L’INCHIESTA | Le scuole di Cerignola e San Severo cadono a pezzi, Miglio: Siamo senza soldi

Scuole pericolanti, ufficio relazioni col pubblico intasato da lettere di proteste provenienti da studenti e dirigenti scolastici, convenzioni per la manutenzione dismesse ed un’unica inoppugnabile risposta: non ci sono fondi. La rivoluzione delle amministrazioni provinciali, che in termini economici taglia investimenti agli Enti inutili, sta producendo i suoi primi effetti.

 
A Cerignola i pini dell’istituto agrario rischiano di cadere su strada e le querce di sprofondare sulle classi; a San Severo (come nel 90% delle scuole della provincia) le strutture sono inagibili; ma a Palazzo Dogana si fa spallucce. è un mantra: non ci sono soldi. Eppure la sicurezza degli studenti, che appena tre giorni fa hanno protestato a Foggia, dev’essere al primo posto tra le priorità  di qualsiasi amministratore. Dal 31 ottobre del 2014 sono scaduti i contratti della società  Geco di Antonio Tarquinio: da quel momento, dopo l’espletamento delle procedure iniziali del bando, i lotti di Cerignola e San Severo sono rimasti scoperti da ordinaria e straordinaria manutenzione. Significa che se un istituto superiore necessiterà  di interventi “ anche strutturali- dovrà  essere la scuola, con proprie risorse, qualora le abbia, a rattoppare i buchi alla meno peggio o ad effettuare manutenzioni di base che sarebbero spettati alle società  private con apposito contratto. Invece il presidente Francesco Miglio ha scelto la via della proroga breve e, in seguito a ricorsi in fase di apertura delle buste contenenti le offerte delle ditte partecipanti al bando, i lotti di San Severo e Cerignola sono rimasti scoperti. Al contrario Foggia e Manfredonia prendono una boccata d’ossigeno con i recenti provvedimenti (l’ultimo stanziamento risale al 18 marzo) in materia di edilizia scolastica.

E quando i dirigenti scolastici hanno provato a chiedere chiarimenti, la risposta da parte degli uffici di Palazzo Dogana è rimasta immutata, perchè dopo la rimodulazione della province il budget è assai risicato. In alcuni casi, si legge in carteggi tra scuole ed Ente, alcune criticità  dovranno essere prese in carico direttamente dagli istituti fino a contemplare l’ipotesi di interruzione del servizio. Miglio alza bandiera bianca. L’ente inutile “ come è considerata la Provincia-, per le scuole sembra essere più inutile del previsto. Non a caso gli istituti scolastici approntano soluzioni naif, piegandosi al fai-da-te, con contributi volontari dei genitori, che a inizio anno versano un obolo per creare un tesoretto da impegnare alla bisogna, o impiegando i fondi Pon per tamponare le emergenze.

Che la questione sicurezza per gli studenti, professore e personale delle scuole cerignolane e sanseveresi sia una patata bollente se ne rende conto anche il neo Prefetto di Foggia Maria Tirone che il 2 marzo scorso, raccogliendo le proteste dei presidi ofantini, ha inviato una lettera a Fracesco Miglio: Si richiama l’attenzione sulla denuncia presentata dai dirigenti scolastici concernente la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici e si invita la S.V. ad adottare, con la massima urgenza, ogni provvedimento necessario alla tutela della pubblica e privata incolumitࠝ. Non si tratta solamente di un disguido tecnico dovuto all’effetto Renzi sull’Ente Provincia, perchè il vero problema è rappresentato dalla pubblica e privata incolumitࠝ visto che gli edifici, datati o addirittura secolari, richiedono interventi decisivi e rapidi. Miglio, a l’Attacco, parla chiaro: La manutenzione straordinaria non è in discussione: qualora ci fossero necessità  di somma urgenza, la Provincia può intervenire. Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria, la prossima settimana incontrerò i dirigenti per vedere come risolvere il problema e contrattualizzare i rapporti. Il punto “ ammette il Presidente- è che effettivamente in questo momento ci troviamo in una situazione paradossale, siamo ancora nel limbo fino a quando non capiamo quali competenze l’ente conserverà  e quali no. I primi due lotti (Foggia e Manfredonia) sono stati assegnati prima del mio insediamento, gli altri due risalgono al periodo immediatamente successivo, quando è intervenuta la legge di stabilitࠝ. Quindi la diffusione a macchia di leopardo significa che non ci sono coperture finanziarie: Inizialmente c’erano per tutti e quattro i lotti, prima dell’intervento del legislatore e dei tagli imprevisti e imprevedibili. Per eccesso di zelo e di cautela si è deciso di non stipulare contratti. Al momento si studiano forme per assicurare coperture finanziarie che non ci sono.

