Bufera sul cimitero, Calice chiede accesso agli atti: “”Mi hanno escluso””

La ditta Sceap di Andria ha ottenuto l’appalto per l’ampliamento del cimitero di Cerignola, ma le recriminazioni non tardano ad arrivare. Complici la campagna elettorale per le amministrative del 31 maggio e le lacune del disciplinare di gara, a farne le spese, questa volta, è un escluso eccellente: Donato Calice e la sua Cadinvest.

 

Il costruttore, tra i più influenti nel centro ofantino, già  nei mesi scorsi aveva sollevato dubbi sulla regolarità  degli atti dell’ufficio tecnico comunale, perchè, a suo dire, alcune falle avrebbero estromesso “ come poi è successo- alcune imprese dalla gara, alla quale avevano partecipato tre ditte: una di Andria, una di Reggio Calabria e una di Cerignola (Italtecno di Agostino De Benedictis).

Ho già  fatto richiesta di accesso agli atti perchè voglio capire se tutto si è svolto regolarmente. Ho fatto una serie di osservazioni sul bando al momento della pubblicazione, ma nessuno ne ha tenuto conto. C’era una indeterminatezza sui requisiti, sulla cauzione ed anche sui requisiti tecnici, informa Calice.

Le deduzioni del costruttore non sono state tenute in conto dalla tecnostruttura, che anzi è andata spedita nell’espletamento degli adempimenti fino a giungere alla conclusione delle operazioni che hanno consegnato alla Sceap di Andria le chiavi del cantiere del cimitero: gli andriesi hanno vinto l’appalto “ col criterio del project financing- con un importo a base d’asta è di 11.500.000 euro, oltre a 345.000 euro per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso d’asta, e 450.000 euro di gestione e manutenzione, e che avrà  durata venticinquennale (due anni per la progettazione e l’esecuzione).

Avevo fatto rilevare all’ente appaltante tutte queste anomalie chiedendo che fosse rideterminato il disciplinare di gara e prorogato il termine di consegna degli atti. Ma non è stato accordato nulla, quindi non ho potuto partecipare con la Cadinvest. Oggi- dichiara l’imprenditore- vedremo cosa emergerà  dall’accesso agli atti.

Calice era stato uno dei sostenitori di Giannatempo nella cavalcata del 2010. Il suo rapporto con il ginecologo non è mai stato tenuto nascosto. Ma cosa cambia, oggi, alla luce dell’esclusione della Cadinvest e della partecipazione del costruttore alle primarie del Partito Democratico, è ancora presto da dire. Potrebbe essere la Sceap, considerata molto vicina al sottosegretario Ncd Massimo Cassano, il nuovo sponsor di Antonio Giannatempo, che proprio con il Nuovo Centro Destra sta cercando di imporre la candidatura a sindaco di Giuliana Colucci e contemporaneamente ammicca al segretario provinciale Franco Di Giuseppe in chiave regionale? Non conosco questa azienda- commenta Calice- non so quale disponibilità  economica abbiano e nemmeno mi interessa, taglia corto  l’imprenditore.

Per lui sono due gli interrogativi: capire se Sceap abbia la forza finanziaria di affrontare questa esperienza edile, considerando che solo per gli espropri serviranno subito sul piatto oltre 2 milioni di euro, e se la fase embrionale della costituzione del bando rappresenti effettivamente una prassi regolare sotto ogni aspetto: Avevo chiesto solo delle precisazioni, che è una consuetudine quando si ha a che fare con le amministrazioni comunali. L’interesse del pubblico è avere il maggior numero di offerte possibili, ed in questo caso non è stato fatto di tutto per garantire la partecipazione e la trasparenza, tanto che non ho presentato nulla, ma se le mie recriminazioni saranno valide farò valere le mie ragioni in ogni sede, precisa Calice. Il primo step, dopo l’accesso agli atti, sarà  il ricorso al tribunale amministrativo fino a puntare all’annullamento dell’aggiudicazione del bando.

Non c’è nessuna azienda locale in grado di poter offrire la garanzie necessarie per questo tipo di progetto, facevano sapere dagli uffici comunali: non è affatto vero, io avrei partecipato se me ne avessero dato modo, replica il titolare di Cadinvest.

Che i rapporti con la fazione sostenuta nel 2010 siano tramontati è un’impressione che Calice smentisce: Li ho supportati, ma questo non mi impedisce di fare delle annotazioni tecniche o politiche. Per esempio, penso che nel centrodestra vi sia bisogno di un rinnovamento, dice alludendo allo scontro Colucci-Vitullo. Ma l’imprenditore guarda anche a sinistra: In questi giorni “ osserva- si parla spesso di Giuseppe Di Vittorio. Non capisco che fine abbia fatto il finanziamento per il rifacimento del Murale e vorrei che le forze politiche rispondano. Annuncio fin da subito che dò la mia disponibilità , anche finanziaria, a completare il monumento e a partecipare ad ogni iniziativa per il ripristino dell’opera. Vorrei che vi sia un referendum cittadino per decidere dove posizionare il Murale.
Michele Cirulli
 

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