Auto crivellata di colpi, Grieco: “”Siamo preoccupati””

è uscito di casa e ha trovato la sua automobile crivellata di colpi di arma da fuoco: è iniziata così la giornata di Gianluca Grieco, figlio di Michele, patron della catena ProShop con interessi diversificati in tutta Italia. Un periodo di certo poco positivo perchè appena due giorni fa, nella struttura di San Severo, si era verificato un altro episodio violento.

 
A subirne le conseguenze alcuni dipendenti spaventati da due persone, con accento dell’est, che hanno aggredito clienti e lavoratori per poi guadagnare la fuga in maniera indisturbata. Ciò che sta succedendo alla famiglia Grieco, però, al momento non è chiaro. E nemmeno i diretti interessati riescono a collegare gli episodi capitati nelle ultime ore: i carabinieri del comando provinciale di Foggia stanno indagando sull’accaduto.
Nel pomeriggio di giovedì Gianluca Grieco è uscito fuori dalla sua abitazione e ha raggiunto la sua automobile, una Audi Q5, ma ha immediatamente notato che il parabrezza ed il cofano della vettura erano perforati da colpi di arma da fuoco. La famiglia Grieco fa sapere di non aver subito richieste di alcun tipo. Anzi, per dirla con le parole di Michele Grieco, è un fulmine a ciel sereno.
Abbiamo provveduto a denunciare tutto alle autorità  competenti- dice l’imprenditore a L’Attacco- ma al momento sappiamo davvero poco. Ciò che è successo è sotto gli occhi di tutti, ma non riusciamo a comprendere il motivo di questa intimidazione. Certo, siamo molto preoccupati, non è di certo un bel momento per noi. Che le cose andassero per il verso sbagliato lo si era capito già  dai ripetuti attacchi alle strutture di San Severo, aggredite dalla criminalità  fino ad aprile scorso, quando la famiglia Grieco annunciò i propri intendimenti attraverso un cartello posizionato sull’uscio del punto ProShop: comunichiamo a tutti i clienti di San Severo, causa tutte le rapine ricevute, l’idea di voler sopprimere tutti i punti vendita in città . Chiediamo scusa anticipatamente a tutti voi e ai nostri dipendenti.
Una esternazione frutto di una serie di colpi (andati a buon fine) ai danni dell’esercizio commerciale tanto da mobilitare istituzioni politiche e civili. Per fortuna da quel momento le rapine a San Severo sembrano essere cessate. L’altro ieri invece c’è stata una litigata, finita con una aggressione, da parte di privati cittadini. Mi hanno riferito “ dice Michele Grieco- che gli zingari, che erano le persone responsabili del gesto, l’indomani si sono recati sul posto per chiedere scusa ai lavoratori ingiustamente maltrattati. Il tutto è rientrato nell’ambito della serenità  e della tranquillitࠝ, dice il patron ProShop. Da capire, invece, rimane il movente della intimidazione tradottasi con i colpi sull’auto dell’ultimo dei quatto figli, anche se la vettura è generalmente utilizzata dalla madre della vittima dell’agguato, informa Grieco.
Inizio veramente ad essere stanco di tutto quello che sta capitando “ afferma l’imprenditore- e spero vivamente che sia un episodio circoscritto. Non conosco i dettagli di questa faccenda, anche perchè io vivo a Cerignola e l’episodio è accaduto a Foggia, che è una realtà  molto particolare, e non sono stato convocato dalle forze dell’ordine. Fa piacere ricevere il conforto della gente, che ci sprona a continuare. Ma non riesco ancora a capire la natura ed il motivo di questo gesto.
Appena due anni fa era stato il punto vendita ProShop di via De Pedra ad andare in fiamme, aprendo la strada ad una serie di interpretazioni sulla natura dolosa dell’incidente: tra tutti, chi sposò la causa della volontarietà  dell’incendio fu il procuratore generale del Gruppo Grieco: No, si trattò di un semplice incidente, come spiegarono anche le relazioni dei vigili del fuoco. Nonfu gesto intimidatorio, precisa l’imprenditore cerignolano.
Michele Cirulli

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