Squalifica ridotta se picchi l’arbitro marocchino: la storia di Rachid

Non solo il finocchio di mister Maurizio Sarri indirizzato al collega Roberto Mancini, non solo lo zingaro di m.. di Daniele De Rossi a Mario Mandzukic: adesso le accuse di discriminazione non riguardano più soltanto calciatori e allenatori, ma arrivano anche dalla categoria arbitrale.

 
In due mesi, in Molise, sono stati aggrediti due arbitri residenti a Foggia: gomitata in faccia e insulti nel primo caso, pestone e calcio allo stomaco nel secondo. Completamente differenti, però, le squalifiche comminate ai calciatori protagonisti dei gesti violenti: 5 mesi al primo e 3 anni e 6 mesi al secondo. Tanto basta per aprire un vero e proprio caso, che da Campobasso arriva fino alla sede centrale dell’Associazione Italiana Arbitri di Roma.
Non so perchè ci sia stato questo trattamento così diverso. Forse perchè io sono straniero e l’altro arbitro aggredito è italiano. Non lo so, ma se non mi daranno l’okay per denunciare il mio aggressore, io denuncio anche la Commissione Disciplina AIA. Rachid El Messki, imam di Foggia, ha 32 anni, è ingegnere elettrico ed è anche arbitro federale di calcio a 11 dal dicembre 2009, appena arrivato- dal Marocco- a Casalnuovo Monterotaro (Fg), dove attualmente vive. è l’8 novembre 2015 quando dirige la sfida, valida per il Campionato di Prima Categoria,  tra Mirabello Calcio e Acli Calcio Campobasso. La squadra ospite agguanta il pareggio nel secondo dei 5 minuti di recupero. Il portiere del Mirabello ritiene che ai suoi danni ci sia stata una carica, da cui è conseguito il gol degli avversari, ma Rachid El Messki ha già  convalidato la rete, segnando sul taccuino il nome del marcatore.  A quel punto, come recita il report del Giudice Sportivo, il portiere Antonio Mazzilli (Mirabello Calcio) gli si avvicinava pericolosamente e, nella foga delle proprie proteste, lo spingeva al petto, lo urtava con il gomito tra la mandibola ed il collo e lo faceva cadere a terra, provocandogli forte dolore. Rachid rimane stordito per un minuto, poi decide di sospendere la gara e si reca al Pronto Soccorso, dove i medici gli refertano 10 giorni di prognosi. Il giudice sportivo decide di squalificare fino al 14/04/2016 il calciatore Mazzilli Antonio (Mirabello Calcio).
Due mesi dopo, il 16 gennaio, è un altro arbitro foggiano subire l’aggressione in terra molisana durante il match Real Roseto- San Marco La Catola. Al 18esimo del secondo tempo a seguito di una decisione tecnica dell’arbitro- ammonisce il giudice sportivo- il calciatore Stefano Patella (San Marco La Catola) calpestava con forza e violenza con il proprio piede sinistro il piede destro dell’arbitro, provocandogli forte dolore. A questo punto l’arbitro espelleva il Patella. Alla notifica del provvedimento disciplinare, il Patella reagiva in maniera spropositata tirando con violenza e rabbia un fortissimo schiaffo al viso dell’arbitro, provocandogli forte dolore, stordimento e forti giramenti di testa. Dopo poco, il Patella si avvicinava di nuovo all’arbitro e lo colpiva con un violento calcio allo stomaco, procurandogli forte dolore e sensazione di vomito. Sospesa la partita, anche l’arbitro foggiano si reca al Pronto Soccorso dove i medici gli refertano 8 giorni di stop. Ma la squalifica data al suo aggressore è esemplare: Patella starà  fuori dai campi di calcio 3 anni e 6 mesi.
Io non capisco davvero il perchè di questa sproporzione, ci sono state due aggressioni violente nei confronti di due arbitri e ad un calciatore danno 5 mesi di squalifica e all’altro 3 anni e 6 mesi. Non reputo normale questo atteggiamento, continua a ripetere Rachid El Messki. Ma non è tutto, perchè l’ingegnere marocchino decide di denunciare il suo aggressore. Dall’8 novembre ha 90 giorni per rivolgersi al Tribunale, con scadenza all’8 febbraio, ma per farlo deve aspettare il nulla osta della Commissione Disciplina AIA, che dopo l’ok del CRA Molise si riunirà  proprio l’8 febbraio “ ultimo giorno disponibile per depositare la denuncia penale- per valutare la sua richiesta. Mi è stato riferito che la mia situazione è stata segnalata alla Commissione nazionale solo il 12 dicembre, un mese dopo l’accaduto, informa l’arbitro. Il rischio molto concreto è che, a prescindere dall’esito della Commissione, Rachid non potrà  far valere le sue ragioni di fronte alla legge.
Io denuncerò lo stesso chi mi ha fatto violenza, promette il giovane arbitro di origine marocchina. Ma se l’AIA non darà  parere favorevole, quella denuncia isolata e non benedetta dall’organismo nazionale per regolamento significherà  irrimediabilmente una cosa: Rachid El Messki non sarà  più arbitro di calcio a 11, perchè sarà  deferito con possibile sospensione o radiazione.

“”Mi hanno fatto problemi anche sulla barba””
La barba, nel mondo dell’Islam, non è di certo una questione di stile, ma ha un significato più profondo, legato alla religiosità  e alla ricezione del messaggio di Allah. Per Rachid El Messki è una questione religiosa di notevole importanzaˆma qualche osservatore mi ha più volte intimato di doverla tagliare. Da parte mia ho spiegato che è la mia religione che lo tramanda, e di questo la Federazione ne era al corrente. Ma l’osservatore che mi hanno mandato lo ha ripetuto più volte, nonostante glielo avessi già  spiegato, racconta il giovane arbitro.

 
Michele Cirulli
 

 

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