La palazzina morosa (e senza acqua) di Torricelli diventa un caso

Comune di Cerignola e Acquedotto Pugliese arrivano ai ferri corti. Il pomo della discordia è rappresentato  dalla palazzina B4 ubicata in via Torricelli n.9 che vanta un debito di 48mila euro con utenze non pagate da diversi mesi.

 
Aqp ha deciso dunque di sospendere il servizio di erogazione dell’acqua, ma al procedimento è seguita immediatamente l’ordinanza sindacale, a firma dell’allora primo cittadino Franco Reddavide, che ha imposto la revoca della sospensione delle attività  invitando l’ente a riallacciare il sistema di distribuzione dell’acqua anche per il condominio moroso. Ne è nato un contenzioso che è destinato a diventare un caso pilota ed un precedente giacchè, come sottolineano i legali Aqp, tale iniziativa del sindaco non è un caso isolato: infatti numerosi altri sindaci pugliesi hanno emanato ordinanze simili che, peraltro, sono proliferate oltremodo nell’ultimo periodo.
Cittadini morosi, AqP in attesa di riscuotere i crediti e nel frattempo obbligata ad erogare il servizio gratuitamente. I residenti della palazzina B4 di Torricelli, ad esempio, hanno chiesto un piano di rientro per saldare quanto previsto ed è proprio nelle more del piano che l’allora sindaco pro-tempore ha imposto la revoca della sospensione dell’erogazione del servizio.
Con ordinanza del 23 aprile scorso, difatti, Reddavide illustrava la situazione: I residenti chiedono una proroga della detta sospensione al fine di concordare con codesto spettabile Aqpe per il tramite del Comune attraverso il competente settore servizi sociali un piano di rientro della debitoria vantata nei confronti di detto condominio.
Dunque l’invito considerato che l’interruzione del servizio idrico comporta problemi di ordine pubblico ed igienico sanitari per i residenti dello stabile, in virtù della presenza certificata di alcuni condomini affetti da gravissime patologie che conseguentemente, a causa dell’interruzione, vedrebbero ulteriormente aggravata la loro condizione, scrive Reddavide. Così, per il tramite dell’avvocato Giovanni Nardelli, Aqp decide di ricorrere al Tar Puglia visto che il condiminio in questione ha maturato un debito con la ricorrente per la complessiva somma di 48,592,55 euro.
A stigmatizzare le ordinanze che avallano semplicemente la annosa morosità  delle utenze degli ex alloggi IACP si è schierata anche l’Autorità  Idrica Pugliese ribadendo l’insussistenza dei presupposti per l’emanazione delle stesse.
Tanto che Aqp, nel giorno della pubblicazione dell’ordine di revocare la sospensione del servizio ai morosi, aveva diffidato il Comune alla redazione di atti ufficiali che convergessero in quella direzione perchè ove il sindaco volesse perdurare in tale atteggiamento inibirebbe la riscossione dei crediti da parte di Aqp Spa con evidente danno economico.
Ma non c’è solo il danno patrimoniale. Ciò che spaventa Acquedotto Pugliese è il precedente creato dal Comune di Cerignola in quanto laddove si volesse avallare e consentire l’adozione delle ordinanze che giustificano le morosità , si spalancherebbe la porta ad una infinità  di interventi da parte dei sindaci di Puglia e Basilicata provocando ulteriori morosità  fra gli utenti, come tra l’altro starebbe già  capitando.
Sotto accusa è il sindaco pro-tempore Franco Reddavide, la cui azione è stata tesa a rifocillare la palazzina B4 ubicata in via Torricelli 9: la sua ordinanza, però, secondo Aqp, sarebbe monca dei più elementari accorgimenti tecnici, come la scadenza dell’efficacia del provvedimento, che minerebbero alla base la solidità  economica dell’istituto.
Michele Cirulli
 

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