I Prèsidi alzano la voce: i cerignolani scrivono in Procura, al Lanza soldi bloccati

La sicurezza delle scuole non è un problema esclusivo o privato del dirigente scolastico: avere scuole modernamente attrezzate, funzionali, rispondenti alle norme europee di sicurezza, ben arredate, accoglienti e non fonti potenziali o reali di pericolo e fatiscenti è prima di tutto un diritto di degli alunni e dei cittadini. Dall’inizio dell’anno scolastico, a Cerignola non si effettua alcun tipo di manutenzione ordinaria o straordinaria e così i dirigenti scolastici Pio Mirra (ISS Pavoncelli), Giuseppe Russo (IISS Righi), Giuliana Colucci (IISS Zingarelli), Salvatore Mininno (ITE Dante Alighieri) e Luigia Rita Leone (Liceo Scientifico Einstein) hanno deciso di inviare una segnalazione al Ministero dell’Istruzione, all’Ufficio Scolastico Regionale, alla Prefettura, alla Provincia di Foggia e alla Procura della Repubblica di Foggia. Non esistono studenti di serie A e di serie B, come l’ultimo provvedimento di Palazzo Dogana ha mostrato bloccando il bando per l’assegnazione del servizio manutenzione nei lotti di Cerignola e San Severo e portandolo a termine, invece, a Foggia e Manfredonia. E tra l’altro tutte le istituzioni sono state preventivamente informate perchè i presidi hanno paura di rimetterci in prima persona a causa di una situazione di totale abbandono.La mancanza di interventi di manutenzione ordinaria (serramenti, servizi igienici inadeguati, infiltrazioni dai tetti, impianti elettrici vetusti, dotazioni di arredi antiquate e insufficienti) costituisce un elemento di rischio ambientale costante, quotidiano, per la salute e la sicurezza di alunni e operatori scolastici e comporta il progressivo deterioramento delle condizioni degli edifici scolastici che riguardano la manutenzione straordinaria con peculiarità  diverse diverse da istituto a istituto, scrivono i dirigenti scolastici.Appena una settimana fa il numero uno dell’istituto Agrario Pavoncelli di Cerignola, Pio Mirra, faceva estirpare dei pini pericolanti che avrebbero potuto rovesciarsi da un momento all’altro sull’arteria stradale: Abbiamo abbattuto gli alberi chiedendo un aiuto ad alcuni operai che stavano prestando servizio qui da noi per altri progetti. Ma non credo che sia possibile andare avanti in questo modo. Quindi, onde scongiurare il possibile e realistico danno a terzi, a persone e cose, era richiesto un intervento di potatura straordinaria, avendo ragione di temere del pericolo di danno grave e irreparabile a terzi, a persone e cose. La richiesta rimaneva inevasa, ma rimaneva la grave situazione di pericolo. Gli alti fusti, mai oggetto di intervento manutentivo almeno negli ultimi trent’anni “ puntualizza Mirra- presentavano evidenti fitopatie con graduale degradazione dei tessuti legnosi a danno delle caratteristiche morfologiche, fisiche e meccaniche.Spostandosi verso San Severo, inoltre, la situazione rimane immutata, perchè anche la città  del presidente della Provincia, Francesco Miglio, si ritrova al di fuori della programmazione degli interventi di manutenzione per ragioni tecniche e per mancanza di liquidità . A Foggia, invece, dove una coop gestisce gli interventi ordinari, le dinamiche sono più rosee, ma non ancora ottimali: Certo, per i grandi progetti siamo ancora molto indietro, perchè l’amministrazione provinciale dice di non avere soldi. IL palazzo degli studi “ riferisce il dirigente Giuseppe Trecca del Liceo Classico Lanza- è del 1920, quindi la struttura non è al massimo. Avevamo presentato un progetto per rivedere gli infissi, che non rispondono ai canoni di sicurezza e quei finanziamenti sono stati prima approvati e poi bloccati, senza che ci siano state date spiegazioni. Per quanto riguarda le ordinarie amministrazioni non abbiamo difficoltà  particolari. Credo che questa situazione si sia creata perchè ci troviamo in una fase di transizione della nuova ridefinizione delle Province. L’assistenza dataci è soddisfacente nella misura in cui ci rendiamo conto che ci troviamo pur sempre in Italia.
Anche la politica si attiva: Casarella in pressing

