“”L’unica azienda che può lasciare invariati i costi per i cittadini si chiama Casalesi””

L’unica azienda che può sobbarcarsi tutti i costi di SIA e lasciarli invariati per i cittadini si chiama Casalesi. Il segretario del Partito Democratico di Cerignola, Tommaso Sgarro, non usa mezzi termini per esprimere dubbi sul percorso intrapreso riguardo alla gestione del ciclo dei rifiuti col Consorzio Fg4 e, più in generale, nella provincia di Foggia.

 
Tra l’altro il ricorso al privato non è una cosa sempre buona: non dimentichiamo il rischio criminalità  è dietro l’angolo.
Non bastano le parole di Gianfranco Grandaliano, numero uno di Amiu Puglia, che richiamando il Piano Cottarelli prevede un assemblamento delle società  partecipate nell’ottica di un taglio da 8000 a 1000 ditte controllate. All’inizio della campagna elettorale, Grandaliano era stato ospite, insieme ad Emiliano, dei tavoli tematici del PD.
Che interesse potrebbe avere oggi Amiu Puglia ad acquisire il nuovo socio sprovvisto di impiantistica? Le azioni messe a segno in questi mesi hanno ridotto l’appetibilità  della Sia srl per eventuali progetti di accorpamento: rifiuto di costruire il sesto lotto della discarica, rifiuto di costruire un nuovo impianto di compostaggio. Perchè- chiede il giovane dem- i sindaci di Bari e Foggia dovrebbero prendere in carico la SIA?.
D’altro canto, e non è un mistero, il presidente del Consorzio Fg4, Franco Metta, ha già  annunciato il ricorso ai privati. Per la derattizzazione a Cerignola, ad esempio, c’è la Mapia srl di Bari, che a Roma, con le stesse procedure descritte nei faldoni di Mafia Capitale, come rivelato da Repubblica, ha incassato un chiacchierato appalto sui canili.
Dunque anche a livello provinciale, secondo Sgarro, le indicazioni porterebbero a sconfinare dal pubblico, con tutti i rischi connessi: Se penso a Lucera, dove la Provincia è arrivata in ritardo per l’acquisizione di Bioecoagrim, o se penso a San Severo, dove il sindaco Miglio sta spingendo per un impianto di compostaggio privato, ho la percezione che vi siano strane alleanze che non risparmia Manfredonia, incalza il segretario. Anche perchè quando la gestione dei rifiuti è stata data ai privati è risultata fallimentare, come a Zapponeta.
Dalle verifiche eseguite dalla prefettura – si legge nell’atto notificato nelle scorse settimane da Raffaele Cantone, presidente ANAC- risulta che la società  Avvenire ha in corso di esecuzione un rilevante numero di contratti presso molteplici enti locali. Sul tema della gestione dei rifiuti, però, non c’è alcuna condivisione: del futuro di SIA dicono di non saperne niente i sindaci dei Reali Siti, i consiglieri di maggioranza, gli assessori. Il presidente del Consorzio sul tema non parla con i giornali (quelli amici nemmeno glielo chiedono) e la faccenda pare essere tra pochi intimi e lontana dalle sedi istituzionali. Anche il direttore del Consorzio, Monica Abenante, rimanda sistematicamente a data destinarsi ogni qualsivoglia tentativo di fare chiarezza.
Il modello pubblico, però, ha bisogno di concertazione: Discutibile e oggetto di attenta riflessione immaginare un’unica governance regionale in tema di gestione dei rifiuti. Perchè- osserva Sgarro- la gestione e il governo dei rifiuti non è una partita di Risiko ove è importante espandersi e affermare la propria egemonia. E’ la ricerca e l’implementazione continua di politiche e strategie che accanto alla qualità  irrinunciabile del servizio, puntino anche all’autosufficienza finanziaria senza dovere gravare solamente ed inevitabilmente sulla fiscalità  locale.
Durante l’esperienza amministrativa di centrosinistra, giunta Valentino, avevamo individuato proprio in SIA, dotando anch’essa di una governance all’altezza della sfida, il gestore unico dell’ATO della provincia di Foggia, avendo dotazione tecnica, impiantistica e professionale adeguate e, in virtù di ciò, fu adottato un Piano Industriale d’Ambito che corrispondeva a quell’esigenza e a quella strategia.La storia ci ha raccontato e ci racconta, come è andata a finire. Impianti non realizzati, nessuna strategia sui servizi, professionalità  svillaneggiate e mortificate, conclude il piddino.
Michele Cirulli
 

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