L’auto di Dercole sui tufi, Metta: Intimidazione. Derisi dal web

Sembra essere uno sketch del comico Beppe Braida di Zelig, quando stigmatizzava l’atteggiamento del Tg4 che era solito scambiare una banale caduta del presidente Berlusconi per un attentato comunista. Ieri mattina il candidato di Ricambio Generazionale, Carlo Dercole, si è svegliato e ha trovato la sua auto priva di gomme e adagiata su quattro tufi.

 

Tanto è bastato al leader Franco Metta per gridare all’intimidazione di matrice politica e non alla semplice, comune ed incivile pratica vandalica in voga negli ultimi mesi. Il web non ha perdonato lo scivolone della Coalizione del Cambiamento “ i cui referenti hanno inoltrato messaggi di solidarietà  pubblica a Dercole- ed è partita la satira sulla ipotetica ragione di rivalità  politica alla base del gesto: Io ci vedo collegamenti con il caso Moro, scrive Domenico; Anche a me hanno rubato le gomme il mese scorso, perchè nessuno ha organizzato una fiaccolata?, ironizza Giuseppe.Metta, da parte sua, ha organizzato un incontro previsto per oggi in piazza Primo Maggio, ma la portata della denuncia non smette di suscitare l’ilarità  del web: Avviso ai 250 candidati delle amministrative. Se vi rubano la macchina è stato il vostro avversario, posta il consigliere comunale Nicola Netti.  In campagna mi hanno rubato gli alberelli, e ora?, sorride Pietro. Alla base dell’atto intimidatorio, secondo un cicognino, una prova schiacciante: La settimana scorsa hanno strappato un nostro manifesto in zona Campo Sportivo. Secondo Vincenzo è stata l’isis, mentre Alfonso commenta: Non fiori, ma ruote di scorta.Oltretutto “ informano i residenti- non è la prima volta che quel palazzo, lo stesso in cui vive Dercole, ospiti atti vandalici simili: Ed è già  la seconda volta che “”visitano”” il giardino del mio condominio “”prendendo”” (si fa per dire) tutte e quattro le ruote delle auto di 2 condomini, scrive una residente delle Fornaci che vive in quel plesso.  Per fortuna non si tratta di intimidazione politica ma di fastidiosa inciviltà , fenomeno che alle Fornaci, nell’ultimo periodo, sta assumendo una cadenza quotidiana. La Cicogna ci ha creato un caso che si è rivelato un boomerang. Il leader Metta ha individuato addirittura i mandanti: Alla Sua vigile attenzione “ scrive rivolto al commissario Colasuonno- non sarà  sfuggito negli ultimi giorni il tentativo di innervosire la campagna elettorale da parte di gruppuscoli di teppisti, al servizio di uno schieramento politico ben determinato. Non c’è alcuna matrice politica neanche secondo fonti investigative, che tra l’altro informano che il fenomeno del furto delle auto e delle gomme sia tornato a crescere.  Il web pare non aver gradito l’avventata ricostruzione mettiana, che è stata etichettata come strumentalizzazione: Mi hanno rubato il giubbotto della divisa nel corridoio qui a Torino…il collega si è candidato alle comunali a Rocchetta Sant’Antonio, scherza Luca.

La solidarietà  che può essere data a un esponente di una lista Civica a sostegno di Franco Metta, che al risveglio ha trovato la sua autovettura senza gomme, rubate nella notte, è la stessa che può (anzi deve andare) a ogni abitante del quartiere Fornaci che da tempo convive con episodi di questo tipo. Evidentemente Metta non ne è informato. Vergognoso è il tentativo di scrivere l’ennesima pagina di macchina del fango attraverso insinuazioni e illazioni. è questo l’unico modo di fare politica conosciuto da Metta: abbassare il livello politico a quello del pettegolezzo, commenta il candidato PD Tommaso Sgarro.
 
 
 

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