I consiglieri Marco Camporeale, Gianvito Casarella, Paolo Latorre e Raimondo Ursitti si mobilitano per richiedere un incontro urgente al Presidente e preparano intanto un’interrogazione consiliare, per chiedere a Francesco Miglio cosa abbia in animo di fare, quali strategie abbia in serbo e come mai non abbia coinvolto la totalità  del Consiglio provinciale. Ancora una volta “ osserva il capogruppo provinciale di Fi, Camporeale “ subiamo uno sterile atteggiamento di contrapposizione, anche su temi come questo, che invece ci vedrebbero in prima linea al fianco dell’amministrazione, a prescindere dalle posizioni di partenza e dalle liste di appartenenza. L’idea è che per Miglio si tratti di una eterna campagna elettorale, e non della guida di un Ente che il Governo ha deciso di ridurre alla fame. Alla scadenza dei contratti e delle proroghe anche sotto la gestione commissariale, la Provincia aveva indetto a ottobre una gara d’appalto, per dotare le scuole superiori delle manutenzioni ordinarie. Intoppi in sede di apertura delle buste e necessari approfondimenti della commissione di gara hanno allungato i tempi. Intanto, il Governo ha tagliato ulteriori fondi alla già  martoriate e moribonde Province, facendo mancare la copertura finanziaria necessaria a consentire la firma dei contratti, al termine delle gare per i 4 lotti di Foggia, Manfredonia, San Severo e Cerignola. Ma solo questi ultimi due sono ancora in alto mare, mentre a Foggia e Manfredonia si è partiti da alcuni mesi.
La legge “ interviene Casarella “ avrebbe consentito di prorogare i vecchi contratti, nelle more dell’espletamento della gara che era già  stata bandita. Invece la Provincia di Miglio ha scelto la via della proroga a soli 2 mesi, fino ad ottobre, di fatto un periodo insufficiente ad assegnare l’appalto. E ora le scuole patiscono i disservizi. Dalla Provincia, malgrado il tema sia stato sollevato più volte in Aula dal consigliere cerignolano Casarella, e malgrado l’emergenza riguardi anche la sua San Severo, Miglio non ha mai manifestato in quale modo intenda procedere. Sappiamo di riunioni di maggioranza convocate sul tema “ fa sapere Camporeale “ ma se fin qui ci siamo astenuti dal colpevolizzare Tizio o Caio è perchà© abbiamo un’idea diversa di cosa pubblica, specie in una fase storica così delicata.
Regione e Governo in tilt: a giugno i rubinetti saranno chiusi

E’ Francesco Miglio a dirlo senza mezzi termini: a giugno le risorse economiche non permetteranno di assicurare lo stipendio ai dipendenti di Palazzo Dogana. La riforma sull’abolizione delle province dà  al Presidente l’incarico di fungere da commissario liquidatore. Così i 600 dipendenti dovranno trovare una nuova sistemazione in altri enti pubblici, come regioni e Asl. Nel frattempo da via Capruzzi non si prendono decisioni su come reintegrare i lavoratori determinando, di fatto, una situazione paradossale. A Foggia il personale teme di ritrovarsi indietro con la riscossione dei pagamenti ed è per questo che l’obiettivo del Presidente è quello di studiare delle forme di protesta per accendere i riflettori sulla riforma concepita in maniera monca. Addirittura si potrebbero prevedere dimissioni di massa: Vendola rimanda la patata bollente nelle mani del suo successore, con ogni probabilità  Michele Emiliano, lo stesso che ha voluto Miglio presidente di Provincia lo scorso 13 ottobre.

Michele Cirulli
 

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