Sportmania nel caos, mister Schiavone: “”Tutti spariti””

Il sindaco Franco Metta presidente onorario; il consigliere comunale di maggioranza Sandro Mocca direttore organizzativo; presidente Giuseppe Di Donato: con questo organigramma ci sarebbe aspettati una lunga vita, per lo Sportmania, ed invece i giocatori paiono aver appeso temporaneamente le scarpe al chiodo perchè la dirigenza non paga.

 
Anzi, anche peggio. Si rifiuta di rispondere al telefono, si nega, ed il tutto per somme che tra l’altro non sono nemmeno proibitive. Motivo? Finita la campagna elettorale, è finito anche l’interessamento per tenere in vita la squadra che milita in prima categoria e che era nata “ su impulso mettiano- quando l’Audace Cerignola non era stata ripescata in alcuna categoria restando fuori da ogni competizione per una intera stagione.
Nelle intenzioni politiche, allora, c’era quella di soppiantare l’Audace con lo Sportmania, prospettiva fortemente ripudiata dal gruppo Ultras 1984, che successivamente si è affidato a Nicola Grieco per risalire la china. Così, con la sconfitta per 1-6 di domenica scorsa, mister Michele Schiavone ha rassegnato le dimissioni da allenatore dello Sportmania: Così non si può lavorare, ha detto laconico sui social.
Ma cosa è successo nel team? è proprio Schiavone a riferirlo a l’Attacco: Non sono stati mantenuti programmi e date di pagamento. Non so bene a quanto ammonta l’arretrato. Ci sono ragazzi che aspettano soldi dallo scorso anno e quest’anno si è partiti con un programma che non è stato mantenuto. Addirittura è stato detto che forse sarà  ritirata la squadra. Ma dove sono Moccia e Metta, che dei colori gialloblu, in campagna elettorale, hanno sbandierato virtù e sciorinato programmi? Tutti morti, non sappiamo niente.
Anche il mister finisce nella lista di chi aspetta di ricevere i soldi. Moccia gli deve due mesi di stipendio. Che motivazioni hanno dato? Mi dicevano che gli sponsor pagavano in ritardo, che in un paio di giorni avremmo risolto. Rimandavano i pagamenti di giorno in giorno. Fino a quando, come raccontano i calciatori in una lettera aperta, dalle promesse si è finiti al silenzio: Prima della vittoria di Altamura infatti, avevamo avuto garanzia che i compensi arretrati dei mesi precedenti, pian piano sarebbero stati spalmati, ma in 2 date prefissate, con tanto di accordo scritto, il presidente non si è mai fatto vivo, risultando addirittura irrintracciabile telefonicamente e fisicamente.
Anche il presidente onorario, il sindaco Franco Metta, sembra aver perso il dono della parola. Così twittava a inizio campionato: Un grande in bocca al lupo allo Sportmania. Il sindaco tiferà  in tribuna. Ovunque vadano i colori della città  è in ballo il prestigio della città  di Cerignola. Appresa la notizia dei mancati pagamenti, invece, il primo cittadino- presidente onorario della società , fa finta di nulla.  E i calciatori protestano con la dirigenza e con Sandro Moccia: L’avventura di quest’ anno era partita con tanti buoni auspici e tante belle parole. C’era stata una campagna acquisti di ottimo livello, ed erano stati fatti proclami di magnificenza che ci hanno illuso che quest’ anno avremmo potuto continuare in maniera seria il progetto Sportmania, facendo calcio in maniera organizzata, ma non è stato cosi. Le tante dichiarazioni di facciata- scrivono in una lettera i giocatori- ben presto si sono rivelate chiacchiere al vento, espresse dalla dirigenza al solo fine di richiamare un attenzione mediatica che potesse ergere probabilmente il massimo dirigente a una posizione di rilievo nell’ ambito politico, cosa a cui mirava fin dal principio, usando dunque il calcio come vetrina per accattivare l’attenzione ed il favore della popolazione cerignolana.
I calciatori sono stati utilizzati come pedine per scopi politici, dicono, tanto che Si è arrivati a non avere nemmeno l’acqua durante gli allenamenti, a non avere tutti il materiale sportivo (tute, divise, ecc), ma il mister Schiavone con grande senso di responsabilità  verso noi calciatori ha sempre provato a raddrizzare le cose purchè potessimo sentirci una vera squadra. La gestione Moccia-Di Donato, in breve, secondo i calciatori, è stata questa: Tante promesse fatte non mantenute, scadenze non rispettate, e come premio al nostro impegno dobbiamo subire anche l’umiliazione del ritiro dal campionato. Quasi come se fosse colpa nostra addirittura. Per noi tutto quello che è successo è inaccettabile e surreale, siamo dispiaciuti, amareggiati e profondamente delusi””.
Michele Cirulli
 

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