Inceneritore, Dimunno: “”Le ombre della Marcegaglia””. E i “”media”” si sorprendono

L’inceneritore ETA del gruppo Marcegaglia è in fase di test e a breve inizierà  a bruciare i rifiuti a pieno regime (fase commerciale): per tale ragione il Coordinamento Rifiuti Zero di Giuseppe Dimunno chiede di tenere alta l’attenzione focalizzando l’attenzione su alcune scadenze e su diverse zone d’ombra che avrebbero caratterizzato l’iter documentale di Emma & Co.

 
Il permesso di costruire dell’inceneritore- esordisce l’ambientalista- scade perentoriamente il 27 gennaio 2015, data a partire dalla quale la nostra attività  di osservatorio riprenderà  a pieno ritmo attraverso l’invio di un’istanza di accesso agli atti indirizzata a tutti gli organismi competenti a vario titolo; resta un mistero la vicenda del capannone per il CDR adiacente all’inceneritore, di proprietà  della Cogeam (joint venture di ETA e Tradeco, quest’ultima comproprietaria di Ecocapitanata, inceneritore di rifiuti speciali nella zona industriale. di Cerignola, oggi per fortuna spento) e gestito dalla società  Progetto Ambiente FG partecipata all’1% dalla Provincia di Foggia) inaugurato e mai entrato in funzione, che è stata spesso da più parti paragonato ad un cavallo di Troia.
Secondo la relazione del comitato Rifiuti Zero l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) dell’impianto efficace a partire dal 7 ottobre 2010 con validità  di 5 anni è già  in scadenza, quindi bisognerà  vigilare sulla procedura nella quale Cerignola risulta ente cointeressato, in quanto nell’AIA (o meglio nella relativa II conferenza dei servizi) viene stabilita la provenienza del CDR (oggi CSS) esclusivamente dalla Regione Puglia e prioritariamente dalla nostra provincia, salvo residuali eccezioni che ogni volta andranno preventivamente comunicate ed autorizzate dalla Regione.  Secondo indiscrezioni, a tal  proposito, l’ufficio ambiente del Comune di Cerignola ha lasciato già  da tempo filtrare la notizia secondo cui la società  ETA “ informano gli ambientalisti- avrebbe aperto nei confronti della Regione Puglia un braccio di ferro per far arrivare rifiuti da fuori regione, ma di questa “”vertenza”” a noi non risulta alcuna traccia scritta formale.
Sul tema Marcegaglia si registra un ping pong di responsabilità  e competenze tra via Capruzzi di Bari e Palazzo Dogana a Foggia: La Regione Puglia “ sottolinea Dimunno- affermerebbe che la delega è passata alla Provincia, circostanza però già  smentita tempo fa dal competente dirigente provinciale ing. Giovanni D’Attoli: questo è perciò errato ed, anzi, non sarebbe la prima volta che il Servizio Ecologia della Regione Puglia, specialmente nell’ultimo biennio, si contraddice palesemente sull’iter. Secondo quanto previsto dallo Sblocca Italia l’inceneritore dovrebbe entrare nella rete strategica nazionale degli impianti per lo smaltimento di rifiuti urbani, che verrà  annunciata con un imminente decreto del Ministero dell’Ambiente, a causa del quale l’AIA verrà  modificata in automatico per consentire al forno nei pressi di Tressanti di “”servire”” alla pubblica utilità  dello stato italiano.
La notizia dell’accensione dell’impianto circolava già  da un anno (che fosse in fase sperimentale, come pi volte specificato su queste colonne, non era un mistero, nonostante la sorpresa di alcun media): oggi Garavaglia comunica le ultime tappe e l’imminente entrata in esercizio a pieno regime dell’inceneritore.

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