Rubate 400 piantine di ulivo in campagna: “A cosa serve investire?”


Luigi Malizia, imprenditore agricolo

Oltre 400 piantine di ulivo rubate nella notte, circa 5 furti in un solo anno nel suo podere, danni per diverse migliaia di euro. Si tratta di un particolare “bentornato” a Luigi Malizia, imprenditore agricolo di Orta Nova, rientrato da Treviso nel centro dei Reali Siti nel 2019. Nella sua terra ha deciso di investire, mentre periodicamente il suo campo e la sua masseria vengono attaccati da ignoti.

L’ultimo episodio, il più grave in termini di perdite economiche, è successo nella notte tra il 7 e l’8 gennaio, quando sono state rubate circa 400 specie di cultivar Fs17 – Favolosa, ossia la varietà che, insieme al leccino, ha dimostrato di essere resistente alla Xylella, che sta letteralmente divorando gli ulivi del Salento e del barese. Quello di Luigi Malizia è uno dei primi campi in Capitanata ad essere coltivati completamente con la “Favolosa”, ma quel primato è stato parzialmente distrutto in un raid notturno. Nel suo podere di sei ettari, ubicato nell’agro tra Orta Nova e Stornara, sono state trafugate le piantine e sono state abbattute le strutture di sostegno.



“Non ho mai ricevuto minacce o richieste estorsive, è un furto molto strano”, riferisce l’imprenditore agricolo a La Gazzetta del Mezzogiorno. La mattina dell’8 gennaio, come ogni giorno, Luigi Malizia si è recato nella sua proprietà in zona Grassano e ha fatto la triste scoperta: “Hanno danneggiato anche i tutori delle piante abbandonandoli sul terreno. Precedentemente – si legge nella denuncia presentata al comando locale dei carabinieri – ho subito tentativi di furto, ma non li ho denunciati”.

Le coltivazioni, tra l’altro, non erano assicurate, quindi a Malizia rimarrà solo un danno ingente: “Sono tornato da un anno e questo è quello che succede da queste parti. Servirebbe più controllo nelle campagne, non è possibile investire e trovarsi di fronte a questi risultati. Adesso ripianterò tutto ad aprile prossimo, sperando che non succeda nulla”, dice Luigi Malizia.

Proprio sul finire dell’anno diverse associazioni di categoria hanno acceso i riflettori sui furti nelle campagne foggiane, assaltate non solo da piccoli ladri ma, con ogni probabilità, anche da grandi organizzazioni che con raid mirati sono in grado, in pochi minuti, di mettere in ginocchio le aziende con furti o sabotaggi.



Nello specifico, dalle denunce regolarmente presentate nello scorso anno, i reati più frequenti nelle campagne riguardano il furto di mezzi agricoli (15%), l’abigeato (11%), il furto di prodotti agricoli (13%), il racket (9%) e poi a seguire usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, che rappresentano -secondo Coldiretti Puglia- la “porta di ingresso principale della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale”.

Ed è per questo che gli imprenditori agricoli, come Luigi Malizia, chiedono un intervento più efficace da parte dello Stato: “In poco meno di un anno ho subito furti di cavi elettrici, distruzione delle serrande, l’asportazione degli attrezzi agricoli e distruzione degli ulivi: a cosa serve investire se questi sono i risultati?”, conclude l’imprenditore.

Michele Cirulli – La Gazzetta del Mezzogiorno





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