravede da subito un filo conduttore, l’attenzione si sposta sull’autore dei delitti, il ricercatore Alex Weller, alla ricerca del Sacro Graal della sua vita. Il giovane ricercatore è intenzionato a dimostrare scientificamente l’esistenza della vita dopo la morte, e ci riesce al prezzo di una serie di omicidi, nei quali preleva una preziosa molecola dai liquidi vitali delle sue vittime. Ma la situazione gli sfuggirà  di mano a causa delle manovre del suo subdolo tecnico di laboratorio, in cerca di una fonte di reddito extra per sopperire alle sue magre finanze. A quanto pare, i ricercatori americani non se la passano bene come la pensavano.

Il libro si presenta come un thriller alquanto atipico. E’ chiara fin da subito l’identità  dell’assassino, lo spazio dedicato alle tecniche investigative è penalizzato in favore della ricostruzione a tutto tondo della psiche dei due protagonisti, un padre alle prese con la morte della sua amata bambina e un medico con alle spalle un lutto irreparabile che gli ha fornito il leitmotiv della sua vocazione delittuosa. LA caratterizzazione di Alex Weller esula da quella di un normale omicida; Alex è un lucido killer, che agisce spinto da una vocazione scientifica ferrea, alla quale ha consacrato tutta la sua vita e per cui non esita a macchiarsi di omicidi che lasciano impronte nella sua coscienza. Il libro sembra scuotere il lettore con una domanda ossessiva : il fine giustifica i mezzi sempre e comunque? Per Alex tutto è possibile in nome della scienza, ma non tutti sono mossi da un nobile intento, seppur latore di morte, come il suo. A causa del suo malfidato assistente, la sua scoperta condurrà  alla sintesi di una nuova potentissima droga, che una volta finita nel mercato della mafia provocherò una catena inarrestabile di suicidi, alla vigilia della conclusione del secondo millennio.

Glenn Cooper, archeologo e medico, dedica grande attenzione alla descrizione degli ambienti accademici americani, da vero scienziato, offrendo da camice bianco qual è una esposizione efficace degli effetti della tossicodipendenza, che arreca guadagni a pochi, ma disastri a moltissimi.

Consigliato a chi non è rimasto deluso dalla trilogia dark fantasy e dalle precedenti opere di Cooper, ma è alla ricerca di un romanzo con radici solide nell’attualità  e negli scenari ipotetici non troppo surreali.
Enrico Frasca
 

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