“”Chi paga le tasse ha tutto da guadagnare”” all’IISS Pavoncelli

Sempre impegnati nell’educazione alla legalità , dopo la partecipazione al progetto Voci del verbo furbare, promosso dall’ex magistrato Gherardo Colombo, lIISS Pavoncelli ha partecipato a Chi paga le tasse ha tutto da guadagnare, promosso dall’Agenzia delle Entrate.

 
Il progetto è finalizzato alla diffusione tra i giovani della cultura della legalità  fiscale, sensibilizzandoli sull’importanza del comportamento fiscalmente corretto. Sulla base di un protocollo di intesa l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Cerignola, rappresentato dal dott. Carlo Torraco, e l’IISS Pavoncelli sono stati realizzati percorsi formativi rivolti agli allievi dei IV e V anno di corso per favorire lo sviluppo di un rapporto consapevole e non conflittuale con il fisco.
Legalità  significa rispetto delle regole, ovvero delle norme democratiche che regolano la vita civile, ma anche rispetto delle regole fiscali,  come il dovere di contribuire secondo le proprie possibilità  che trova le radici nella nostra Carta Costituzionale, rappresentando uno strumento insostituibile di equità  sociale a base del funzionamento della cosa pubblica.
Il dott. Carlo Torraco ha appassionato gli allievi del Pavoncelli, futuri contribuenti, sull’importanza del prelievo fiscale per un’equa distribuzione degli oneri tra tutti i cittadini e garantire il funzionamento della macchina statale e fornire i servizi pubblici a tutta la collettività .Educare al rispetto delle regole fiscali, dice Pio Mirra dirigente scolastico del Pavoncelli, significa educare alla cittadinanza, superando il concetto di sudditanza che pone la res pubblica, lo Stato, come un corpo estraneo alla collettività , un antagonista, per cui è lecito non pagare il fisco, frodare, evadere. Ma si tratta di un reato, eticamente deprecabile, economicamente penalizzante, socialmente inquinante. Evadere, quindi, rappresenta ciò che l’etimo della parola suggerisce: ex-vadere, andare al di fuori, uscire da un sistema. Quando il sistema è quello fiscale, uscirne deliberatamente equivale a danneggiare il Paese non solo perchè determina una riduzione delle entrate dello Stato e dunque minori risorse destinate alla collettività , ma anche perchè significa vivere alle spalle degli altri. Avere il senso dello Stato, aggiunge Pio Mirra, significa avere il senso di valori, di interessi, di idee che non sono quelli di una parte, bensì quelli dell’insieme della collettività  civile.
E’ fondamentale educare le giovani generazioni a ripensare e rigenerare un senso dello Stato e delle sue Istituzioni che, nel contesto di una società  oggi percepita profondamente destrutturata, di una politica incapace di reinventarsi e rinnovarsi,  renda tutti gli individui cittadini più responsabili.

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