PCI, DS, PD: L’amore della sinistra per i potenti (e gli imprenditori)

La discesa in campo della famiglia Grieco in soccorso di Tommaso Sgarro ed Elena Gentile, a Cerignola, sta facendo discutere fuori e dentro al partito. Ieri gli alleati comunisti- da Sel a Rifondazione- avevano espresso qualche dubbio sulla presenza di un forte imprenditore di riferimento a sostegno del giovane candidato piddino, che potrebbe essere addirittura schiacciato dal peso di uno sponsor così ingombrante.

 
Franco Metta, che un anno fa aveva cercato invano di entrare nelle grazie dei Grieco’s, parla di Partito Democratico assoggettato ai ricchi. Nel corso di un’intervista rilasciata a Teleblu, l’eccentrico avvocato ha detto senza mezzi termini: Il candidato vero del PD è l’imprenditore miliardario Michele Grieco e il candidato vero che sta dietro Michele Longo è l’altrettanto miliardario Donato Calice.
Mentre per i democrats cerignolani le esternazioni di Metta sono considerate puro risentimento per aver ricevuto un secco no grazie dal titolare della catena ProShop, rimane intatto il punto di discussione che riguarda i rapporti tra imprenditoria e politica e dell’ipotetico predominio dell’una sull’altra. Non è la prima volta, infatti, che il pianeta comunista subisca il fascino del capitalismo e ne sfrutti i servigi nel nome di un mutuo soccorso. Da Abbiamo una banca di Fassino e D’alema ai più miseri (si fa per dire) tentativi locali, la lista è lunga.
Già  negli anni ’70 e ’80 a Cerignola svettava la figura del ricco e potente architetto Giovanni Musacchio, nei fatti il progettista di quasi tutte le opere pubbliche presenti nella città . I rapporti tra il consulente del Comune con l’allora sindaco Dalessandro ed in parte con Vincenzo Valentino (fine anni 80) erano noti: così, uno dopo l’altro, ecco i progetti relativi alla villa comunale, al palazzetto dello sport, alle scuole comunali, al nuovo Palazzo di Città  ubicato in piazza della Repubblica. Lo chiamano coppola rossa, per la sua abitudine ad indossare un copricapo e per le sue simpatie sinistre. Una simpatia ricambiata, se in ogni grande progetto compare la sua firma. Un’eredità  che si è trascinata fino al 2008, quando la giunta di Matteo Valentino, proprio sul debito fuori bilancio da corrispondere a Giovanni Musacchio, pure a distanza di 20 anni, ha iniziato il suo rapido declino che ha poi portato allo scioglimento anticipato del consiglio comunale nell’anno seguente.
Per pagare quella somma Democratici di Sinistra (Elena Gentile) e Sinistra Democratica (Lucio Cioffi) si spaccarono definitivamente consegnando la città  al commissario prefettizio Michele Di Bari. In realtà  non abbiamo mai avuto grandi sponsor alle spalle- spiega Matteo Valentino- perchè la sinistra cerignolana ha sempre dialogato con tutti. Nel 2015, quando vinsi le amministrative, feci anche un incontro con Giusto Masiello, patron della ditta Iposea, che sicuramente non ha una tradizione di sinistra. Ma non è stato mai uno sponsor, non li abbiamo mai avuti. Voglio dire a Sgarro di stare attento e di non consegnarsi nelle mani di questo o quell’altro imprenditore, ma di parlare con tutti.
Eppure comunisti e imprenditori sono andati sempre a braccetto. La stagione degli anni 80, da questo punto di vista, è stata assai prolifica. Mentre Nicola Alicino era vicesindaco socialista, infatti, suo fratello, Pasquale, trovava un posto da dirigente nell’ufficio tecnico di Palazzo di Città : da qui, poi, è nata la sua grande passione per il mattone in seguito alla pensione (correva l’anno 1996): dapprima una società  in tandem con i fratelli Gino e Rocco Caiaffa- storicamente legati a sinistra ma non definitivamente etichettabili “ per la costruzione del complesso residenziale di Viale Di Vittorio (di fronte alla stazione dei carabinieri), poi l’esperienza in solitaria con l’apertura di una farmacia. I due fratelli soci, invece, si occupano rispettivamente dello smaltimento dei rifiuti speciali e delle costruzioni edili.
Stessa sorte è toccata anche a Donato Calice, già  consigliere comunale e assessore ai lavori pubblici nell’era di Vincenzo Valentino, quella immediatamente precedente all’uragano Tatarella che nel 1993 sparigliò le carte distruggendo un certo predominio di sinistra nelle postazioni chiave. Per il titolare di Cadinvest sembra essere un ritorno a casa, oggi, con il sostegno a Michele Longo nelle ultime primarie. E delle sue radici socialiste, e l’appartenenza all’area del centrosinistra, non ne ha mai fatto mistero. Anzi. Il costruttore non ha mai nascosto, allo stesso modo, di aver votato nel 2010 Antonio Giannatempo, diventandone influente sostenitore-simbolo. Ma adesso il cavallo scelto pare essere uno dei dem e, carta di identità  alla mano, a novembre scorso si è messo in coda per votare uno dei tre candidati alle primarie: Sono un cittadino come gli altri e oltretutto ho un passato da amministratore socialista “ diceva Calice a l’Attacco-. Non vi dirò per chi ho votato, ma credo che tutti e tre i candidati abbiano delle caratteristiche fondamentali per il governo della città . Ho apprezzato Sgarro, ma credo che ora si debba lavorare per tenere dentro anche Roselli e Longo.
Michele Cirulli
 

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