Liscio: “”Se per il PD sono scomodo, al ballottaggio andrò al mare””

Dalle corsie della Asl come dirigente dell’ufficio manutenzioni ad un soffio dall’elezione in consiglio regionale con la civica di Emiliano. Se non fosse stato per la legge elettorale, che ha eliminato un seggio a Foggia dirottandolo a Bari, il cerignolano Pippo Liscio, con 6825 preferenze, sarebbe stato il ponte tra via Capruzzi e Piazza della Libertà .

 
Ma rispetto a quella legge elettorale folle ha opposto ricorso. La sua macchina elettorale, che ha macinato consensi soprattutto nel campo sanitario, si è inceppata per fattori esterni e per quello che il candidato degli emiliano’s etichetta come richiamo della giungla.

Secondo posto su Clemente e Damone, in avanti solo Di Gioia. Tutto secondo previsioni?

Contavo di prendere qualche voto in più, pensavo di essere molto più vicino a Leo Di Gioia. In realtà  sono stato vittima della querelle tra PD e civiche di Emiliano, nel senso che una certa benevolenza dell’elettorato di centrosinistra nei miei confronti è venuto meno da quando ci sono stati degli appelli a difendere il recinto del partito.

I voti nella sua città  sono stati pochini: appena 2600.

C’è stato il richiamo della giungla, che è partito proprio da Cerignola e poi si è propagato fuori dalla città  su tutta la provincia. Sicuramente non ho avuto il voto del centrosinistra locale. So di persone che sono state chiamate per impedire che mi votassero, perchè dall’altra parte del telefono c’era chi sosteneva che io fossi una minaccia per il PD.

Si riferisce ad Elena Gentile?

Anche Elena Gentile. Non credo che da sola sarebbe riuscita a produrre questi risultati contro di me. Con lei avevo un rapporto produttivo che è stato sacrificato, pensavo di essere il candidato di bandiera di Cerignola, ma sono state fatte altre scelte e non mi resta che prenderne atto.

Si aspettava dei voti dal centrosinistra locale?

Non mi aspettavo un appoggio, ma nemmeno una campagna elettorale rivolta contro di me. I voti di Longo, ad esempio, si sono moltiplicati all’ultimo minuto, a dimostrazione che il PD si è ricompattato su di lui, mentre a pochi giorni dal voto non era così. Io non invento nulla: Renzi dice di andare oltre il PD, Emiliano dice di andare oltre il PD. Io sono stato vittima di chi vuole conservare posizioni di potere.

Questo scontro col centrosinistra locale avrà  riverberi anche sul ballottaggio Metta-Sgarro a Cerignola. Tra i due, chi appoggerà ?

Il consenso di costruisce, non si pretende. Di certo non sono nello spirito giusto per parlare di appoggi in questo momento, ma ho il dovere di non disperdere il lavoro fatto in questi anni: a questo punto non dipende da me. Se per il PD sono una minaccia, una persona scomoda, il 14 giugno nella migliore delle ipotesi andrò al mare.

Oltre che a Cerignola, le critiche sono piovute anche da San Severo e Foggia. E soprattutto per Sanitaservice e per le assunzioni contestate.

Queste sono storielle inventate appositamente per screditarmi e gettare fango addosso a me da chi vive di politica. Ci sono stati dirigenti di spessore che si sono prodigati per sostenermi e perchè in me vedono un rappresentante di quel mondo, io non ho girato alcuna struttura ospedaliera. è la sanità  che si serve di me. Anche voi come giornale mi avete attaccato, ma a differenza di altre testate non avete mai fatto articoli a pagamento.

è un momento duro per Sanitaservice dopo la sentenza del consiglio di stato che, nei fatti, la demolisce. è un fatto storico per la sanità : perchè se ne parla poco?

Piaccia o no, io sono il riferimento della sanità  foggiana e della Sanitaservice e continuerò ad esserlo. Nei lavoratori c’è preoccupazione e si sta sottovalutando il problema, non rispetto alla sentenza del consiglio di stato, ma rispetto al fatto che è più comodo esternalizzare che internalizzare i lavoratori.

Con la Gentile a Bruxelles, Manfrini in pensione, Liscio fuori dal consiglio: chi è il referente della sanità  foggiana a Bari?

Al momento nessuno. Io sono l’unica soluzione perchè non mi sono inventato dall’oggi al domani. La mia candidatura è nata proprio sulla base della rappresentanza di quelle istanze.

Per il nuovo direttore generale, Emiliano dovrà  continuare col commissariamento o dovrà  privilegiare figure del territorio?

La politica sanitaria si fa a Bari e non a Piazza della Libertà  a Foggia. è evidente che chiunque diventi il dg deve applicare ciò che si decide in giunta regionale, quindi il problema non è chi, ma come. Però è altrettanto vero che parlare del potenziamento del territorio e mettere a capo un tecnico esterno è un grande controsenso.

Ha presentato ricorso per l’esclusione?

Sì. Dai conti fatti dalla Prefettura a Foggia spettava un secondo seggio. Poi per l’interpretazione delle legge, scritta con i piedi, il seggio è passato a Bari. Quella legge andrebbe cestinata, è assurda perchè non tiene conto del principio della rappresentanza territoriale.

Sono state elezioni prive di sospetti?

Mah. Una competizione elettorale in cui i partiti hanno in carica presidenti di seggio e scrutatori di riferimento, non garantisce la massima linearità  e credibilità  delle operazioni di voto. Quello che poi è successo per il reperimento dei dati, nei tempi e nei modi, è da terzo mondo, se pensiamo di essere nell’era di internet.
Michele Cirulli
 
 

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