La fiaccolata delude: tra campagna elettorale e mobilitazione

Poche centinaia di persone; un ritardo di quasi un’ora per fare volume, uno spiegamento di forze che avrebbe dovuto mobilitare migliaia di cittadini ed invece si è risolto in una marcia spoglia e silenziosa che non ha lasciato il segno come avrebbe voluto. Forse a pesare anche il clima.

 
Non atmosferico, ma da campagna elettorale, perchè Vincenzo Specchio, numero uno di Confcommercio, aveva preannunciato la sua discesa in campo (si parla di lui come ipotetico assessore della ipotetica giunta Metta) e la Fiaccolata per la legalità  si è rivelata un mezzo flop in quanto – esclusi gli addetti ai lavori- l’opinione pubblica ha preferito rimanere a casa o nei negozi a lavorare, piuttosto che partecipare ad una kermesse estemporanea.
Un pericolo- quello della commistione tra ragione politica e mobilitazione per giusta causa- avvertito anche da Franco Metta, che in mattinata ha deciso di non partecipare per non esporre la iniziativa ad alcuna polemica. Eppure, nonostante il gesto eclatante del cicognino, la politica non c’entra, dicono alcuni degli organizzatori. Eppure i periodi più grigi da un punto di vista criminale sono ormai alle spalle. Ed un anno fa a nessuno “ men che meno alla Confcommercio- è venuto in mente di accendere un  cero. A proporlo “ in modo inascoltato- fu solo la Cicogna. Non è venuto in mente nemmeno al vescovo Felice Di Molfetta, che per l’iniziativa di Specchio ha smosso mari e monti inviando una lettera ai parroci (giunta nelle redazioni giornalistiche) invitandoli a sensibilizzare i fedeli alla partecipazione. Flop di sistema. è la crisi di un sistema. Le sigle  Confcommercio, Federfarma, Coldiretti, Confesercenti, CNA, CIA, Confagricoltura, Confindustria, UIL, CGIL e la Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano hanno seminato molto e raccolto poco: circa 300 persone. E’ questo il peso delle istituzioni coinvolte? Tra Corso Gramsci e Corso Aldo Moro le serrande alzate, poca solidarietà . La gente ha preferito continuare a fare ciò che le interessava maggiormente. Forse non è solo colpa della rassegnazione. Perchè l’attivismo da campagna elettorale probabilmente ha prodotto ulteriore scoramento e la scelta di alcuni esercenti di entrare nell’agone politico è risultata divisiva.   Specchio: Mi aspettavo di più. Il nostro compito, oggi, era quello di sollevare la problematica della sicurezza a Cerignola. Vedere qualche commerciante che ha abbassato la serranda al nostro passaggio, per noi ha significato molto, è pur sempre un qualcosa. Vogliamo far capire alle istituzioni quale sia la nostra situazione: ai nostri colleghi non abbiamo ordinato di chiudere, ma abbiamo chiesto di starci vicini. Mi aspettavo di più dall’opinione pubblica, ma è un punto di partenza. Così Vincenzo Specchio, numero uno di Confcommercio, commenta l’esito della fiaccolata per la legalità  svolta ieri sera a Cerignola dopo l’escalation criminale del mese scorso, con esercizi commerciali presi di mira da quotidiane rapine. Un entusiasmo smorzato, ma comunque un buon punto di partenza. Il (non) peso della Curia. Da tempo ci siamo attivati per fare in modo che il presidio di forze dell’ordine sia numericamente all’altezza del territorio più esteso della provincia di Foggia e del Mezzogiorno “ dice il sindaco Antonio Giannatempo-. Il primo contributo è la partecipazione della gente, speriamo si accodi in seguito visto anche l’appello del vescovo. Già , Di Molfetta. è sornione, Giannatempo, quando allude all’impegno del monsignore. L’unica presa di posizione pubblica da quando don Felice è vescovo si è registrata l’8 settembre 2014, nell’ormai nota omelia politica che sembra aver dettato la nascita della lista elettorale i-Cattolici. Oggi il prelato giunge in sostegno di Confcommercio, vicina allo stesso candidato sostenuto dall’organigramma della Curia locale. Il canto del cigno di un settennato all’insegna delle polemiche (vedi cripta in Duomo, scelte imprenditoriali contestate e attivismo politico sotto il vessillo religioso). Il (non) peso delle associazioni. Non sono bastate ben 10 sigle a portare i cittadini in strada. Anche la reazione dei commercianti è stata fredda: nel passeggio tra Corso Gramsci e Corso Aldo Moro, una schiera di negozi aperti e la sensazione che la mobilitazione, a ridosso della campagna elettorale in cui fette di Confcommercio hanno deciso di prendere parte alle elezioni, sia stata percepita come una vetrina. La querelle politica. Nemmeno il tempo di concludere la marcia e scoppia la polemica. Il candidato sindaco PD Tomamso Sgarro posta una foto sul suo profilo Facebook: Alle iniziative contro la criminalità  dove scende in campo la città , solo le assenze sono strumentali, mai le presenze. ª#Žcerignolameritacoraggio¬, scrive. In mattinata il leader cicognino Metta, con il quale dovrebbero correre Specchio & Co., aveva annunciato il suo ritiro dalla fiaccolata per la legalità : Non voglio esporre la iniziativa ad alcuna polemica, ad alcuna accusa di strumentalità . Per rispetto degli organizzatori e della genuinità  della protesta cittadina non verrò alla fiaccolata. Appena una settimana fa, Metta ha invocato una mobilitazione cittadina (andata deserta) dopo il furto di pneumatici subìto da uno dei suoi candidati.
 
 

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