Roghi, in Parlamento il caso Cerignola


Roghi nelle campagne

“Alla Camera dei Deputati i lavori d’aula sono andati avanti per tutta la notte e sono terminati solo alle 5 del mattino, ma abbiamo ottenuto quanto conquistato in queste settimane di lungo lavoro politico e di ascolto dei nostri rispettivi territori: la Legge di Bilancio per l’anno 2020 è stata approvata. Da parte mia la soddisfazione è doppia, perché è stato anche approvato il mio Ordine del Giorno relativo ai roghi che funestano le campagne del Tavoliere. L’attenzione per l’ambiente e per la legalità da parte del Governo è massima”.

È quanto dichiara l’onorevole del M5S Giorgio Lovecchio, membro delle Commissioni Bilancio e Agricoltura alla Camera il giorno dopo una notte di lavori intensa, prima della pausa della natalizia.



Ecco quanto si legge nell’Ordine del Giorno 197 dell’onorevole Lovecchio, col quale si impegna il Governo ad intraprendere iniziative, anche di carattere normativo, idonee al contrasto effettivo dello smaltimento illegale dei rifiuti, per tutelare la salute della popolazione, l’ambiente e l’ecosistema.

“La Camera

premesso che

nell’ultimo anno vi sono state molteplici notizie di una presenza continua di incendi illegali di scarti agricoli del pomodoro e dell’ortofrutta misti a materiali plastici in Provincia di Foggia, tanto che si è iniziato a paragonare questi fenomeni a quelli della Terra dei Fuochi;

la presenza su tutto il territorio di discariche abusive sta allarmando i cittadini della provincia che si trovano a vivere in situazioni potenzialmente pericolose. Il rischio di inquinamento ambientale è certamente rilevante e non sottovalutabile e, al contempo, la tutela della salute dei cittadini è imprescindibile;

ad Ordona, Rocchetta e Cerignola sono state ritrovate tonnellate di rifiuti di qualsiasi entità e provenienza, le quali vengono poi incendiate di notte vicino a campi coltivati. Si suppone vi sia dietro a questi incendi una vera e propria criminalità organizzata;

ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, recante «Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate», la combustione illecita dei rifiuti costituisce grave reato punito con la reclusione da due a cinque anni;

risulta quindi necessario avviare azioni di sensibilizzazione e informazione rivolte sia ai cittadini che alle imprese al fine di prevenire e contrastare il fenomeno dei roghi, impegna il Governo a valutare l’opportunità di intraprendere iniziative, anche di carattere normativo, idonee al contrasto effettivo dello smaltimento illegale dei rifiuti, al fine di tutelare la salute della popolazione, l’ambiente e l’ecosistema tramite un maggiore controllo del territorio”.



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Cittadino

Reclusione da 2 a 5 anni a dispetto degli introiti che porta l’illecito smaltimento a chi dovrebbe far paura.
Praticamente zero rischi di andare in galera e certezza di guadagno.