La vera guerra sul Tatarella è tra Pippo ed Elena

Forse lo scontro Gentile-Liscio, consumatosi sul terreno delle elezioni regionali, sembra essere destinato a continuare nei corridoi dell’ospedale di Cerignola e a farne le spese potrebbe essere l’attuale direttore sanitario f.f. Rocco Dalessandro.

 
Proprio attraverso queste colonne, il dirigente dell’ufficio manutenzioni Pippo Liscio, all’indomani dell’election day, aveva accusato l’europarlamentare di averlo preso in giro richiamando dalla giungla i suoi fidati e dirottando i voti sul candidato PD Michele Longo, con l’effetto di dividere in maniera sistematica il suo pacchetto voti decretando la sconfitta di entrambi gli aspiranti consiglieri regionali. Una manovra che pare essere riuscita, ma non senza conseguenze.

La prima, la sconfitta al ballottaggio del PD di Cerignola con il disinteresse di diversi esponenti della Lista Emiliano. La seconda, invece, risiederebbe nella delega del direttore sanitario facente funzioni Rocco Dalessandro, da sempre braccio destro di Elena Gentile, che tornerebbe al suo ruolo iniziale in corsia. Nelle ultime ore, difatti, circolerebbe la notizia di un ritorno alla normalità : la titolarità  del Tatarella spetta a Franco Mezzadri, attuale coordinatore degli ospedali della Asl, il quale in questi anni si è avvalso della figura di Dalessandro come suo delegato. Nel concreto, Mezzadri a Cerignola non si è mai visto e l’ex presidente del Partito Democratico di Cerignola, vicino a Elena, è sempre stato il vero dominus del nosocomio. L’ultimo ordine di servizio sarebbe proprio il ritorno alle regole: riconsegnare in toto “ formalmente e in sostanza- il Tatarella nelle mani di Mezzadri.

Dietro questa manovra ci sarebbe proprio lui: Pippo Liscio, il dirigente dell’ufficio manutenzioni della Asl, candidato con la Lista Emiliano sindaco di Puglia lo scorso 31 maggio e fino ad un anno fa parte integrante del cerchio magico della sanità  cerignolana.

Sembra passata un’eternità  da quando Elena Gentile manteneva la delega alla Sanità  Pugliese, Attilio Manfrini era il direttore generale della Asl di Foggia e Pippo Liscio curava i rapporti con la Regione per l’erogazione dei fondi europei. Invece era solo un anno fa ed oggi l’ex manager è consulente in una ditta privata e tra Pippo Liscio ed Elena Gentile è guerra aperta. Quella connessioni politiche e sanitarie sono cadute, frantumate.

Da un punto di vista politico, in loco, Pippo Liscio può trovare la sponda dell’attuale sindaco Franco Metta, che da parte sua ha già  avviato una battaglia su tutti gli avamposti del potere rosso gentiliano. Primo tra tutti l’ospedale, per il quale ha già  chiesto a Vito Piazzolla, commissario straordinario Asl, di rivedere il management F.F. del Tatarella. Pare però che la diatriba Gentile-Liscio possa proseguire. Sullo sfondo, infatti, ci sono rinnovi contrattuali, assunzioni, e progetti avanzati su cui le cicatrici del rapporto potrebbero essere maggiormente visibili.

Non a caso Elena Gentile, conscia del suo tracollo verticale, starebbe puntando tutto sulla segreteria provinciale del Partito Democratico, lasciata vacante da Raffaele Piemontese, inaspettatamente assessore della nuova giunta di Michele Emiliano. In quella posizione strategica, per cercare di valere qualcosa sui tavoli che contano, l’europarlamentare cerignolana ha puntato sul suo concittadino Tommaso Sgarro, 33 enne ricercatore precario sconfitto al ballottaggio da Franco Metta. Sarebbero questi gli accordi pre-voto stretti con Piemontese, che già  avrebbe trovato reticenze sul nominativo di Lia Azzarone come sua erede. Di certo il nome di Sgarro sarebbe inviso all’asse manfredoniano, già  bastonato con l’assessorato al bilancio passato nelle mani del fratricida Piemontese.
Michele Cirulli
 

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