Frattura al braccio? Al Tatarella le immobilizzazioni di cartone

Frattura del braccio? Al Tatarella gli arti si immobilizzano con i cartoni. Sembra uno scherzo, ma non lo è.

 
è quanto capitato mercoledì sera al Pronto Soccorso dell’ospedale Tatarella di Cerignola, intorno alle ore 22:30. Antonio Vasciaveo si precipita al nosocomio perchè suo figlio di 5 anni, mentre giocava per strada con gli amichetti, nelle vicinanze della sua abitazione, si è fratturato un braccio.
Mai avrebbe potuto immaginare di ritornare a casa senza medicazioni, senza l’usuale ingessatura, senza una visita specialistica., ma solo con una immobilizzazione di fortuna dell’arto applicata grazie ad un cartone di siringhe che il medico aveva nel suo ambulatorio.
Battendo ad una macchina, mio figlio è rimasto dolorante e ho deciso subito di portarlo in pronto soccorso. Erano più o meno le 22:00 e ho aspettato lì per oltre un’ora. Una volta giunto il mio turno, mio figlio è stato visitato di fretta e furia e mi è stato detto di ritornare l’indomani per una visita specialistica, visto che in quel momento non c’erano nè l’ortopedico e nemmeno la sala raggi aperta, dice Antonio Vasciaveo, padre del bambino di 5 anni protagonista dell’assurda vicenda.
Così, prima di tornare a casa, il medico ha strappato un cartone che conteneva delle siringhe e l’ha avvolto intorno al braccio di mio figlio, immobilizzando l’arto. Ero senza parole, ho chiesto solo se fosse una pratica normale e mi è stato detto soltanto di ritornare il giorno dopo, visto che non c’era personale in grado di aiutarmi, racconta Vasciaveo.
Di ritorno a casa, intorno alle 23:30, il bambino rimane ancora dolorante: Gli abbiamo somministrato una tachipirina per alleviare il dolore e così si è tranquillizzato. La rabbia, però, è stata tanta. Tanto che la madre del piccolo paziente, indispettita ed incredula rispetto al trattamento di cartone riservato a suo figlio, una volta passata la paura iniziale ha scattato una foto all’immobilizzazione naif   e ha postato l’immagine su Facebook, che in pochi minuti è diventata virale.
Ieri Antonio Vasciaveo è ritornato in ospedale, come da prassi, per le visite di rito: I medici, un po’ perplessi quando hanno visto l’immobilizzazione del braccio fatta con del semplice cartone, pensavano che l’avessi fatta io. Chiarito il disguido, sono stati gentilissimi e molto disponibili. Hanno riscontrato “ spiega- la frattura a legno verde e hanno ingessato il braccio. Ne avrà  per un mese, fino al 6 agosto, e poi dovremo ritornare in ospedale per valutare il da farsi. Di certo, però, veder rivestire con del cartone il braccio di un bambino di 5 anni non è stata una cosa gradevole. Tanto che non è escluso che la famiglia Vasciaveo possa adire le vie legali per far valere i diritti del piccolo paziente.
Silenzio assoluto, ieri mattina, nelle corsie del pronto soccorso. Il primario Michele Greco decide di non rispondere: Dovete passare dalle vie istituzionali, non posso rilasciare dichiarazioni in merito a quanto accaduto.
Ad intervenire, invece, è il direttore sanitario per delega dell’ospedale Tatarella di Cerignola, Rocco Dalessandro: Spero di incontrare i genitori del minore per chiedere scusa a nome dell’ospedale. Siamo nel 2015 ed è impensabile che le immobilizzazioni possano essere eseguite con del cartone. Però ci sono delle cose che vorrei spiegare, non per giustificare quanto è accaduto, ma per far comprendere le dinamiche in cui lavoriamo.
Purtroppo “ dice Dalessandro- al netto dell’utilizzo del cartone, sbagliato, la pratica è stata quella giusta: immobilizzare il braccio. Non sempre i sanitari si ritrovano ad operare con il materiale che dovrebbe essere loro garantito. Nel caso specifico il pronto soccorso è sprovvisto di immobilizzatori, perchè non sono mai stati acquistati da anni visto che la gara è ferma. Dunque, senza materiale si lavora con quello che c’è. Nel dettaglio, cartoni di siringhe.
Non abbiamo mai nascosto che siamo molto preoccupati delle condizioni in cui lavorano i nostri medici in pronto soccorso. Non c’è un ortopedico a fare turno, ma si muove solamente in reperibilità  e giustamente il medico ieri ha optato per un rinvio della visita, anche perchè non si trattava di un caso grave, ma piuttosto frequente nei bambini, e comunque l’ingessatura non va praticata nell’immediato. Ripeto, nessuna giustificazione. Ho aperto una indagine interna. Dalessandro conclude: Sono casi spinosi. Cosa si può rimproverare al medico? Di non aver applicato materiali che non aveva? è ovvio che questi epidosi creino un danno di immagine all’azienda e a tutti i dipendenti, ma voglio solo che la famiglia del piccolo sappia in che condizioni siamo costretti a lavorare, spiega il direttore sanitario ff.
Michele Cirulli
 
 
 

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