Una nuova coscienza civica per Cerignola? Quando la politica divide…

I cittadini non vogliono identificarsi in un colore, ma in quello che effettivamente sono. La gente ha sposato questo movimento che si è connotato in maniera libera. Spero che questo possa rappresentare l’inizio di coscienza civica più partecipata. Abbiamo assistito a situazioni pubbliche che non hanno funzionato al meglio proprio per disinteresse della cittadinanza rispetto a certi temi. Oggi si sta acquistando maggiore consapevolezza.

 
Pio Grieco è tra i promotori del comitato spontaneo Mo Avast, no al declassamento dell’ospedale Tatarella, che giovedì sera ha portato in piazza oltre due mila persone per opporsi al piano di riordino ospedaliero varato dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e che prevede, tra le altre cose, il depotenziamento della struttura di via Trinitapoli.
In marcia, dalle 19:30, cittadini e istituzioni di Cerignola, dei Reali Siti, una rappresentanza dell’amministrazione comunale di Lucera, il cui nosocomio si avvia alla dismissione, il vescovo Luigi Renna, la squadra di calcio locale in tutti i suoi effettivi, le associazioni, medici e volontari. Tutti insieme, in un corteo silenzioso, per convincere il governatore a retrocedere rispetto agli intendimenti. Le aspettative erano alte e la grande partecipazione è una conferma della centralità  dell’argomento e della percezione che i cerignolani hanno sul tema. L’ospedale è vissuto direttamente o indirettamente da tutti, mentre altre questioni, pur importanti come l’ambiente, interessano solo una  porzione di popolazione, analizza Pio Grieco. Che sia la rinascita di una opinione pubblica informata e consapevole, nella città  delle rivendicazioni sindacali di Giuseppe Di Vittorio?
Per Lucia Lenoci, dirigente scolastico tra gli attivisti del movimento spontaneo, la risposta è affermativa: Il risultato più bello è ritrovarsi uniti. Sono sicura che questo “”allenamento di cittadinanza”” ci farà  bene. Ci aspettano tante altre battaglie per giuste cause. Stiamo uniti. La nostra città  ha bisogno di noi tutti. Lasciamo perdere giochi di parole o dialettiche che mirano a confondere le idee. Siamo i cerignolani che finalmente ieri si sono ritrovati e ora non si lasceranno più. Quando una settimana fa, a margine della riunione della terza commissione in Regione è emersa la volontà , da parte di Emiliano, di declassare il Tatarella, la notizia è rimbalzata di bocca in bocca ed è diventata di dominio pubblico in un batter d’occhio: Così- spiega Grieco- invece di lamentarci o esprimere il nostro disappunto solamente sui social network, abbiamo iniziato ad organizzarci per rappresentare tutti.
Semplici cittadini, da Pio Grieco e Lucia Lenoci, appunto, a Michele Bellomo, Domenico Dagnelli, Antonietta Scardigno, Giulio Carrano, Michele Borrelli e tanti altri che hanno sensibilizzato e mobilitato con margini di tempo molto risicati. L’unica richiesta imprescindibile: nessuna bandiera e nessun riferimento politico. Perchè ormai la politica è un fattore divisivo. Soprattutto a Cerignola. Quando di mezzo ci sono le etichette c’è il rischio che un qualsiasi movimento spontaneo diventi più  debole. L’intento è stato quello di dare una connotazione diffusa a questa manifestazione perchè diffuso è interesse a tutelare ospedale. Tutti hanno l’esigenza di godere di un servizio sanitario che funzioni. Tutti, senza metterci dentro bollini particolari, sottolinea il promotore del movimento Mo Avast. Quando il comitato ha fissato la data e l’ora della mobilitazione, l’amministrazione comunale ha rilanciato con una manifestazione programmata appena qualche ora prima.
Risultato deludente, visto che per far numero, sotto il Palazzo di città , sono stati chiusi gli uffici comunali per permettere la partecipazione dei dipendenti. A conferma che la politica continua a dividere. A questo riguardo parlo a titolo personale, non ho vissuto quella manifestazione come una contrapposizione, ma come una volontà  di dare un contributo diverso all’interno della stessa cornice, sostiene Pio Grieco. La gente ha preferito riversarsi in piazza, alle sette del pomeriggio, al fianco di un movimento di cittadini senza interessi politici di sorta: Non gli abbiamo dato una connotazione particolare, abbiamo preso atto che c’era un’idea comune e diffusa di  creare manifestazione che mirasse ad includere e inserire.
Michele Cirulli
 

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