“Rinegoziazione del canone per la sede dei Carabinieri”



Si tratterebbe di un’eventualità remota, quella del trasferimento. Di certo c’è l’indagine di mercato, non vincolante, avviata dalla Prefettura, ma l’addio dei militari alla struttura di viale di Levante potrebbe non avvenire. Il tutto per effetto infatti di una spending review avviata dal Ministero. Dunque, tra privato e carabinieri ci dovrà essere una nuova trattativa.

È questo quanto precisa il legale della proprietà della Caserma Zenzola: “L’articolo 1 della legge 160/2019 prevede che le amministrazioni dello Stato, ai fini del massimo contenimento delle spese, procedano in un ristretto arco temporale alla rinegoziazione dei contratti di locazione passiva vigenti o scaduti. Per l’attuazione di queste disposizioni, le Prefetture sono state incaricate di rinegoziare i rapporti in corso a fronte della stipula di un nuovo contratto novennale ad un canone rideterminato secondo un iter che prevede l’intervento dell’Osservatorio del mercato Immobiliare e dell’Agenzia del Demanio, ridotto poi di un ulteriore 15%”, dice l’avvocato Giuseppe Meterangelis, in rappresentanza della società Dimmito Edilizia, proprietaria dello stabile.



Dunque, fortunatamente, non ci sarebbero pericoli per i carabinieri e sarebbero lontane quelle “maledizioni” che hanno colpito gli altri edifici adibiti a “casa” delle forze dell’ordine. È solo nel caso in cui non si dovesse chiudere la trattativa di spending review, dice Meterangelis, che si dovrà procedere a trovare una nuova sede della Caserma Zenzola. E l’indagine di mercato in corso sarebbe in atto solo a titolo di precauzione qualora dovesse fallire la trattativa di “spending review”.

Inoltre, l’edificio di Viale di Levante, dove oggi è ospitato il comando, è stato “appositamente realizzato per quello scopo” secondo indicazioni ministeriali e del comando provinciale dei carabinieri e non vi sarebbero altre strutture, a Cerignola, “rispondenti a quelle specifiche”, dice da parte sua l’avvocato di Dimmito Edilizia, il quale auspica che “non si innalzi ulteriormente il livello di allarme sociale”.    



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